Abilità ed esperienze per costruire un’enoteca di successo

Un’attività come l'enoteca può essere avviata sia su piccola che su grande scala. La maggior parte delle catene di negozi, operano acquistando un elevato volume di inventario che ritengono abbia un appeal di massa sul mercato. Le enoteche più piccole in genere soddisfano gli intenditori che possono essere alla ricerca di vini speciali o vigneti particolari.

Vediamo in dettaglio come poter procedere all'apertura attività e/o a conduzione familiare

Enoteca a conduzione familiare

Sfruttando il social marketing ecco che le piccole cantine e le enoteche sono di proprietà e gestione familiare. Questi piccoli negozi di vino e cantine si trovano di solito vicino ai vigneti e il vino è fatto in casa e venduto nel negozio dalla famiglia.

Di solito, un'azienda vinicola a conduzione familiare gestisce una cantina in cui si producono, si imbottigliano e si vendono il loro vino. Per gestire questo tipo di enoteca, un imprenditore dovrebbe acquistare un vigneto e imparare come curarlo.

La cantina di solito vende varietà e i loro vini miscelati a prezzi all'ingrosso speciali per gli acquisti di volume. Il rivenditore quindi segna le bottiglie e le vende al pubblico in generale.

Quali sono i costi legati all'apertura di un'enoteca?

Per avere successo nel settore del vino, un imprenditore troverà un background nella contabilità utile a favorire dei margini di entrata positivi per il settore. In molti stati, l'alcol è strettamente regolato, le licenze sono rigide e le scartoffie sono abbondanti.

Quindi, gli imprenditori che entrano in questo settore devono essere disposti a trattare costantemente con i regolatori e i burocrati. Hanno anche bisogno di buone capacità imprenditoriali e di capacità organizzative per gestire ciò che può essere, a volte, un complesso processo di ordinazione e distribuzione.

Gli Stati richiedono inoltre ai negozi di detenere una licenza per alcolici o alcolici prima di poter vendere o distribuire alcolici.

Pianificare la propria attività

Una volta che sei pronto per avviare la tua enoteca, segui un piano essenziale per il successo come imprenditore. Alcuni argomenti importanti da considerare sono:

  • Quali sono i costi iniziali?
  • Qual è il tuo mercato di riferimento?
  • Quanto tempo ci vorrà per raggiungere il pareggio?
  • Come chiamerai la tua attività?

La scelta del nome giusto è molto importante. Ti consigliamo di verificare se il nome dell'attività che hai scelto è disponibile come dominio web e assicurarlo in anticipo in modo che nessun altro possa prenderlo. Dopodiché utilizza un social media manager e sponsorizzati.

Il gusto viene dalla conoscenza

Il vino costituisce da sempre una delle prelibatezze maggiormente apprezzate al mondo, ma nonostante siano in molti coloro che dichiarano di dedicarsi almeno ad un bicchiere giornaliero di questo gustoso nettare d’uva, in realtà a ben vedere sono davvero pochi quelli che ne conoscono la provenienza, i processi impiegati per ottenerlo e gli abbinamenti che gli consentono di sprigionare tutto il suo gusto.

Conoscere il vino non è infatti una cosa semplice, non solo perché ne esistono tantissime varietà che, per conoscere adeguatamente, sarebbero necessari anni e anni di studio; ma soprattutto in quanto ogni uva presenta delle peculiarità infinitesimali, ma che a loro volta danno il particolare gusto ad ogni bottiglia. Rosso, bianco, rosato, liscio, frizzante, corposo, leggero, ogni calice di vino rappresenta l’apice di un processo che nasce dall’intima interazione tra esseri umani, natura, tecnica e tecnologia.

Ogni vitigno una storia a se stante

Conoscere l’annata di una bottiglia o sapere a quale temperatura questa vada servita, sono soltanto alcune nozioni basilari che, se da un lato consentono comunque di degustare buona parte del sapore contenuto nel succo d’uva, d’altro canto però non esauriscono tutti i dettagli che è necessario conoscere se davvero si ha intenzione di lasciarsi deliziare da un simile nettare.

