Tutte le bevande che devono essere presenti durante un pranzo italiano doc

Stai per organizzare un pranzo e vuoi che ogni dettaglio sia impeccabile? Non devi allora prestare attenzione solo ed esclusivamente ai piatti che porterai a tavola, ma anche alle bevande. Ecco qualche indicazione sull’acqua e sul vino, nonché sul migliore caffè da servire ai tuoi ospiti, come le capsule Bialetti ad esempio. 

L’acqua da portare a tavola 

Ogni apparecchiatura che si rispetti deve necessariamente prevedere la presenza a tavola delle bottiglie dell’acqua, sia naturale che frizzante. In questo modo infatti avrai la possibilità di soddisfare le esigenze di ogni commensale che siederà alla tua tavola. Ti consigliamo caldamente di non scegliere mai un acqua di scarsa qualità. In Italia abbiano così tante fonti montane pregiate e rinomate in tutto il mondo, che vale davvero la pena prenderle in considerazione se stia organizzando un pranzo speciale. 

Ricorda inoltre che l’acqua nelle bottiglie di vetro è la soluzione migliore. Il vetro è infatti in assoluto il materiale più indicato per l’acqua, capace di non intaccare minimamente le sue proprietà organolettiche e il suo sapore. Inoltre le bottiglie di vetro risultano molto più eleganti rispetto alle bottiglie di plastica. Non vorrai mica rendere brutta e antiestetica la tua apparecchiatura! Se proprio non puoi acquistare le bottiglie di vetro o hai già provveduto all’acqua necessaria per il tuo pranzo, versa il contenuto dentro ad una bella caraffa, che sia in armonia ovviamente con il resto dell’apparecchiatura. 

Il vino migliore

Il vino non deve mai mancare! Fatti aiutare da un esperto nella scelta del vino più adatto per le pietanze che porterai in tavola oppure cerca qualche informazione online. Sono disponibili così tanti tutorial e guida, che capire quale sia il vino più adatto non è certo un problema, anzi è un vero e proprio gioco da ragazzi. 

La cosa importante è che si tratti di bottiglie di una cantina italiana rinomata e che tu ne acquisti quantità adeguate per il pranzo. Ricorda che puoi scegliere anche diversi vini per le varie pietanza che hai deciso di portare in tavola, un vino per l’antipasto quindi, uno per il primo, uno per il secondo e uno infine per il dolce. Ricorda anche di prestare attenzione alle indicazioni che trovi sull’etichetta relative alla migliore temperatura a cui servire quel vino!

Le capsule caffè Bialetti per concludere il pasto in bellezza

Alla fine del pasto, un buon caffè è d’obbligo, dato che per gli italiani si tratta di un vero e proprio rituale. Tra i molti caffè che sono oggi disponibili in commercio, quello Bialetti è a nostro avviso assolutamente da prendere in considerazione. Questo perché è di alta qualità, Made in Italy, ricercato, ma anche perché Bialetti ha ben pensato di realizzare delle miscele speciali per ogni zona d’Italia. Da Milano a Palermo, ecco che ognuno ha la possibilità di scovare quindi la maschera perfetta. 

Ti consigliamo di scegliere la miscela in base alla zona d’Italia in cui vivi oppure in base ai commensali. Potresti infatti optare per un caffè diverso a seconda della loro città di provenienza, così da soddisfare il loro gusto al cento per cento e far sì che questo pranzo resti nei loro cuori per sempre. Ti ricordiamo che le capsule Bialetti possono essere acquistare anche direttamente online, su shop specializzati come CialdaMia ad esempio. Qui puoi anche fare delle vere e proprie scorte del tuo caffè preferito e risparmiare molto, anche fino al 50% scegliendo di acquistare ingenti quantità del tuo caffè preferito.

Ricorda che a qualcuno il caffè piace corretto, con qualche goccia di liquore. Provvedi quindi ad avere una buona scorta di liquori da proporre a tutti i tuoi commensali, un piccolo extra questo che può davvero fare la differenza. 

Come esportare vino in USA

Se sei un produttore di vini, dovresti prendere in considerazione l’idea di esportare i tuoi prodotti negli Stati Uniti d’America. Questo perché gli americani hanno dimostrato di avere una vera e propria passione per i prodotti enogastronomici italiani nel corso degli ultimi anni, tanto da pagarli anche a caro prezzo pur di poterli degustare; vendere prodotti alimentari negli Stati Uniti non è però così semplice come potrebbe sembrare a prima vista. Ecco una guida quindi alle tre soluzioni tra cui puoi scegliere che speriamo possa esserti utile. 

