Abilità ed esperienze per costruire un’enoteca di successo

Un’attività come l'enoteca può essere avviata sia su piccola che su grande scala. La maggior parte delle catene di negozi, operano acquistando un elevato volume di inventario che ritengono abbia un appeal di massa sul mercato. Le enoteche più piccole in genere soddisfano gli intenditori che possono essere alla ricerca di vini speciali o vigneti particolari.

Vediamo in dettaglio come poter procedere all'apertura attività e/o a conduzione familiare

Enoteca a conduzione familiare

Sfruttando il social marketing ecco che le piccole cantine e le enoteche sono di proprietà e gestione familiare. Questi piccoli negozi di vino e cantine si trovano di solito vicino ai vigneti e il vino è fatto in casa e venduto nel negozio dalla famiglia.

Di solito, un'azienda vinicola a conduzione familiare gestisce una cantina in cui si producono, si imbottigliano e si vendono il loro vino. Per gestire questo tipo di enoteca, un imprenditore dovrebbe acquistare un vigneto e imparare come curarlo.

La cantina di solito vende varietà e i loro vini miscelati a prezzi all'ingrosso speciali per gli acquisti di volume. Il rivenditore quindi segna le bottiglie e le vende al pubblico in generale.

Quali sono i costi legati all'apertura di un'enoteca?

Per avere successo nel settore del vino, un imprenditore troverà un background nella contabilità utile a favorire dei margini di entrata positivi per il settore. In molti stati, l'alcol è strettamente regolato, le licenze sono rigide e le scartoffie sono abbondanti.

Quindi, gli imprenditori che entrano in questo settore devono essere disposti a trattare costantemente con i regolatori e i burocrati. Hanno anche bisogno di buone capacità imprenditoriali e di capacità organizzative per gestire ciò che può essere, a volte, un complesso processo di ordinazione e distribuzione.

Gli Stati richiedono inoltre ai negozi di detenere una licenza per alcolici o alcolici prima di poter vendere o distribuire alcolici.

Pianificare la propria attività

Una volta che sei pronto per avviare la tua enoteca, segui un piano essenziale per il successo come imprenditore. Alcuni argomenti importanti da considerare sono:

  • Quali sono i costi iniziali?
  • Qual è il tuo mercato di riferimento?
  • Quanto tempo ci vorrà per raggiungere il pareggio?
  • Come chiamerai la tua attività?

La scelta del nome giusto è molto importante. Ti consigliamo di verificare se il nome dell'attività che hai scelto è disponibile come dominio web e assicurarlo in anticipo in modo che nessun altro possa prenderlo. Dopodiché utilizza un social media manager e sponsorizzati.

Scopri il corso CEF per diventare cuoco con un docente d’eccezione, Cannavacciuolo

Hai deciso di diventare un cuoco? Tra le tue massime aspirazioni c’è quella di riuscire a lavorare all’interno di una cucina professionale oppure di aprire un locale tutto tuo dove riuscire ad esprimere la tua creatività ai fornelli? Bravissimo, la tua è una decisione eccellente, perché chi ha una passione per la cucina e un vero e proprio talento non dovrebbe mai sprecare questi eccezionali doni naturali e perché quella del cuoco è una carriera semplicemente incredibile. Si tratta di una carriera che ti chiederà di scendere a compromessi tra la vita lavorativa e la volta provata, che ti metterà a dura prova, che porterà via molto del tuo tempo, ma anche di una carriera ricca di immense soddisfazioni, soddisfazioni che nessun altro lavoro forse può garantire. Perché quando si riesce a cucinare bene non si hanno soddisfazioni solo economiche, ma anche soddisfazioni personali, successi continui, senza dimenticare poi quanto sia meraviglioso regalare con i propri piatti emozioni, sentimenti, racconti, regalare con i propri piatti una parte di sé a tutti i commensali.