È infatti anzitutto la tipologia di vitigno impiegata per la produzione del particolare vino, a determinarne gran parte della sua essenza; Aglianico, Barbera, Gaglioppo, Malvasia, Nero d’Avola, Nebbiolo, Primitivo, ogni vitigno racchiude in se processi biologici dai quali dipende tutto il gusto delle bottiglie, così come la possibilità di ottenere diverse tipologie di vino le cui peculiarità vengono in gran parte determinate anche dal clima che caratterizza la particolare zona presa in considerazione; per chi fosse interessato a vivere eventi enogastronomici originali, ogni anno in Italia vengono organizzate degustazioni e sagre di vini locali, grazie alle quali poter conoscere i vitigni del luogo, visitare antiche cantine che ancora oggi funzionano a pieno regime, nonché ovviamente degustare alcuni dei più squisiti calici di vino.

Cosa cambia con la tecnologia

Una delle prospettive più interessanti sia per chi produce vino, che per coloro che si dedicano soltanto alla sua degustazione, è la possibilità di utilizzare la tecnologia di nuova generazione a supporto del settore del vino – vedi ad esempio Trentiner. Grazie infatti a strumenti innovativi come ad esempio i dispositivi che appartengono all’internet delle cose e che, come tali, sono sempre interconnessi alla rete, è possibile poter selezionare terreni che presentino caratteristiche ottimali in relazione a specifici vitigni e particolari stagioni, predisporre sensori in grado di proteggere l’uva da agenti nocivi e insetti, utilizzare accessori che consentono di monitorare temperatura e acqua a disposizione della piantagione, nonché tantissime altre soluzioni che ovviamente dipendono dalle necessità che si desidera supportare.

Coloro che amano conoscere il vino troveranno negli strumenti IoT un valido alleato, per mezzo del quale poter scoprire ogni particolarità dell’uva e come ogni passaggio che porta alla produzione della bottiglia, sia di fondamentale importanza nel determinare il gusto finale.

Trovare vini di ottima qualità anche online

Gli amanti del vino passerebbero ore ed ore in un'enoteca a farsi incantare dai sapori e dagli odori dei vini che preferiscono, ma oggi anche per coloro che non hanno molto tempo per andare in giro ci sono diverse soluzioni. Un ottimo modo per velocizzare i tempi degli acquisti e non recarsi direttamente in un'enoteca tradizionale è quello di comprare online. Ebbene il mondo dell'e-commerce non solo continua ad espandersi ma è un canale che diventa sempre più gettonato anche dai più tradizionalisti.

Numerosi sono i siti che vendono vini anche pregiati direttamente online, con possibilità di scelta fra moltissimi vitigni, consegna a domicilio e spedizioni rapide. Acquistare di vino online è un buon affare, sia per quanto riguarda la comodità di scegliere i prodotti che interessano al cliente dal divano di casa o dall'ufficio in pausa pranzo, sia perché molto spesso vi sono delle offerte convenienti. I prezzi dei vini acquistati online infatti spesso risultano molto più vantaggiosi nonostante siano esattamente gli stessi identici prodotti che si trovano in enoteca. Questo accade per promuovere il mercato digitale e coinvolgere sempre più gente all'acquisto online.

Grazie a specifiche offerte, pacchetti, promozioni e limited edition, il cliente amante del vino potrà fare una vera e propria scorta dei suoi vini preferiti, tutto ciò senza doversi recare personalmente in enoteca. Scegliere un vino nuovo e mai provato non è consigliato, infatti solitamente le proposte che vanno per la maggiore online sono proprio quelle dei vini più conosciuti o comunque già provati almeno una volta. Il mercato dei vini e delle bevande online sta acquisendo un gran numero di compratori e molti preferiscono le enoteche online a quelle tradizionali.

I vantaggi dell’acquisto online del vino

Fare shopping dallo smartphone e dal pc di casa ha dei punti vantaggiosi, come appunto un grande risparmio di tempo e zero spostamenti, con tempi ridotti di spedizioni, spesso gratuite e consegna a domicilio. Certo, andare a scegliere un vino in un'enoteca tradizionale ha sempre un certo fascino, ma oggi che il mondo corre ad una velocità sicuramente più ritmica bisogna adeguarsi. Ormai su internet si trovano i siti di quasi ogni azienda commerciale esistente, proprio perché la gente preferisce guardare online prima di acquistare, comparare i prezzi, avere il tempo di decidere con calma e soprattutto farlo nei momenti liberi della giornata. Spesso la sera tardi ci si trova a navigare e a fare shopping online, proprio perché si ha il tempo e la voglia di dedicare qualche ora agli acquisti.