Vendere il tuo vino a un importatore americano 

Vogliamo far partire questa nostra breve guida da quello che è senza dubbio il modo più semplice e veloce per esportare il tuo vino negli Stati Uniti d’America, andare cioè alla ricerca di un importatore su suolo americano. L’importatore che lavora già in America ha tutte le autorizzazioni necessarie per commercializzare il vino. Dato che la tua azienda vende il suo vino in modo diretto all’importatore, tu non hai la necessità di chiedere quindi alcun tipo di autorizzazione. Non dovrai inoltre farti carico di andare alla ricerca di distributori per il tuo vino. L’importatore ha già infatti la sua cerchia di distributori a cui affidare il prodotto. Ecco spiegato il motivo per cui venderne tramite un importatore americano è il modo più semplice e veloce per far arrivare il tuo vino negli Stati Uniti d’America. Questo però non significa che sia anche la soluzione migliore. Si tratta infatti anche del modo più costoso in assoluto per importare. 

Dato che l'importatore lavora come intermediario tra il produttore e il rivenditore, è ovvio che non può permettersi di acquistare il tuo vino ad un prezzo particolarmente alto. Il rischio infatti altrimenti è che il prezzo al dettaglio, al consumatore, sia davvero esagerato. È vero che gli americani sono disposti a pagare molti soldi per una buona bottiglia di vino, ma senza eccessi. Proprio per questo motivo ti troverai costretto ad abbassare notevolmente il prezzo delle tue bottiglie, e questo potrebbe voler dire non riuscire ad incassare quanto vorresti. 

Non solo, dato che si tratta di un intermediario, tu non hai più il controllo sulla distribuzione del tuo vino. Da un lato è comodo non avere il controllo sulla distribuzione. Dall’altro lato però questo significa non avere la possibilità di rimediare ad alcun tipo di problema. Se i distributori dovessero decidere di punto in bianco di non acquistare più il tuo vino? Pensaci, tu non avresti voce in capitolo e l’importatore potrebbe decidere senza alcun tipo di preavviso di smettere di acquistare vino da te. Meglio evitare una situazione di stallo di questa tipologia. 

Ti consigliamo quindi di scegliere quest'opzione solo ed esclusivamente se abbassare il prezzo del tuo prodotto non ti sembra un problema, se conosci molto bene l'importatore, se sai quale sia il suo giro di affari, se conosci i suoi distributori e hai fiducia in loro, oltre che nel tuo vino. 

Importare vino in modo diretto

La seconda soluzione da prendere in considerazione è l'importazione diretta dei tuoi prodotti. Per rendere possibile l'importazione diretta, puoi registrare la tua azienda come una società straniera autorizzata a fare affari con gli Stati Uniti d’America oppure puoi scegliere di creare una società americana, separata rispetto alla tua attuale azienda. Creare una società nuova e separata sembra essere la soluzione più indicata, perché in questo modo la tua azienda non risentirà di eventuali debiti che potresti contrarre e perché renderai più semplici i controlli delle autorità fiscali statunitensi, eliminando ogni possibile rischio come ad esempio il rischio di essere sottoposto ad una doppia tassazione. 

È importante ricordare che per ottenere la licenza federale di cui hai bisogno per portare avanti il tuo business in America, è necessario avere una sede permanente con almeno un dipendente, che resti aperta dalle ore 09.00 alle 17.00 ogni giorno. Inoltre dovrai sottoporti ad un colloquio, a cui dovrai portare tutti i documenti aziendali.

Diventando un importatore diretto puoi godere di numerosi vantaggi. Hai infatti in questo modo il controllo totale sul tuo vino, dal momento della sua produzione sino al rivenditore americano. Dato che non ci sono intermediari di alcun tipo inoltre, hai la possibilità di ridurre notevolmente i costi. 

Scegliere un importatore alternativo

Vuoi esportare il tuo vino negli Stati Uniti d’America, ma, almeno per il momento, l’idea di costruire una società su suolo americano ti sembra un passo un po’ troppo lungo e complesso da compiere. Allo stesso tempo però credi che vi siano troppi svantaggi nel non avere pieno controllo sulla distribuzione del tuo vino, come accade facendo affidamento su un importatore su suolo americano di stampo classico. Sei insomma alla ricerca di una sorta di via di mezzo tra le due soluzioni che ti abbiamo sopra descritto, una sorta di compromesso. Esiste? Certo che sì. Devi andare alla ricerca di un importatore alternativo. 