Talento, passione, voglia di regalare emozioni, non bastano di certo però a trasformati in una figura professionale degna di entrare in una cucina. Hai bisogno di seguire un buon corso per cuoco. Ce ne sono innumerevoli di corsi per cuoco, ce ne rendiamo perfettamente conto, ma solo uno dei corsi disponibili oggi in italia ha come docente d’eccezione niente meno che Cannavacciuolo. Stiamo parlando del corso per cuoco del Centro Europeo di Formazione. Che cosa ne pensi si Cannavacciuolo? Se sei tra quelle persone che credono che si tratti di uno chef che riesce a garantire i migliori piatti della tradizione italiana rivisitandoli in chiave contemporanea, se pensi che sia un uomo che è riuscito a creare un suo impero dal nulla, se credi che nei suoi piatti non ci siano solo ingredienti d’eccezione e tecniche semplicemente impeccabili, ma anche cuore e anima, allora questo è senza alcun dubbio il corso perfetto per te. Potrai imparare a cucinare proprio come lui! Non ti sembra semplicemente meraviglioso? A noi sì, un'opportunità più unica che rara per tutti coloro che vogliono diventare cuochi, che deve quindi assolutamente essere accolta a braccia aperte.

Il bello di questo corso è che non si tratta di un classico percorso formativo in aula. Questo a prima vista potrebbe sembrare un elemento negativo, perché sarebbe bello stare a contatto con Cannavacciuolo ogni giorno e sentirsi seguiti al meglio, lezione dopo lezione. Possiamo assicurarvi però che le lezioni in aula di stampo tradizionale celano dei problemi che possono essere insormontabili. Prima di tutto è necessario ricordare che la sede delle lezioni potrebbe essere troppo distante dalla tua città. Inoltre gli orari potrebbero non essere adatti al nostro male svolgimento della tua routine quotidiana e ai tuoi impegni. Senza dimenticare che in aula con te sarebbero presenti molti altri studenti e che quindi le attenzioni del docente dovrebbero necessariamente essere divise tra tutti in modo quanto più equo possibile. Sono problemi che intaccano la possibilità di comprendere al meglio ogni tecnica culinaria, problemi che con un corso in elearning come quello di CEF non esistono affatto.

Potrai studiare direttamente da casa, facendo esperienza dalla tua cucina, in ogni giorno e orario che a te sta bene, seguendo il tuo ritmo personale e potendo contattare i docenti del centro di formazione in chat o telefonicamente ogni volta che ne hai bisogno. Inoltre il Centro Europeo di Formazione segue un metodo di apprendimento multimediale e social, offrendoti molti strumenti per approfondire ogni argomento e garantendo la possibilità tramite un'apposita piattaforma di interagire al meglio con tutti gli altri corsisti e con i docenti, aprendo discussioni che sono fertili e che fanno crescere, avendo la possibilità di arrivare così a conoscere ogni aspetto di questa professione che hai scelto di intraprendere.Si tratta insomma di un nuovo modo di fare formazione, che noi consigliamo caldamente.

Il gusto viene dalla conoscenza

Il vino costituisce da sempre una delle prelibatezze maggiormente apprezzate al mondo, ma nonostante siano in molti coloro che dichiarano di dedicarsi almeno ad un bicchiere giornaliero di questo gustoso nettare d’uva, in realtà a ben vedere sono davvero pochi quelli che ne conoscono la provenienza, i processi impiegati per ottenerlo e gli abbinamenti che gli consentono di sprigionare tutto il suo gusto.

Conoscere il vino non è infatti una cosa semplice, non solo perché ne esistono tantissime varietà che, per conoscere adeguatamente, sarebbero necessari anni e anni di studio; ma soprattutto in quanto ogni uva presenta delle peculiarità infinitesimali, ma che a loro volta danno il particolare gusto ad ogni bottiglia. Rosso, bianco, rosato, liscio, frizzante, corposo, leggero, ogni calice di vino rappresenta l’apice di un processo che nasce dall’intima interazione tra esseri umani, natura, tecnica e tecnologia.

Ogni vitigno una storia a se stante

Conoscere l’annata di una bottiglia o sapere a quale temperatura questa vada servita, sono soltanto alcune nozioni basilari che, se da un lato consentono comunque di degustare buona parte del sapore contenuto nel succo d’uva, d’altro canto però non esauriscono tutti i dettagli che è necessario conoscere se davvero si ha intenzione di lasciarsi deliziare da un simile nettare.