La vendita di vino online è un ottimo canale per trovare vini di buona qualità, provenienti da ogni regione (spesso anche da altri paesi) ed avere l'opportunità con un click di ricevere l'ordine a casa in pochi giorni. Un'idea per scovare le migliori occasioni e i prezzi eccezionali che altrimenti non si troverebbero in enoteca, con promozioni temporali e offerte dedicate. Un sito online di vendita vino ha sempre una vasta gamma di prodotti da presentare al cliente, con selezioni in vetrina e soprattutto è aperto 24 ore su 24. Ha sicuri metodi di pagamento, pagine facilmente navigabili, confezioni regalo, velocità nella registrazione degli ordini e nelle consegne. Un passo avanti nel futuro, guardando sempre qualità e risparmio.

Come acquistare i migliori vini d’annata

Il mondo dei vini d’annata è estremamente affascinante e per sapere scegliere il migliore prodotto, evitando di essere truffati, bisogna affidarsi a esperti che sono grado di garantire il reale valore del vino che si sta acquistando, guidando chi desidera avere una bottiglia pregiata nella scelta perfetta, senza cadere in errori dovuti magari all’inesperienza.

Per comprare bottiglie d’annata di altissima qualità è fondamentale farsi guidare da chi ne conosce più di tutti, l’Enoteca Properzio è un chiaro esempio in questo senso. Creata da una famiglia di veri intenditori, offre la migliore selezione di vini d’annata, da quelli più pregiati e rarissimi, fino a qualcosa di più abbordabile ma che comunque è unico nel suo genere. Se si vuole acquistare un vino pregiato per se stessi o per regalo, si potrà scegliere tra una selezione di 11.000 bottiglie, tra cui 1000 rarissime, impossibili da trovare altrove.

Con Enoteca Properzio sarà possibile conoscere un mondo, quello del vino, talmente vasto che lascerà a bocca aperta. Si potrà scegliere la bottiglia più adatta a seconda dei propri gusti e desideri, in base al tipo di alimento a cui vuole essere abbinato e ad altre variabili che solo i veri esperti conoscono. Le migliori etichette sono suddivise per territori, fasce di prezzo e tipologia di vino, così da avere una visione chiara del panorama in cui ci si sta addentrando.

I vini pregiati a portata di click

A disposizione tutte le migliori annate come Meroi, Villa Bucci, Allegrini, Paolo Bea, Velenosi Vini e tante altre. L’Enoteca della famiglia Angelini offre anche la possibilità di essere seguiti da un sommelier virtuale, che ascoltando le richieste dei clienti, aiuterà nella scelta della bottiglia più indicata, suggerendo anche le pietanze adeguate al tipo di vino scelto, così da poter godere di tutta l’essenza della bevanda. Se si desidera percorrere le vie dei migliori vini, basterà rivolgersi ad Enoteca Properzio e lasciarsi orientare tra strade e stradine di questo mondo.

Un vino pregiato non ha solo un alto valore economico, ma anche sensoriale, gustarlo risveglierà tutti e cinque i sensi, dalla vista all’olfatto, ognuno sarà coinvolto sorso dopo sorso. E proprio perché si tratta di una cosa tanto importante, non va acquistata in modo superficiale o con poca cura, rivolgendosi a chiunque. La prima scelta, in un acquisto del genere, infatti, è da chi comprare per essere certi di non sbagliare e per avere tutte le garanzie necessarie sui prodotti che si andranno a scegliere. Le bottiglie di vini pregiati sono gioie uniche, esclusive, regali che non tutti possono permettersi, proprio per questo devono saper essere scelte.

Dopo aver trovato la bottiglia perfetta, quella che soddisfa il desiderio che ha spinto all’acquisto, non resterà che assaporarla, degustarla, ma soprattutto viverla. Perché il vino è una magia che inebria i sensi, che una volta vissuta non vorrà più essere lasciata e dimenticata, ma ricordata per sempre o perlomeno fino al prossimo sorso.

La storia delle Cantine San Marzano

Il Negroamaro e il Primitivo sono i vini più importanti delle Cantine San Marzano, marchio che ha visto la luce all’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso grazie all’associazione di una ventina di vignaioli. Con il trascorrere degli anni, la cooperativa è cresciuta in modo sempre più consistente, al punto che attualmente può vantare circa 1.200 viticoltori associati. Parlare di vino pugliese, oggi, vuol dire fare riferimento a San Marzano: i numeri parlano di una produzione di 3 milioni di bottiglie all’anno, per un totale di 600 ettari vitati. I due vitigni rossi regionali più conosciuti in tutta Italia rappresentano l’eccellenza di questa realtà vinicola, ma meritano di non essere sottovalutati i vini bianchi di spessore, i rosati e i passiti, con la variante eccellente del Primitivo Passito.