Con questo termine intendiamo gli importatori che consentono alla tua azienda di avere un contatto diretto con i distributori. In questo caso l’importatore in pratica ha la funzione di mero deposito o magazzino, ovviamente in possesso di tutte le adeguate autorizzazioni del caso. Tu devi assumere degli agenti di vendita che vadano per te alla ricerca di distributori per il tuo vino, anche di commercianti al dettaglio ovviamente. Gli agenti di vendita lavorano per te, anche se puoi chiedere che il loro pagamento venga effettuato direttamente dall’intermediario, in modo da poter mantenere su di loro il massimo controllo. Dato che controlli gli agenti di vendita, controlli in modo diretto anche i distributori. 

Come risparmiare in cucina: dal vino al gas, ecco alcuni utili consigli

Risparmiare, si sa, è oggi come oggi una priorità per la maggior parte delle persone. Dopotutto infatti le spese da sostenere ogni giorno sono innumerevoli e i soldi a disposizione mai sufficienti. Gli amanti del buon vino e della buona cucina però spesso proprio non sanno come riuscire a non spendere un'esagerazione. Ecco allora alcuni utili consigli.

Prima di tutto, segui queste 5 abitudini per risparmiare sul gas:

  1. Se possibile, acquista un piano ad induzione. Eviterai in questo modo di sprecare gas in eccesso e potrai ottenere inoltre eccellenti risultati in cucina, dato che il piano cottura ad induzione diffonde il calore in modo uniforme e consente di tenere sempre sotto stretto controllo la temperatura.

  2. Se non puoi o non vuoi acquistare un piano ad induzione, ricorda di scegliere sempre il fornello da utilizzare in base alla grandezza della pentola. Se devi utilizzare una piccola padella, ad esempio, scegli un fornello piccolo. Optando per un fornello grande infatti correresti il rischio di consumare gas in modo eccessivo.

  3. Scegli la pentola in base alla quantità di cibo che devi cuocere. È inutile mettere a bollire, ad esempio, una pentola grande e stracolma di acqua per una singola porzione di pasta. Una pentola grande ha bisogno di più tempo per scaldarsi infatti, e così arriveresti a sprecare molto gas.

  4. Ricorda di mettere sul fornello solo pentole asciutte e di utilizzare ingredienti a temperatura ambiente, non appena tolti dal frigorifero quindi. In questo modo utilizzerai solo il gas strettamente necessario per la cottura.

  5. È sempre meglio evitare di tenere la fiamma altissima, se non quando strettamente necessario. Consumi più gas e puoi anche arrivare a bruciare le tue pietanze.

Per quanto riguarda invece la bolletta dell’energia elettrica è bene scegliere solo ed esclusivamente elettrodomestici in classi energetiche elevate come A+, A++ o, meglio ancora, A+++. Se hai una tariffa bioraria, ricorda poi di accendere forno e lavastoviglie solo nella fascia oraria in cui pagate meno. Sia per il gas che per la luce, consigliamo di andare alla ricerca anche della tariffa più conveniente, magari sfruttando il potere dei siti di comparazione, in modo da poter limitare l’aumento delle bollette.

Infine l'acquisto del vino e degli ingredienti di cui hai bisogno per le tue ricette. È preferibile fare affidamento su vino ed ingredienti economici? Molte persone credono che sia questa la scelta ideale, ma non è così. Capita spesso infatti che vino ed ingredienti economici siano anche di bassa qualità. È preferibile allora prestare attenzione alle offerte che trovi nei supermercati oppure online, ricordarsi di utilizzare sempre le carte fedeltà e scalare i punti eventualmente accumulati con le spese precedenti, ricordarsi di sfruttare anche i buoni sconto e i coupon. In questo modo il risparmio è assicurato, senza per questo dover scendere a compromessi circa la qualità.

Ci sono dei vini che ti piacciono particolarmente? Allora fai affidamento in modo diretto sull cantina produttrice per acquistarli. È possibile che presso la cantina i vini abbiano un costo inferiore rispetto a quello applicato dai negozi infatti. Inoltre è possibile ottenere in molti casi prezzi di favore per un ordine alla cantina che prevede ingenti quantità di bottiglie. A questo proposito, può essere una buona scelta fare un ordine insieme ad alcuni amici e parenti. Così avrai modo di richiedere molte più bottiglie e ottenere un eccellente risparmio. Ti consigliamo anche di partecipare alle fiere dedicate all'enogastronomia italiana. Durante queste fiere avrai la possibilità di entrate in contatto con alcuni dei prodotti italiani in assoluto migliori e potrai acquistarli a prezzi molto bassi.