È infatti anzitutto la tipologia di vitigno impiegata per la produzione del particolare vino, a determinarne gran parte della sua essenza; Aglianico, Barbera, Gaglioppo, Malvasia, Nero d’Avola, Nebbiolo, Primitivo, ogni vitigno racchiude in se processi biologici dai quali dipende tutto il gusto delle bottiglie, così come la possibilità di ottenere diverse tipologie di vino le cui peculiarità vengono in gran parte determinate anche dal clima che caratterizza la particolare zona presa in considerazione; per chi fosse interessato a vivere eventi enogastronomici originali, ogni anno in Italia vengono organizzate degustazioni e sagre di vini locali, grazie alle quali poter conoscere i vitigni del luogo, visitare antiche cantine che ancora oggi funzionano a pieno regime, nonché ovviamente degustare alcuni dei più squisiti calici di vino.

Cosa cambia con la tecnologia

Una delle prospettive più interessanti sia per chi produce vino, che per coloro che si dedicano soltanto alla sua degustazione, è la possibilità di utilizzare la tecnologia di nuova generazione a supporto del settore del vino – vedi ad esempio Trentiner. Grazie infatti a strumenti innovativi come ad esempio i dispositivi che appartengono all’internet delle cose e che, come tali, sono sempre interconnessi alla rete, è possibile poter selezionare terreni che presentino caratteristiche ottimali in relazione a specifici vitigni e particolari stagioni, predisporre sensori in grado di proteggere l’uva da agenti nocivi e insetti, utilizzare accessori che consentono di monitorare temperatura e acqua a disposizione della piantagione, nonché tantissime altre soluzioni che ovviamente dipendono dalle necessità che si desidera supportare.

Coloro che amano conoscere il vino troveranno negli strumenti IoT un valido alleato, per mezzo del quale poter scoprire ogni particolarità dell’uva e come ogni passaggio che porta alla produzione della bottiglia, sia di fondamentale importanza nel determinare il gusto finale.

Trovare vini di ottima qualità anche online

Gli amanti del vino passerebbero ore ed ore in un'enoteca a farsi incantare dai sapori e dagli odori dei vini che preferiscono, ma oggi anche per coloro che non hanno molto tempo per andare in giro ci sono diverse soluzioni. Un ottimo modo per velocizzare i tempi degli acquisti e non recarsi direttamente in un'enoteca tradizionale è quello di comprare online. Ebbene il mondo dell'e-commerce non solo continua ad espandersi ma è un canale che diventa sempre più gettonato anche dai più tradizionalisti.

Numerosi sono i siti che vendono vini anche pregiati direttamente online, con possibilità di scelta fra moltissimi vitigni, consegna a domicilio e spedizioni rapide. Acquistare di vino online è un buon affare, sia per quanto riguarda la comodità di scegliere i prodotti che interessano al cliente dal divano di casa o dall'ufficio in pausa pranzo, sia perché molto spesso vi sono delle offerte convenienti. I prezzi dei vini acquistati online infatti spesso risultano molto più vantaggiosi nonostante siano esattamente gli stessi identici prodotti che si trovano in enoteca. Questo accade per promuovere il mercato digitale e coinvolgere sempre più gente all'acquisto online.

Grazie a specifiche offerte, pacchetti, promozioni e limited edition, il cliente amante del vino potrà fare una vera e propria scorta dei suoi vini preferiti, tutto ciò senza doversi recare personalmente in enoteca. Scegliere un vino nuovo e mai provato non è consigliato, infatti solitamente le proposte che vanno per la maggiore online sono proprio quelle dei vini più conosciuti o comunque già provati almeno una volta. Il mercato dei vini e delle bevande online sta acquisendo un gran numero di compratori e molti preferiscono le enoteche online a quelle tradizionali.