La politica produttiva finalizzata al conseguimento dei più elevati standard di qualità si coniuga con l’essenza della Puglia più profonda: quella di San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto. Il territorio è quello del Salento: non la costa meridionale, ovviamente, ma la parte settentrionale, dove il clima è ideale per la viticoltura. Le vecchie vigne ad alberello da sempre sono uno dei simboli di San Marzano, e oggi gli appassionati hanno a disposizione una grande varietà di opzioni tra cui scegliere, con uve autoctone che vengono rivisitate in virtù di un approccio moderno. Ecco, allora, Collezione Cinquanta Vino Rosso d’Italia e Sessantanni Primitivo di Manduria DOP, ma anche Tramari Rosé di Primitivo Salento IGP, Edda Bianco Salento IGP e F Negroamaro Salento IGP.

Sono tutte invitanti e preziose testimonianze di una eccezionale versatilità enologica, ma anche la dimostrazione del valore e del potenziale delle uve che vengono coltivate in questo lembo di terra compreso tra il Mar Adriatico e il Mar Ionio. La barricaia si caratterizza per 3.000 barriques di rovere caucasico, americano e francese; insieme con la linea di imbottigliamento moderna e con l’interrato riservato allo stoccaggio dei vini è uno dei segreti di un’azienda che esporta i propri vini in più di 70 Paesi in tutto il mondo. Non solo mercati comuni come la Svizzera e il Regno Unito, ma anche poco prevedibili, come il Giappone o il Vietnam. I vini San Marzano arrivano anche negli Stati Uniti.

Per chi, invece, preferisce acquistare vino comodamente da casa, può trovare le Cantine San Marzano su Bibentes.com: è sufficiente connettersi a Internet e iniziare ad esplorare il catalogo dell’enoteca online per iniziare un viaggio tra le bottiglie più seducenti della Puglia.

 

Masciarelli e la valorizzazione dei vini abruzzesi

Quando si tratta di vini abruzzesi, forse i più esperti vi indicheranno sempre quelli prodotti dai vini abruzzesi di Masciarelli, da molto tempo ormai sinonimo di qualità e bontà perché si sente la passione e l’impegno che tale azienda mette nella produzione di queste bevande. Sapori intensi e colori vivaci, che se avete il piacere di assaporare potete comodamente acquistare su www.tannico.it.

I monti e il mare

L’Abruzzo è una regione molto particolare: il suo entroterra è molto montuoso, fatto praticamente solo di montagne anche piuttosto alte e colline, ma al contempo affaccia sull’Adriatico, presentando un lungo e frastagliato litorale. Questa regione, posizionata geograficamente al Centro dell’Italia ma legata storicamente e culturalmente al Sud, è quindi molto interessante e tutte queste variazioni di paesaggio fanno sì che ci siano variazioni anche dal punto di vista enologico.

Differenze date da variazioni climatiche. Sulla costa abbiamo i tipici climi costieri mediterranei, che rimangono miti e ventilati anche in inverno. Ma basta percorrere pochi chilometri e giungere nell’entroterra per avere temperature freddissime in inverno, i climi tipici dell’appennino. Ma la cosa davvero straordinaria è che, nonostante questi climi, la maggior parte della produzione dei vini abruzzesi avviene sui colli dell’appennino, quelli che precedono le montagne (si parla del 90%) e il resto viene fatto direttamente sugli appennini.

L’Abruzzo è quindi costernato di vitigni autoctoni, per cui tra i vini bianchi i più coltivati sono il Trebbiano d’Abruzzo, il Pecorino, la Passerina, il Montonico. Tra i rossi abbiamo invece il Sangiovese e il Montepulciano, che in questa regione esprimono tutto il loro potenziale. Tutto questo, però, va assaggiato e bevuto con la certezza della qualità assoluta e nella regione abruzzese se si cerca qualità, l’azienda cui rivolgersi è la Masciarelli.