Un’ultima piccola considerazione. Se sei amanti del vino, è possibile che tu abbia bisogno di una cantinetta. Nel caso, ricordati di scegliere solo cantinette in elevata classe energetica e che siano in possesso di alloggi a temperatura differenziata. Acquistarle online è la scelta migliore, sul web infatti le puoi scovare a prezzi concorrenziali.

Le più importanti fiere del vino in Europa.

L’Europa è sicuramente fra i più importanti produttori di vino al mondo grazie soprattutto a Italia, Francia e Spagna che sono sia in termini di quantità che di qualità (soprattutto Italia e Francia) sono nei primi posti al mondo per questa tipologia di prodotti.

Il mercato europeo è quindi per tradizione il mercato per eccellenza dei vini e di conseguenza alcune delle più importante fiere dedicate ai vini si svolgono in Europa: negli ultimi anni le fiere dedicate al mondo dei vini si sono sviluppate molto sia per quanto riguarda gli espositori e i visitatori, che dal punto di vista degli allestimenti e del layout degli spazi espositivi che sono sempre più innovativi e moderni. Infatti si ricorre sempre più spesso all’utilizzo di allestimenti moderni fatti realizzati ad hoc anche tramite strutture di gonfiabili personalizzati come quelli del sito gonfiabili-pubblicitari.

Andiamo adesso a vedere insieme quali sono alcune delle più importanti fiere del settore vinicolo che vi saranno in Europa nell’anno 2020. Dal 10 al 12 febbraio a Parigi presso il Paris Porte de Versailles avrà luogo Vinisud, una delle fiere più importanti dell’anno e dedicata ai vini del mediterraneo.

Nel mese di Marzo 2020 invece in Germania a Düsseldorf avrà luogo Prowein, considerata una delle manifestazioni più importanti a livello mondiale soprattutto per gli operatori del settore più che per gli appassionati: gli espositori provengono infatti da tutto il mondo e anche i visitatori, intesi come professionisti che operano nel settore.

Ad aprile invece (da domenica 19 a martedì 22) si terrà la più importante fiera italiana dedicata al mondo dei vini, Vinitaly:  la manifestazione avrà luogo come sempre a Verona dove arriveranno persone provenienti da tutto il mondo. Da sottolineare che negli ultimi anni l’evento ha raggiunto numeri molto importanti avvicinandosi a raggiungere il numero di 150.000 visitatori provenienti da 150 nazioni differenti.

Altro evento da non mancare per gli esperti del settore è il London International Wine Fair, che si svolgerà a Londra da lunedì 18 maggio 2020 a mercoledì 20 maggio: questo evento è giunto all’edizione numero 39 e il luogo dove si svolge è la Olympia Grand Hall. Questa fiera, oltre ad essere un luogo di incontro per operatori del settore, si contraddistingue per una serie di iniziative quali eventi, conferenze e incontri relativi al mondo del vino.

Nel mese di ottobre (date ancora da confermare) si svolgerà a Varsavia il Wine Expo Poland, fiera che è dedicata sia ai produttori di vino che a quelli di olio, così come anche fornitori di servizi collegati al mondo del vino e alle riviste di settore.

Sempre a Londra durante il mese di Novembre 2020 avrà luogo Bellavita Expo, il più grande e importante evento fieristico al mondo dedicato al mondo al cibo, al vino e alle bevande di qualità provenienti dal mediterraneo: oltre che a Londra Bellavita Expo si svolge anche in altre città del mondo quali Amsterdam, Varsavia, Amburgo, Toronto, Chicago, Città del Messico, Bangkok e Guangzhou.

Digital strategy per il settore wine: come ottenere risultati sui social

La continua e velocissima evoluzione del mondo digital porta con sé tutta una serie di cambiamenti importantissimi che giorno dopo giorno si ripercuotono anche (e forse soprattutto) su tutti coloro che sfruttano il Web ed i social in particolar modo per pubblicizzare la propria azienda per ottenere maggiore engagement, più contatti da profilare ed utilizzare e, in buona sostanza, più vendite.

In un mondo reale sempre più marcatamente digitale, essere semplicemente presenti su uno o più social ovviamente non basta e non potrebbe essere altrimenti. Stando ad una recente ricerca condotta da Adobe, solo l’8% dei consumatori-utenti crede che gli annunci visti sui social siano pertinenti, diversamente da ciò che pensa la stragrande maggioranza degli inserzionisti, convinti, invece, di aver creato ads ad hoc per i loro obiettivi.

Nel tempo, complici le tantissime fake news circolate soprattutto su Facebook sul quale pende anche l’annosa questione del cambio di algoritmo, gli utenti hanno gradualmente perduto fiducia non solo nel social in sé quanto soprattutto nelle notizie (ed inserzioni) presenti al loro interno.