I vantaggi dell’acquisto online del vino

Fare shopping dallo smartphone e dal pc di casa ha dei punti vantaggiosi, come appunto un grande risparmio di tempo e zero spostamenti, con tempi ridotti di spedizioni, spesso gratuite e consegna a domicilio. Certo, andare a scegliere un vino in un'enoteca tradizionale ha sempre un certo fascino, ma oggi che il mondo corre ad una velocità sicuramente più ritmica bisogna adeguarsi. Ormai su internet si trovano i siti di quasi ogni azienda commerciale esistente, proprio perché la gente preferisce guardare online prima di acquistare, comparare i prezzi, avere il tempo di decidere con calma e soprattutto farlo nei momenti liberi della giornata. Spesso la sera tardi ci si trova a navigare e a fare shopping online, proprio perché si ha il tempo e la voglia di dedicare qualche ora agli acquisti.

La vendita di vino online è un ottimo canale per trovare vini di buona qualità, provenienti da ogni regione (spesso anche da altri paesi) ed avere l'opportunità con un click di ricevere l'ordine a casa in pochi giorni. Un'idea per scovare le migliori occasioni e i prezzi eccezionali che altrimenti non si troverebbero in enoteca, con promozioni temporali e offerte dedicate. Un sito online di vendita vino ha sempre una vasta gamma di prodotti da presentare al cliente, con selezioni in vetrina e soprattutto è aperto 24 ore su 24. Ha sicuri metodi di pagamento, pagine facilmente navigabili, confezioni regalo, velocità nella registrazione degli ordini e nelle consegne. Un passo avanti nel futuro, guardando sempre qualità e risparmio.

Come acquistare i migliori vini d’annata

Il mondo dei vini d’annata è estremamente affascinante e per sapere scegliere il migliore prodotto, evitando di essere truffati, bisogna affidarsi a esperti che sono grado di garantire il reale valore del vino che si sta acquistando, guidando chi desidera avere una bottiglia pregiata nella scelta perfetta, senza cadere in errori dovuti magari all’inesperienza.

Per comprare bottiglie d’annata di altissima qualità è fondamentale farsi guidare da chi ne conosce più di tutti, l’Enoteca Properzio è un chiaro esempio in questo senso. Creata da una famiglia di veri intenditori, offre la migliore selezione di vini d’annata, da quelli più pregiati e rarissimi, fino a qualcosa di più abbordabile ma che comunque è unico nel suo genere. Se si vuole acquistare un vino pregiato per se stessi o per regalo, si potrà scegliere tra una selezione di 11.000 bottiglie, tra cui 1000 rarissime, impossibili da trovare altrove.

Con Enoteca Properzio sarà possibile conoscere un mondo, quello del vino, talmente vasto che lascerà a bocca aperta. Si potrà scegliere la bottiglia più adatta a seconda dei propri gusti e desideri, in base al tipo di alimento a cui vuole essere abbinato e ad altre variabili che solo i veri esperti conoscono. Le migliori etichette sono suddivise per territori, fasce di prezzo e tipologia di vino, così da avere una visione chiara del panorama in cui ci si sta addentrando.

I vini pregiati a portata di click

A disposizione tutte le migliori annate come Meroi, Villa Bucci, Allegrini, Paolo Bea, Velenosi Vini e tante altre. L’Enoteca della famiglia Angelini offre anche la possibilità di essere seguiti da un sommelier virtuale, che ascoltando le richieste dei clienti, aiuterà nella scelta della bottiglia più indicata, suggerendo anche le pietanze adeguate al tipo di vino scelto, così da poter godere di tutta l’essenza della bevanda. Se si desidera percorrere le vie dei migliori vini, basterà rivolgersi ad Enoteca Properzio e lasciarsi orientare tra strade e stradine di questo mondo.

Un vino pregiato non ha solo un alto valore economico, ma anche sensoriale, gustarlo risveglierà tutti e cinque i sensi, dalla vista all’olfatto, ognuno sarà coinvolto sorso dopo sorso. E proprio perché si tratta di una cosa tanto importante, non va acquistata in modo superficiale o con poca cura, rivolgendosi a chiunque. La prima scelta, in un acquisto del genere, infatti, è da chi comprare per essere certi di non sbagliare e per avere tutte le garanzie necessarie sui prodotti che si andranno a scegliere. Le bottiglie di vini pregiati sono gioie uniche, esclusive, regali che non tutti possono permettersi, proprio per questo devono saper essere scelte.