Masciarelli Tenute Agricole

La Masciarelli Tenute Agricole venne fondata nel 1981 a San Martino sulla Marruccina (Chieti), in luoghi ricchi di cultura e storia. L’attuale capo, ancora parte della famiglia Masciarelli, è Giuseppe che dimostra ancora quella passione e quell’impegno tipici dei suoi predecessori, rimanendo legato al vino e alla sua amata terra abruzzese. Giuseppe porta avanti la ditta cercando innovazione tecnologica nella produzione, ma questo per lui non significa per forza rinunciare alla tadizione e, soprattutto, non significa andare contro l’ambiente. Linea di punta odierna è la Marina Cvetic che è frutto di una collaborazione tra il Masciarelli e sua moglie che, appunto, si chiama Marina.

Tutto però nasce a Gianni Masciarelli, fondatore dell’azienda, che dal suo nonno da parte di madre Umberto eredita l’amore per le vigne e per il vino, e fin da un’età molto giovane inizia progetti ed esperimenti con l’uva, avendo come scopo la valorizzazione dell’Abruzzo e dei suoi vini, portandoli però allo stesso tempo al di fuori dei confini italiani.

Portare a termine questo scopo per Gianni significava solo una cosa:
innovare continuamente. E non a caso fu proprio la ditta Masciarelli Tenute Agricole a portare per la prima volta in Abruzzo il sistema Guyot per l’allevamento e anche l’utilizzo delle botti di rovere francese per rendere più fini e pregiati il Montepulciano e il Trebbiano.

Gianni Masciarelli aveva solamente vent’anni quando operò la sua prima vendemmia estiva di Champagne, che segnerà definitivamente la sua strada e lo porterà, nell’Ottantuno, a fondare la ditta omonima che inizia la sua vita producendo proprio Trebbiano e Montepulciano. Il successo fu praticamente immediato, al punto che già due anni topo – nel 1983 – si producono oltre 9000 bottiglie, un traguardo davvero impressionante.

È del 1984, poi, il Villa Gemma Rosso: si tratta di un particolare Montepulciano che Gianni ottiene con l’uva San Martino e capisce che quello è il nuovo modo di fare vino e che, è il suo stile, il suo marchio di fabbrica. Inoltre, sempre al fine di valorizzare l’Abruzzo, sceglie i vigneti più vecchi e meno produttivi per rilanciarli, definendo quindi le sue due cantine: quella di cemento (la fabbrica) e quella del cielo, la vigna.

 

Chiara e il Vino anti terremoto

Chiara e il Vino anti terremoto

Chiara Lungarotti

Aiutate l’Umbria ad aiutare gli umbri”. Chiara Lungarotti è tornata dal Vinitaly di Verona nella sua Torgiano, dove guida la cantina di famiglia, assieme alla sorella Teresa e alla madre Maria Grazia.

Le Vigne di Turrita di Montefalco

Le Vigne di Turrita di Montefalco

Non ha trovato le folle di turisti di primavera che assaggiano e visitano il Museo che secondo il New York Times è il migliore al mondo sul vino. Dal 24 agosto scorso, quando un rombo di magnitudo 6 ha scosso Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) e Accumuli (Rieti), l’Umbria è finita in un cono d’ombra. “E’ come se fossimo in un secondo cratere: nel 95% della regione non ci sono stati stati danni, ma a crollare è stato il turismo”. Ristoranti e musei non sono più pieni, le visite e gli acquisti nelle cantine sono state colpite da questo effetto collaterale. Per questo Chiara Lungarotti lancia il suo appello agli italiani: tornate in Umbria, aiutate gli umbri.

La Tenuta di Torgiano

La Tenuta di Torgiano

Qui si scrutano i terremoti da secoli. “A Perugia, nell’abbazia di San Pietro – spiega la vignaiola – c’è padre Mariano, sa tutto sulle scosse, guida l’Osservatorio sismico Bina dove c’è un sismografo a pendolo del 1751, il più antico d’Italia. Padre Mariano nel 1997 riuscì a presagire quello che poi accadde e corse dal prefetto. Non era una previsione, ma un timore purtroppo azzeccato”.
Chiara Lungarotti mostra i muri dell’azienda: “Nemmeno una crepa”. E sembra di sentire lo scrittore John Fante raccontare il suo Abruzzo e la “gente che mi somiglia, gente piccola che quando fa una casa con tutto l’universo dentro, è capace di resistere anche al Diluvio universale”. La donna del vino racconta: “Papà Giorgio costruì questo edifico nel 1964, portò i suoi operai da fuori regione, disse che voleva una casa di cui fidarsi. Ed eccola qui, neppure un segno dopo le scosse”. Slow Food, pochi giorni fa, ha lanciato un appello: “se non ve la sentite di visitare le cantine perché temete nuove scosse, comprate in vino di Umbria, Abruzzo e Marche nelle enoteche delle vostre città, sostenete i vignaioli in difficoltà, se lo meritano”.