In questo scenario appare quindi ovvio che le aziende di qualsiasi dimensione hanno la stringente necessità di conquistare la fiducia dei loro utenti, impegnandosi ad acquisirne di nuovi in target dando loro ciò che più cercano: autenticità ed affidabilità.

Sebbene questo sia già di per sé un discorso particolarmente complesso quando parliamo di realtà consolidate e conosciute, la questione si fa ancora più complicata per alcuni settori poco avvezzi al mondo digital come ad esempio quello del vino. A parte pochissime aziende di grandi dimensioni, infatti, la stragrande maggioranza degli imprenditori del settore wine sono quasi totalmente assenti dai social o presenti in maniera fin troppo elementare e superficiale per lo scopo che ci si prefigge per implementare il proprio business sfruttando il Web ovverosia far conoscere il proprio brand e vederlo crescere acquisendo nuovi clienti.

Ma cosa fare concretamente per trasformare un utente confuso sul tema vino in un cliente che apprezzerà ed acquisterà il nostro prodotto una volta davanti allo scaffale dei vini presente nel suo negozio di fiducia? Per ottenere risultati tangibili è necessario ideare una strategia che metta nuovamente al centro dei suoi obiettivi il pubblico con tre elementi chiave imprescindibili: qualità dei contenuti, costanza e trasparenza. Solo veicolando contenuti autentici, realizzati a regola d’arte a seconda del social utilizzato e con una strategia a lungo termine che non vada scemando nel tempo è infatti possibile ottenere consensi.

E poco importa, in quest’ottica, se la propria cantina è praticamente sconosciuta ai più. Paradossalmente questo potrebbe addirittura rivelarsi un punto a favore per intraprendere proficuamente questo percorso. È importante però imparare a sfruttare al meglio gli strumenti messi a disposizione da social come Instragram, ad esempio, che attraverso le sue stories permette di entrare in contatto con gli utenti in maniera immediata, spontanea, veloce e, perché no, emozionante se il contenuto trasmette sensazioni positive associate al brand. In questo contesto è quindi importantissimo monitorare la web reputation della propria cantina per essere certi che la strategia messa in pratica stia effettivamente ottenendo l’impatto che ci si attende dal pubblico.

Creare emozioni positive, quindi, è il segreto di una digital strategy ben fatta. Emozioni che trasmettano sincerità, trasparenza, voglia di condividere, lontani dalla logica poco fortunata di mercificare ogni parola puntando in maniera troppo diretta (e spudorata) alla vendita. Il settore wine, ora più che mai, ha bisogno di questo per migliorare la sua presenza online e portare i suoi frutti in tempi rapidi.

Prodotti tipici toscani da regalare

Si sa la Toscana è una delle regioni d’Italia molto apprezzata per via della natura, dei monumenti presenti, per non parlare poi della campagna verdeggiante o della riviera assolata. Ma vogliamo parlare della cucina toscana?

Fare un elenco con tutti i prodotti tipici toscani è impossibile, tuttavia per chi è in cerca di un regalo originale da fare ad un proprio caro perché non porre l’attenzione su qualche specialità toscana?

 

E allora vediamo quali sono i prodotti tipici toscani da regalare:

1. Biroldo della Garfagnana

E’ uno dei migliori salumi italiani che vale la pena assaggiare almeno una volta nella vita. In poche parole si tratta di un sanguinaccio preparato con testa di maiale, lingua, cuore e spezie (chiodi di garofano, noce moscata, anice stellato, cannella). Si consuma a fette direttamente sul pane.

2. Guttus

Chi non ha mai sentito parlare del Guttus alzi la mano! E’ una specie di gorgonzola di pecora davvero molto deliziosa. Pare che il nome deriva da un principe etrusco. La crosta ha una presenza di muffe e una pasta molto cremosa dal sapore sapido ma al tempo stesso piccante.

La stagionatura è di almeno 4 mesi. Per poter stagionare ha bisogno di un ambiente con umidità controllata.

Si può accompagnare con miele o cioccolato fuso oppure come unica portata in qualità di dessert.

3. Mortadella di Prato

E che dire della mortadella di Prato? E’ un altro salume dal profumo davvero prelibato. E’ un prodotto unico nel suo genere. La sua storia si perde nella notte dei tempi. Quando questo prodotto è nato, si trattava di un alimento molto povero tant’è che veniva preparato con gli scarti della carne di maiale e il tutto era aromatizzato con l’Alkermes. Ma negli ultimi 20 anni a questa parte la preparazione è cambiata, anziché prediligere gli scarti di maiale, si scelgono le carni di maggior pregio mentre la speziatura è stata ridotta notevolmente.