Dopo aver trovato la bottiglia perfetta, quella che soddisfa il desiderio che ha spinto all’acquisto, non resterà che assaporarla, degustarla, ma soprattutto viverla. Perché il vino è una magia che inebria i sensi, che una volta vissuta non vorrà più essere lasciata e dimenticata, ma ricordata per sempre o perlomeno fino al prossimo sorso.

L’olio calabrese

Probabilmente quando si pesa alla Calabria una delle prime cose che viene in mente è senza dubbio l’olio, conosciuto in tutta Italia e non solo, considerato l’”oro verde” della regione, fonte di sostentamento e risorsa da non sottovalutare.
Il prodotto che si ottiene dalla spremitura della varietà di Olive Carolea viene riconosciuto come eccellente tanto dal punto di visita salutistico quanto da quello sensoriale.
Uno dei motivi che rende speciale ed unico l’olio calabrese riguarda i luoghi in cui si trovano le coltivazioni, esse infatti vengono ubicati in terreni dove viene praticata un’agricoltura di tipo estensiva, lontano da industrie, strade trafficate, discariche o qualsiasi fonte di inquinamento tale da compromettere la salute degli ulivi e di conseguenza l’olio.

Il New York Times

Non molto tempo fa il popolare giornale New York Times ha denunciato il ‘’suicidio’’ dell’olio extravergine attraverso quindici vignette atte a smascherare ciò che la Coldiretti denuncia ormai da anni e che riguarda l’assenza dell’obbligo di indicare, in etichetta, l’origine delle olive impiegate nell’extravergine.
L’assenza di tale obbligo non fa che determinare la presenza di truffe di non poco conto, l’assenza di una trasparenza che attualmente ognuno di noi dovrebbe reclamare come proprio ‘’diritto’’.
Tutto questo non fa che causare l’acquisto ed il consumo di prodotti che non hanno neanche lontanamente la qualità di quelli calabresi o di altra regione, mettendo a rischio il presente ed il futuro di un intero settore: gli agricoltori calabresi finiscono per essere sottopagati, le aziende agricole di tipo olivicolo iniziano a chiudere e nelle nostre tavole arrivano oli spacciati per Made in Italy ma in realtà miscelati con altri di scarsa qualità.
Quanto detto non può che determinare una presa di coscienza da parte del governo ed il conseguente utilizzo di alcuni dei finanziamenti per la regione Calabria, proprio per il settore di cui abbiamo discusso.

Tipi di Olio DOP

Nel territorio calabrese troviamo esattamente tre tipi di olio DOP: Bruzio DOP, Lametia DOP e Alto Crotonese DOP.
Il primo è un olio biologico prodotto attraverso la spremitura a freddo di olive di prima scelta, selezionate con lo scopo di ottenere un’alta qualità.
Il secondo si distingue per l sapore delicato e fruttato di media intensità e per la scarsa acidità, risulta inoltre ricco di polifenoli e Vitamina E.
Il terzo appare giallo dorato con riflessi verdi decisi, il suo odore è fruttato e di media intensità. È un olio armonico che alla fine ha un gusto amaro e piccante, adatto a chi apprezza queste note di gusto.

La storia delle Cantine San Marzano

Il Negroamaro e il Primitivo sono i vini più importanti delle Cantine San Marzano, marchio che ha visto la luce all’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso grazie all’associazione di una ventina di vignaioli. Con il trascorrere degli anni, la cooperativa è cresciuta in modo sempre più consistente, al punto che attualmente può vantare circa 1.200 viticoltori associati. Parlare di vino pugliese, oggi, vuol dire fare riferimento a San Marzano: i numeri parlano di una produzione di 3 milioni di bottiglie all’anno, per un totale di 600 ettari vitati. I due vitigni rossi regionali più conosciuti in tutta Italia rappresentano l’eccellenza di questa realtà vinicola, ma meritano di non essere sottovalutati i vini bianchi di spessore, i rosati e i passiti, con la variante eccellente del Primitivo Passito.