La sede della Cantina

La sede della Cantina

Tra i possibili acquisti c’è l’ultimo nato in casa Lungarotti. Si chiama Ilbio, un Sagrantino 2015 dalla Tenuta di Montefalco. Un vino che conferma la svolta ambientale anche di antiche cantine italiane: Antinori, ad esempio, ha appena acquistato Capraia, azienda bio con 45 ettari di viti, a Castellina, nel Chianti Classico (“Tutte le nostre aziende sono sostenibili, ma questo è un passo avanti in una strada, come il biologico, che tutti devono percorrere”), ha detto la presidente Albiera Antinori al “Corriere Fiorentino”.

Chiara Lungarotti

Chiara Lungarotti

Il bio di Lungarotti, un Igt Umbria, “come ogni Sagrantino riflette più il produttore che la provenienza”, dice Lungarotti, “lo abbiamo voluto morbido e piacevole. Il Sagrantino può diventare un cavallo selvaggio. L’abbiamo domato. Ci pensavamo da anni, durante le prove lo chiamavano il vino bio. Nessuna fantasia. Abbiamo continuato così, mettendo nell’etichetta la pianta catastale della zona da cui arriva, Turrita di Montefalco, certificata bio da tre anni”. Solo diecimila bottiglie per questa prima incursione nel pianeta biologico di Lungarotti. Un bel color rubino, un profumo di frutti rossi, nel bicchiere i tannini si fanno sentire: un vino piacevole che promette di resistere bene agli anni.
Nonostante il calo di turisti in Umbria, Chiara Lungarotti continua a ricevere gli appassionati del vino e a vendere in cantina circa il 10% delle bottiglie. Ne produce 2,5 milioni. Sei bottiglie su dieci vengono vendute in Italia, un mercato in crescita del 2,6% nel 2016. Una storica cantina che si evolve per stare al passo con i tempi e assomiglia alla resistente casa di John Fante “con dentro tutto l’universo” della gente che l’ha costruita.

Fonte Corriere.it a cura di Luciano Ferraro

Fonte: Chiara e il Vino anti terremoto

Sagrantino e Medioevo nel cuore dell’Umbria

 

Hai bisogno di un consiglio di viaggio per abinare le tue prossime vacanze a un tour enogastronomico in Umbria? Piuttosto del solito hotel questa volta pensa alla scelta di una struttura turistica differente.

Prova a cercare sui motori di ricerca agriturismo Umbria e inizia a sfogliare la lista dei risultati. Per un soggiorno nella natura, non c’è di meglio che un agriturismo nel cuore verde d’Italia. L’Umbria ti riserva tante bellezze, un patrimonio storico e artistico di inestimabile valore, una fitta rete di sentieri per le tue escursioni e qualche prezioso tesoro della tavola.

Da dove iniziare? Se sei già stato in Umbria per lavoro o in vacanza, e conosci già le maggiori città d’arte, ti consigliamo una meta speciale. Si chiama Montefalco e appartiene alla selezione dei Borghi più Belli d’Italia. Sulle guide turistiche la troverai citata anche come “ringhiera dell’Umbria”. Il motivo? Presto detto. Montefalco si trova su un colle panoramico, nel bel mezzo della vallata umbra che va da Perugia a Spoleto.

Se decidi di visitare il borgo nel prossimo mese, potrai partecipare all’Agosto Montefalchese, l’appuntamento clou dell’estate in Umbria. Sono tre settimane di feste, giochi, rievocazioni storiche e sfilate in costume. L’evento più atteso dell’Agosto Montefalchese è la corsa del bove: si tratta di un antico gioco medievale, preceduto da un corteo storico composto da ben quattrocento figuranti. Niente esibizioni cruenti: l’uso degli animali è bandito; la corsa del bove, nella sua versione moderna, consiste in una staffetta di corridori, uno per ogni quartiere del borgo. Oltre che nella corsa del bove, le contrade di Montefalco si sfidano in prove di abilità con la balestra e con le bandiere. Il premio? Il titolo del Falco d’Oro, ambitissimo da tutti i partecipanti.