Insomma per chi vuole fare bella figura con questo salume il successo è garantito! E’ uno dei prodotti tipici toscani maggiormente prediletto e apprezzato.

4. Sfratto dei Goym

Si tratta di un dolce della tradizione ebraica. La sua forma è un biscotto cilindrico con ripieno di noci tritate, miele, noce moscata, scorza di arancia.

La sfoglia dell’involucro viene preparata con farina di grano tenero, zucchero, vino bianco e una spennellata di olio. Da tutto ciò si ottiene un dolce davvero molto squisito che vale la pena  assaggiare.

Una scelta di qualità con la birra artigianale

Fino a pochi anni fa in Italia il fenomeno della birra artigianale ancora non aveva preso piedi molto e non c’erano microbirrifici che la producessero. Fortunatamente oggi grazie il panorama è cambiato, e grazie alle tantissime micro cantine che le producono su tutto il territorio ed alla facile commercializzazione nei siti online come il portale https://www.vestocasa.it/, abbiamo il piacere noi tutti di degustare queste fantastiche bevande artigianali.

Ci si doveva forzatamente accontentare delle birre prodotte in serie su scala industriale, che per quanto buone, non avevano quell’accuratezza e quella manualità che potessero garantire loro le migliori caratteristiche, raggiunte solo attraverso una sapiente lavorazione artigianale.
 

Il panorama estero al contrario della nostra nazione, regalava una vera tradizione in tal senso, soprattutto rivolgendo lo sguardo al nord dell’Europa ed in particolare Belgio, Germania e Gran Bretagna.

E’ stato questo a spingere alcuni italiani ad iniziare l’attività di produzione della birra, a livello artigianale.

A metà degli anni ’90 sono stati effettuati i primi esperimenti, a, in cui si iniziava a realizzare birre artigianali di grande qualità, dove le materie prime erano scelte con grande attenzione e dove ogni fase della lavorazione era seguita con estrema cura e passione.

Al contrario delle classiche birre prodotte all’interno della catena industriale, questo tipo di prodotto locale esigeva alcune fasi di lavorazione manuali che gli conferivano un indubbio valore aggiunto e che ne garantivano ottime caratteristiche.

Inizialmente si trattò di una rivisitazione di birre già viste in altri paesi, ma con il maturare dell’esperienza, il miglioramento della tecnica e l’espansione del mercato, si realizzarono diversi esperimenti, tesi a ricercare un gusto nuovo ed originale, che creasse dei veri e propri stili di gusto italiani, all’insegna della più alta attenzione e cura.
Note caramellate, miele di tiglio e cereali sono solo alcuni tra i numerosi sentori che queste birre sono in grado di trasmetterci.

Nel corso degli anni il fenomeno dei microbirrifici si è espanso progressivamente, fino a raggiungere l’intero territorio nazionale.

Ora queste attività si trovano in ogni regione, ma non sempre è così facile riuscire a reperirne i prodotti. Essendo realtà artigianali – infatti – difficilmente finiscono all’interno dei circuiti della grande distribuzione e sono rintracciabili con difficoltà dai molti appassionati che le continuano a ricercare.
La novità interessante è che queste aziende stanno divenendo così popolari che già alcuni importanti ristoranti stanno introducendo i loro prodotti all’interno dei menu ed è così alta la richiesta che anche le migliori enoteche online hanno voluto inserire le birre artigianali all’interno del loro catalogo.

Abilità ed esperienze per costruire un’enoteca di successo

Un’attività come l'enoteca può essere avviata sia su piccola che su grande scala. La maggior parte delle catene di negozi, operano acquistando un elevato volume di inventario che ritengono abbia un appeal di massa sul mercato. Le enoteche più piccole in genere soddisfano gli intenditori che possono essere alla ricerca di vini speciali o vigneti particolari.

Vediamo in dettaglio come poter procedere all'apertura attività e/o a conduzione familiare

Enoteca a conduzione familiare

Sfruttando il social marketing ecco che le piccole cantine e le enoteche sono di proprietà e gestione familiare. Questi piccoli negozi di vino e cantine si trovano di solito vicino ai vigneti e il vino è fatto in casa e venduto nel negozio dalla famiglia.

Di solito, un'azienda vinicola a conduzione familiare gestisce una cantina in cui si producono, si imbottigliano e si vendono il loro vino. Per gestire questo tipo di enoteca, un imprenditore dovrebbe acquistare un vigneto e imparare come curarlo.