La politica produttiva finalizzata al conseguimento dei più elevati standard di qualità si coniuga con l’essenza della Puglia più profonda: quella di San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto. Il territorio è quello del Salento: non la costa meridionale, ovviamente, ma la parte settentrionale, dove il clima è ideale per la viticoltura. Le vecchie vigne ad alberello da sempre sono uno dei simboli di San Marzano, e oggi gli appassionati hanno a disposizione una grande varietà di opzioni tra cui scegliere, con uve autoctone che vengono rivisitate in virtù di un approccio moderno. Ecco, allora, Collezione Cinquanta Vino Rosso d’Italia e Sessantanni Primitivo di Manduria DOP, ma anche Tramari Rosé di Primitivo Salento IGP, Edda Bianco Salento IGP e F Negroamaro Salento IGP.

Sono tutte invitanti e preziose testimonianze di una eccezionale versatilità enologica, ma anche la dimostrazione del valore e del potenziale delle uve che vengono coltivate in questo lembo di terra compreso tra il Mar Adriatico e il Mar Ionio. La barricaia si caratterizza per 3.000 barriques di rovere caucasico, americano e francese; insieme con la linea di imbottigliamento moderna e con l’interrato riservato allo stoccaggio dei vini è uno dei segreti di un’azienda che esporta i propri vini in più di 70 Paesi in tutto il mondo. Non solo mercati comuni come la Svizzera e il Regno Unito, ma anche poco prevedibili, come il Giappone o il Vietnam. I vini San Marzano arrivano anche negli Stati Uniti.

Per chi, invece, preferisce acquistare vino comodamente da casa, può trovare le Cantine San Marzano su Bibentes.com: è sufficiente connettersi a Internet e iniziare ad esplorare il catalogo dell’enoteca online per iniziare un viaggio tra le bottiglie più seducenti della Puglia.

 

Diventa un vero Chef-fuoriclasse: ecco il migliore corso di formazione per chef

 

Molte persone credono di poter diventare chef da un giorno all’altro, semplicemente cucinando quanto più possibile tra le quattro mura domestiche, andando alla ricerca di ricette sempre nuove online oppure sui libri dei più grandi chef del mondo e guardando innumerevoli programmi di cucina in televisione. Coloro che credono di poter diventare chef in questo modo, vivono di false speranze. Quella dello chef è una figura professionale infatti davvero molto complessa, che necessita che molti diversi elementi si incastrino alla perfezione tra loro, una figura professionale che può nascere davvero e che ha delle speranze di fare carriera solo seguendo un buon corso di formazione. Ovviamente di corsi di formazione nel settore della ristorazione ne esistono a centinaia, ma tra le proposte più interessanti ci sentiamo in dovere di segnalare il corso chefuoriclasse di CEF – Centro Europeo di Formazione.

Questo è un corso eccellente perché non offre ai futuri chef solo la possibilità di scoprire ogni più piccolo segreto delle tecniche della cucina, ma perché garantisce ai futuri chef di comprendere appieno quale sia il loro ruolo in una cucina professionale. Uno chef deve essere in grado di realizzare i piatti secondo la tradizione, ma anche sempre con qualche piccolo accorgimento creativo ed innovativo, propendo nuovi abbinamenti che possano destare interesse negli ospiti del suo ristorante, e deve saper impiattare le sue pietanze al meglio così che sia possibile ottenere un eccellente effetto scenografico. Uno chef deve sapersi anche organizzare al meglio in cucina e deve saper sincronizzare i tempi di cottura in modo impeccabile. Deve però anche saper essere il capo della sua brigata, sapendo quindi sempre come approcciarsi al meglio con il personale della cucina ma anche con il personale di sala. Inoltre uno chef deve saper gestire anche le pratiche amministrative e burocratiche della propria cucina, deve saper gestire i soldi a disposizione, deve avere un’infarinatura di marketing così da poter fare pubblicità al meglio al suo locale e ai suoi piatti, deve saper organizzare eventi e tenere la contabilità. Certo, un giorno forse potrà anche delegare alcune di queste attività ad altri, ma solo se le conosce bene, in modo intenso, ha la possibilità di poter avere una carriera fertile, in ascesa, una carriera davvero carica di soddisfazioni. E il corso del Centro Europeo di Formazione consente di ottenere tutto questo, un corso insomma davvero completo.