Montefalco è festa, musica e buona tavola. Il borgo è la considerata la piccola capitale del vino rosso più pregiato dell’Umbria. Hai mai assaggiato il Sagrantino di Montefalco DOCG? Lo si produce solo in questo piccolo spicchio di terra della provincia di Perugia, nei comuni di Montefalco, Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria, Bevagna e Castel Ritaldi. Ha un sapore caratteristico, tannico, asciutto e armonico e il suo colore è intenso, un bel rosso rubino carico di passioni. Lo puoi assaggiare in tutte le taverne del centro storico di Montefalco o nelle tenute vitivinicole degli immediati dintorni.

Il Sagrantino è un vino da meditazione, da sorseggiare con lentezza: puoi abbinarlo agli arrosti di carne rossa, ai piatti di cacciagione o ai tipici formaggi stagionati del centro Italia. Una vacanza così non puoi proprio perdertela.

 

Capodanno: ecco la classifica delle migliori “bollicine” per i festeggiamenti

Non è capodanno senza le bollicine dello spumante o dello champagne, a seconda dei gusti. Il capodanno a Roma per esempio non è tale senza la giusta atmosfera e il frizzo dello spumante sulle labbra, ma le bollicine non sono tutte uguali e per una fine dell’anno davvero speciale bisogna scegliere qualcosa di eccezionale cercando di districarsi tra prosecchi, spumanti e champagne, a caccia del perlage più memorabile … anche per i prezzi.

Spumanti e champagne pregiati per festeggiare in modo memorabile

Le differenze tra uno spumante e l’altro sono legate ai vitigni e alle uve utilizzate per la vinificazione, ma anche il metodo conta:

  • il metodo classico (o Champenoise) utilizzato per gli champagne con spumentizzazione in bottiglia e aggiunta di zucchero.
  • il metodo Charmat o Martinotti che si usa, ad esempio, per i prosecchi spumantizzati in cisterne.

Fatte le dovute premesse, ecco quali sono i migliori (e più cari) vini spumantizzati per festeggiare la più bella e divertente mezzanotte dell’anno

  1. Armand de Brignac Ace of Spades gold Methuselah. Uno spumante per una notte di follia racchiuso in una bottiglia tutta d’oro da 6 litri prodotto in numero limitato. Il processo di vinificazione, dalla raccolta delle uve fino al rémuage, ovvero quella piccola rotazione che bisogna far compiere alle bottiglie ogni giorno per assicurare un fine perlage, è affidato a un piccolo gruppo di specialisti che ne cura la produzione. Il costo di una di queste bottiglie è di circa 5.600 euro

  2. Krug Clos d’Ambonnay. Uno degli Champagne più rari (prodotto in due sole annate 1996 e 1998), che nasce da uve di una particolare specie di Pinot Noir su un terreno di meno di un ettaro nei pressi di Ambonnay. Un processo di dodici anni di cantina ed una ricerca minuziosa sugli equilibri gli conferisce un aromatico odore di pane caldo. Prezzo di mercato intorno ai 2.000 euro

  3. Boërl & Kroff Brut. Un brand giovane (nato nel 2008) per uno Champagne di alta gamma. La produzione è di pochi esemplari numerati (circa duemila) con una capsula in oro massiccio 18 carati. Prezzo: circa 3.000 euro.

  4. Dom Pérignon Œnothèque Rosé 1992. Icona nel mondo degli sparkling wines. Lo champagne rosé appartiene alla serie vintage che è considerato uno dei migliori ed èanche raro: all’Italia sono destinate poche decine di bottiglie. Il prezzo di mercato si attesta sugli 800 € (ma vi sono esemplari della selezione 1983 che costano anche 2000 euro

  5. Franciacorta Cuvèe Prestige Salmanazar 2011. Vino frizzante nato solo dalle migliori selezioni di uva Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco provenienti da 134 vigne, vengono vinificate separatamente e sapientemente assemblate alle riserve delle migliori annate. Il prezzo di mercato è di 500 euro.

  6. Le Bertole Prosecco di Valdobbiadene extra dry 2011. Spumante da occasioni eleganti, ottenuto da una rigorosa selezione di uve Glera, fragrante al punto giusto. Il prezzo per una confezione con cassa in legno Methuselah è di circa 230/250 euro.

  7. Bellavista Vittorio Moretti 2004 (con sigillo Alla Scala) 2014. La bottiglia fu realizzata per celebrare i dieci anni di collaborazione della celebre winery con il Teatro alla Scala. Il prezzo è di 120/150 euro

  8. Ferrari Balthazar Magnum millesimato. Una delle case vinicole più famose in Italia che produce spumanti per le grandi occasioni, da oltre 100 anni. La linea grandi formati, della quale Balthazar fa parte, è speciale anche per questo: 12 litri in una sola bottiglia. Il prezzo è di 560/600 euro.