La cantina di solito vende varietà e i loro vini miscelati a prezzi all'ingrosso speciali per gli acquisti di volume. Il rivenditore quindi segna le bottiglie e le vende al pubblico in generale.

Quali sono i costi legati all'apertura di un'enoteca?

Per avere successo nel settore del vino, un imprenditore troverà un background nella contabilità utile a favorire dei margini di entrata positivi per il settore. In molti stati, l'alcol è strettamente regolato, le licenze sono rigide e le scartoffie sono abbondanti.

Quindi, gli imprenditori che entrano in questo settore devono essere disposti a trattare costantemente con i regolatori e i burocrati. Hanno anche bisogno di buone capacità imprenditoriali e di capacità organizzative per gestire ciò che può essere, a volte, un complesso processo di ordinazione e distribuzione.

Gli Stati richiedono inoltre ai negozi di detenere una licenza per alcolici o alcolici prima di poter vendere o distribuire alcolici.

Pianificare la propria attività

Una volta che sei pronto per avviare la tua enoteca, segui un piano essenziale per il successo come imprenditore. Alcuni argomenti importanti da considerare sono:

  • Quali sono i costi iniziali?
  • Qual è il tuo mercato di riferimento?
  • Quanto tempo ci vorrà per raggiungere il pareggio?
  • Come chiamerai la tua attività?

La scelta del nome giusto è molto importante. Ti consigliamo di verificare se il nome dell'attività che hai scelto è disponibile come dominio web e assicurarlo in anticipo in modo che nessun altro possa prenderlo. Dopodiché utilizza un social media manager e sponsorizzati.

Scopri il corso CEF per diventare cuoco con un docente d’eccezione, Cannavacciuolo

Hai deciso di diventare un cuoco? Tra le tue massime aspirazioni c’è quella di riuscire a lavorare all’interno di una cucina professionale oppure di aprire un locale tutto tuo dove riuscire ad esprimere la tua creatività ai fornelli? Bravissimo, la tua è una decisione eccellente, perché chi ha una passione per la cucina e un vero e proprio talento non dovrebbe mai sprecare questi eccezionali doni naturali e perché quella del cuoco è una carriera semplicemente incredibile. Si tratta di una carriera che ti chiederà di scendere a compromessi tra la vita lavorativa e la volta provata, che ti metterà a dura prova, che porterà via molto del tuo tempo, ma anche di una carriera ricca di immense soddisfazioni, soddisfazioni che nessun altro lavoro forse può garantire. Perché quando si riesce a cucinare bene non si hanno soddisfazioni solo economiche, ma anche soddisfazioni personali, successi continui, senza dimenticare poi quanto sia meraviglioso regalare con i propri piatti emozioni, sentimenti, racconti, regalare con i propri piatti una parte di sé a tutti i commensali.

Talento, passione, voglia di regalare emozioni, non bastano di certo però a trasformati in una figura professionale degna di entrare in una cucina. Hai bisogno di seguire un buon corso per cuoco. Ce ne sono innumerevoli di corsi per cuoco, ce ne rendiamo perfettamente conto, ma solo uno dei corsi disponibili oggi in italia ha come docente d’eccezione niente meno che Cannavacciuolo. Stiamo parlando del corso per cuoco del Centro Europeo di Formazione. Che cosa ne pensi si Cannavacciuolo? Se sei tra quelle persone che credono che si tratti di uno chef che riesce a garantire i migliori piatti della tradizione italiana rivisitandoli in chiave contemporanea, se pensi che sia un uomo che è riuscito a creare un suo impero dal nulla, se credi che nei suoi piatti non ci siano solo ingredienti d’eccezione e tecniche semplicemente impeccabili, ma anche cuore e anima, allora questo è senza alcun dubbio il corso perfetto per te. Potrai imparare a cucinare proprio come lui! Non ti sembra semplicemente meraviglioso? A noi sì, un'opportunità più unica che rara per tutti coloro che vogliono diventare cuochi, che deve quindi assolutamente essere accolta a braccia aperte.

Il bello di questo corso è che non si tratta di un classico percorso formativo in aula. Questo a prima vista potrebbe sembrare un elemento negativo, perché sarebbe bello stare a contatto con Cannavacciuolo ogni giorno e sentirsi seguiti al meglio, lezione dopo lezione. Possiamo assicurarvi però che le lezioni in aula di stampo tradizionale celano dei problemi che possono essere insormontabili. Prima di tutto è necessario ricordare che la sede delle lezioni potrebbe essere troppo distante dalla tua città. Inoltre gli orari potrebbero non essere adatti al nostro male svolgimento della tua routine quotidiana e ai tuoi impegni. Senza dimenticare che in aula con te sarebbero presenti molti altri studenti e che quindi le attenzioni del docente dovrebbero necessariamente essere divise tra tutti in modo quanto più equo possibile. Sono problemi che intaccano la possibilità di comprendere al meglio ogni tecnica culinaria, problemi che con un corso in elearning come quello di CEF non esistono affatto.