Il corso chefuoriclasse di CEF è eccellente anche perché si tratta di un corso a distanza. Questo significa che il corso può essere seguito senza alcuna difficoltà anche da coloro che vanno ancora a scuola o da coloro che hanno un lavoretto part time e significa soprattutto che ognuno può studiare dal luogo che più preferisce, seguendo il proprio ritmo personale, con la possibilità insomma di dare sempre il massimo ed essere sempre concentrato. Ovviamente il corso prevede un’assistenza continua da parte del docente, così da poter fugare ogni dubbio e da poter affrontare le verifiche sempre al meglio. Inoltre il corso offre un apprendimento molto social, con la possibilità online di scambiare idee ed opinioni con gli altri corsisti e di dare il via a veri e propri dibattiti, perché alla fine solo attraverso lo scambio e la condivisione è possibile crescere, sia come figure professionali che come persone.

Masciarelli e la valorizzazione dei vini abruzzesi

Quando si tratta di vini abruzzesi, forse i più esperti vi indicheranno sempre quelli prodotti dai vini abruzzesi di Masciarelli, da molto tempo ormai sinonimo di qualità e bontà perché si sente la passione e l’impegno che tale azienda mette nella produzione di queste bevande. Sapori intensi e colori vivaci, che se avete il piacere di assaporare potete comodamente acquistare su www.tannico.it.

I monti e il mare

L’Abruzzo è una regione molto particolare: il suo entroterra è molto montuoso, fatto praticamente solo di montagne anche piuttosto alte e colline, ma al contempo affaccia sull’Adriatico, presentando un lungo e frastagliato litorale. Questa regione, posizionata geograficamente al Centro dell’Italia ma legata storicamente e culturalmente al Sud, è quindi molto interessante e tutte queste variazioni di paesaggio fanno sì che ci siano variazioni anche dal punto di vista enologico.

Differenze date da variazioni climatiche. Sulla costa abbiamo i tipici climi costieri mediterranei, che rimangono miti e ventilati anche in inverno. Ma basta percorrere pochi chilometri e giungere nell’entroterra per avere temperature freddissime in inverno, i climi tipici dell’appennino. Ma la cosa davvero straordinaria è che, nonostante questi climi, la maggior parte della produzione dei vini abruzzesi avviene sui colli dell’appennino, quelli che precedono le montagne (si parla del 90%) e il resto viene fatto direttamente sugli appennini.

L’Abruzzo è quindi costernato di vitigni autoctoni, per cui tra i vini bianchi i più coltivati sono il Trebbiano d’Abruzzo, il Pecorino, la Passerina, il Montonico. Tra i rossi abbiamo invece il Sangiovese e il Montepulciano, che in questa regione esprimono tutto il loro potenziale. Tutto questo, però, va assaggiato e bevuto con la certezza della qualità assoluta e nella regione abruzzese se si cerca qualità, l’azienda cui rivolgersi è la Masciarelli.

Masciarelli Tenute Agricole

La Masciarelli Tenute Agricole venne fondata nel 1981 a San Martino sulla Marruccina (Chieti), in luoghi ricchi di cultura e storia. L’attuale capo, ancora parte della famiglia Masciarelli, è Giuseppe che dimostra ancora quella passione e quell’impegno tipici dei suoi predecessori, rimanendo legato al vino e alla sua amata terra abruzzese. Giuseppe porta avanti la ditta cercando innovazione tecnologica nella produzione, ma questo per lui non significa per forza rinunciare alla tadizione e, soprattutto, non significa andare contro l’ambiente. Linea di punta odierna è la Marina Cvetic che è frutto di una collaborazione tra il Masciarelli e sua moglie che, appunto, si chiama Marina.

Tutto però nasce a Gianni Masciarelli, fondatore dell’azienda, che dal suo nonno da parte di madre Umberto eredita l’amore per le vigne e per il vino, e fin da un’età molto giovane inizia progetti ed esperimenti con l’uva, avendo come scopo la valorizzazione dell’Abruzzo e dei suoi vini, portandoli però allo stesso tempo al di fuori dei confini italiani.