  9. Champagne Louis Roederer Cristal Rosé 2002. Cofanetto Magnum Luxury perfetto per la mezzanotte di capodanno. Il prezzo è di 500 €. Esiste una versione lusso di questo champagne con una bottiglia “ingabbiata” in una rete realizzata a mano da maestri orafi, in edizione limitatissima: sette metri d’ottone bagnati in oro 24 carati. La bottiglia è una magnum da 3 litri dall’esorbitante prezzo di 17.800 euro.

  10. Mumm Cordon Rouge Formula 1. Il Mumm è lo champagne da grandi serate come il capodanno per il quale si potrebbe optare per un magnum dal costo di 500 euro.

Se pensate che questi spumanti e champagne siano troppo cari, allora dovreste conoscere il Gout de Diamant, lo champagne più caro al mondo e costa 1.800.000 euro, il cui unico esemplare prodotto è stato venduto ad un anonimo acquirente.

Ciò che lo rende così costoso è una placca in oro bianco massiccio sulla quale sono incise le informazioni d’etichetta e sul simbolo centrale, sempre nel prezioso metallo, è incastonato un diamante da 19 carati. Sono state prodotte delle versioni “più economiche” – ma sempre dai prezzi esorbitanti – destinate al mercato più “commerciale” dove le etichette in oro sono sostituite da etichette in placche d’argento con incastonato uno Svarowski al posto del diamante.

 

 

La viticoltura in armonia con la Luna

 

Il mondo della viticoltura si basa sia sugli ultimi ritrovati della ricerca scientifica sia su tutto un sottobosco di conoscenze provenienti dalla tradizione e tramandate oralmente dal padre in figlio, da vignaiolo a vignaiolo.

Tra i piccoli viticoltori, magari con qualche anno in più, o tra chi si cimenta autonomamente con piccole si sente spesso dire “Devo aspettare la luna giusta per imbottigliare il vino”, oppure “Ho imbottigliato il vino con la luna sbagliata e non è venuto frizzante”. Questo perchè la luna ha un grande potere sulla qualità del vino e chi segue un calendario lunare punta a produrre vino che segua i ritmi della natura.

Per sapere con che luna imbottigliare il vino o eseguire quelle che sono le attività più tipiche per quanto riguarda la viticoltura, può dotarsi di un calendario lunare inteso come calendario con le indicazioni delle fasi lunari e dei segni zodiali in cui la luna transita, oppure di un agenda-calendario delle semine e dei raccolti che inevitabilmente va ad indicare anche come comportarsi con le piante di vite e con il vino.

Qui di seguito vi riportiamo i giorni migliori in cui eseguire le più comuni operazioni connesse alla coltivazione dell’uva ed alla produzione del vino.

Chi intende piantare o seminare le viti dovrà scegliere i giorni caratterizzati dalla luna crescente o discendete (da gemelli a sagittario) nelle cosiddette giornate dei frutti ovvero quando la luna transita in ariete, o leone, o sagittario.

Per potare le viti scegliete i giorni di luna calante nei, sopra menzionati giorni dei frutti. Ma con un’eccezione: gli esemplari di vite giovani dovrebbero essere potate per tre anni in luna crescente affinchè il succo ristagni favorendo la formazione del “succo nero”.

Per irrigare le vigne evitate i cosiddetti giorni dei fiori ovvero quelli in cui la luna transita in gemelli, bilancia e acquario poiché in questo periodo è più probabile l’attacco dei parassiti. Alcune delle migliori viti del mondo si trovano in regioni in cui piove di rado, ed altrettanto di rado vengono annaffiate.

La vendemmia, andrebbe programmata in luna crescente quando transita nei segni che vanno dal sagittario ali gemelli. Non si considera invece i giorni dei pesci, quando la luna va consumata non appena raccolta.

Per pigiare l’uva aspettate la luna crescente in quanto questa fase rende più rapido il processo di fermentazione.

Infine per travasare il vino scegliete i giorni di luna calante affinchè il vino si conservi più a lungo.

Utilizzare questi metodi così naturali non solo consente di avere vini ed uva particolarmente buona, ma consente anche di ridurre al minimo l’uso di pesticidi con un conseguente risparmio economico sull’utilizzo di questi veleni.

 

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