Potrai studiare direttamente da casa, facendo esperienza dalla tua cucina, in ogni giorno e orario che a te sta bene, seguendo il tuo ritmo personale e potendo contattare i docenti del centro di formazione in chat o telefonicamente ogni volta che ne hai bisogno. Inoltre il Centro Europeo di Formazione segue un metodo di apprendimento multimediale e social, offrendoti molti strumenti per approfondire ogni argomento e garantendo la possibilità tramite un'apposita piattaforma di interagire al meglio con tutti gli altri corsisti e con i docenti, aprendo discussioni che sono fertili e che fanno crescere, avendo la possibilità di arrivare così a conoscere ogni aspetto di questa professione che hai scelto di intraprendere.Si tratta insomma di un nuovo modo di fare formazione, che noi consigliamo caldamente.

Il gusto viene dalla conoscenza

Il vino costituisce da sempre una delle prelibatezze maggiormente apprezzate al mondo, ma nonostante siano in molti coloro che dichiarano di dedicarsi almeno ad un bicchiere giornaliero di questo gustoso nettare d’uva, in realtà a ben vedere sono davvero pochi quelli che ne conoscono la provenienza, i processi impiegati per ottenerlo e gli abbinamenti che gli consentono di sprigionare tutto il suo gusto.

Conoscere il vino non è infatti una cosa semplice, non solo perché ne esistono tantissime varietà che, per conoscere adeguatamente, sarebbero necessari anni e anni di studio; ma soprattutto in quanto ogni uva presenta delle peculiarità infinitesimali, ma che a loro volta danno il particolare gusto ad ogni bottiglia. Rosso, bianco, rosato, liscio, frizzante, corposo, leggero, ogni calice di vino rappresenta l’apice di un processo che nasce dall’intima interazione tra esseri umani, natura, tecnica e tecnologia.

Ogni vitigno una storia a se stante

Conoscere l’annata di una bottiglia o sapere a quale temperatura questa vada servita, sono soltanto alcune nozioni basilari che, se da un lato consentono comunque di degustare buona parte del sapore contenuto nel succo d’uva, d’altro canto però non esauriscono tutti i dettagli che è necessario conoscere se davvero si ha intenzione di lasciarsi deliziare da un simile nettare.

È infatti anzitutto la tipologia di vitigno impiegata per la produzione del particolare vino, a determinarne gran parte della sua essenza; Aglianico, Barbera, Gaglioppo, Malvasia, Nero d’Avola, Nebbiolo, Primitivo, ogni vitigno racchiude in se processi biologici dai quali dipende tutto il gusto delle bottiglie, così come la possibilità di ottenere diverse tipologie di vino le cui peculiarità vengono in gran parte determinate anche dal clima che caratterizza la particolare zona presa in considerazione; per chi fosse interessato a vivere eventi enogastronomici originali, ogni anno in Italia vengono organizzate degustazioni e sagre di vini locali, grazie alle quali poter conoscere i vitigni del luogo, visitare antiche cantine che ancora oggi funzionano a pieno regime, nonché ovviamente degustare alcuni dei più squisiti calici di vino.

Cosa cambia con la tecnologia

Una delle prospettive più interessanti sia per chi produce vino, che per coloro che si dedicano soltanto alla sua degustazione, è la possibilità di utilizzare la tecnologia di nuova generazione a supporto del settore del vino – vedi ad esempio Trentiner. Grazie infatti a strumenti innovativi come ad esempio i dispositivi che appartengono all’internet delle cose e che, come tali, sono sempre interconnessi alla rete, è possibile poter selezionare terreni che presentino caratteristiche ottimali in relazione a specifici vitigni e particolari stagioni, predisporre sensori in grado di proteggere l’uva da agenti nocivi e insetti, utilizzare accessori che consentono di monitorare temperatura e acqua a disposizione della piantagione, nonché tantissime altre soluzioni che ovviamente dipendono dalle necessità che si desidera supportare.

Coloro che amano conoscere il vino troveranno negli strumenti IoT un valido alleato, per mezzo del quale poter scoprire ogni particolarità dell’uva e come ogni passaggio che porta alla produzione della bottiglia, sia di fondamentale importanza nel determinare il gusto finale.

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