Portare a termine questo scopo per Gianni significava solo una cosa:
innovare continuamente. E non a caso fu proprio la ditta Masciarelli Tenute Agricole a portare per la prima volta in Abruzzo il sistema Guyot per l’allevamento e anche l’utilizzo delle botti di rovere francese per rendere più fini e pregiati il Montepulciano e il Trebbiano.

Gianni Masciarelli aveva solamente vent’anni quando operò la sua prima vendemmia estiva di Champagne, che segnerà definitivamente la sua strada e lo porterà, nell’Ottantuno, a fondare la ditta omonima che inizia la sua vita producendo proprio Trebbiano e Montepulciano. Il successo fu praticamente immediato, al punto che già due anni topo – nel 1983 – si producono oltre 9000 bottiglie, un traguardo davvero impressionante.

È del 1984, poi, il Villa Gemma Rosso: si tratta di un particolare Montepulciano che Gianni ottiene con l’uva San Martino e capisce che quello è il nuovo modo di fare vino e che, è il suo stile, il suo marchio di fabbrica. Inoltre, sempre al fine di valorizzare l’Abruzzo, sceglie i vigneti più vecchi e meno produttivi per rilanciarli, definendo quindi le sue due cantine: quella di cemento (la fabbrica) e quella del cielo, la vigna.

 

3 errori da non fare quando si cuoce un dolce in forno

3 errori da non fare quando si cuoce un dolce in forno

Preparare un dolce può essere faticoso e difficile, ma cuocerlo forse anche di più. Questo perché la pasticceria è una vera scienza che richiede studio e una serie di accortezze. Il rischio è sempre quello di preparare dolci sbagliati, poco cotti e soprattutto davvero poco morbidi. Chiunque prepari ogni giorno dolci a domicilio lo sa benissimo: i forni non sono tutti uguali ma le regole di cottura praticamente sì. Ecco alcune per evitare di sbagliare.

1. Mai aprire il forno durante la cottura

Quando iniziate a cuocere un dolce abbiate cura di non aprire mai il forno durante il tempo di cottura. Questo perché lo sbalzo termico tra la temperatura bollente del forno e quella fredda dell’aria esterna potrebbe afflosciare il vostro dolce e renderlo irrimediabilmente più brutto. Cercate di aspettare almeno ¾ del tempo, e lasciatevi gli ultimi 10 minuti per un eventuale controllo del dolce. Attenzione: quando posizionate il vostro dolce, evitate di metterlo troppo in basso o troppo in alto. Se lo mettete troppo in alto, rischiate di cuocere solo la superficie e di lasciarlo crudo al centro mentre se è troppo in basso potrebbe accadere l’effetto contrario: brucia sotto ma non cuoce sopra. Meglio porlo in posizione centrale, una sorta di via di mezzo che renda la cottura più omogenea.

2. Attenzione alla temperatura

Vi è mai capitato di trovarvi davanti un dolce con una superficie troppo rialzata e ricco di pieghe al centro? Ciò accade quando la temperatura del forno è più alta del previsto: di conseguenza la superficie si cuoce troppo velocemente e si forma quindi una leggera crosta. Per ovviare ciò, provate a controllare in modo preciso la temperatura del forno, magari facendovi aiutare da un termostato che segnali eventuali sbalzi. Così facendo, avrete più possibilità di cuocere il vostro dolce in modo omogeneo.

3. E quando so che è cotto?

Per capire se un dolce è realmente cotto bisogna fare la famigerata prova dello stecchino. Prendete uno stuzzicadenti e inseritelo rigorosamente al centro del vostro composto (questo perché è la parte che ci mette di più a cuocere). Se lo stecchino esce completamente pulito, allora il vostro dolce è finalmente pronto. Se invece sembra che pieno di piccole briciole, dove aspettare ancora un po’. Non fidatevi dell’estetica del vostro dolce: il fatto che all’esterno vi sembra cotto può davvero ingannare. Ecco perché questa prova è importantissima per evitare di servire torte crude proprio al centro.

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