Cibo online, ma anche vino e birre: ecco come è cambiato il nostro modo di fare acquisti

Ammettiamolo, fino a qualche anno fa praticamente nessuno di noi immaginava che un giorno avremmo fatto la spesa online. Comprare cibo online sembrava pura fantascienza! Lentamente la situazione è cambiata, da quando i supermercati hanno iniziato ad offrire questa opzione.

Quando questo servizio è diventato disponibile, molte persone lo hanno provato e mai più abbandonato, un servizio che permette infatti a coloro che hanno poco tempo a disposizione di ottimizzare le loro giornate al meglio. La spesa può essere fatta in pochi minuti appena, direttamente dal sito web del supermercato o da app. Arriva poi direttamente a casa nel giorno e nell’orario deciso dal cliente, così da vivere questa necessità a cuor leggero, con spensieratezza, e avere più tempo per altre attività.

Anche se fare la spesa online è diventata consueta per molte persone nel giro di poco tempo, dobbiamo ammettere che questo servizio ha riscosso un successo incredibile solo con l'inizio della pandemia da Covid-19. L’impossibilità in alcuni periodi di uscire di casa, la paura di stare a contatto in ambienti chiusi con altre persone, le quarantene e simili altre evenienze hanno fatto sì che in molti provassero a fare la spesa online, una prova che poi si è trasformata in abitudine.

 

Comprare cibo online: non più solo prodotti della grande distribuzione

Con il passare dei mesi la spesa online è diventata, sì, un'abitudine per molte persone. La campagna vaccinale però va a gonfie vele. I rischi di contagio sono sempre minori. Proprio per questo motivo nonostante acquistare online sia un’abitudine, la maggior parte delle persone è tornata a fare la spesa nei supermercati fisici. Si continuano a comprendere online beni alimentari, ma di altro genere. Non più prodotti tipici della grande distribuzione quindi, ma prodotti di nicchia. Si acquistano soprattutto:

  • Frutta e verdura biologiche da coltivatore diretto. È vero, sono prodotti che possiamo trovare anche nei supermercati, ma ci sono dei coltivatori diretti che sanno garantire un sapore unico e un’attenzione davvero intensa alla cura del prodotto in ogni sua fase. Chi desidera portare in tavola solo meglio, si affida quindi al web per ottenere una qualità eccelsa.
  • Piatti pronti, sia freschi che surgelati. Questi sono piatti molto amati dalle persone che sono sempre di fretta, che hanno bisogno di portare un pranzo sano al lavoro, che alla sera tornano a casa troppo tardi per avere il tempo di mettere in tavola qualcosa di buono. Sono piatti ricercati quelli che è possibile trovare online, che permettono nonostante siano pronti di seguire un'alimentazione equilibrata e soprattutto sana.
  • Prodotti alimentari artigianali. Miele, marmellate, pane casereccio, biscotti, torte… se sono realizzati in modo artigianale hanno una qualità migliore, una qualità che molte persone vogliono oggi come oggi portare in tavola.
  • Prodotti specificatamente pensati per chi soffre di allergie, intolleranze, patologie. Oggi questi prodotti si trovano sia nella grande distribuzione che nelle farmacie. Inoltre in alcune città sono presenti dei negozi di alimentari o mini market specializzati. Online però c’è una scelta più vasta. Inoltre online questo tipo di prodotti diventa accessibile anche per chi abita in piccoli paesini spersi nel nulla. Senza dimenticare che questi sono prodotti molto costosi. Online si ha modo di risparmiare.

 

Non solo cibo: oggi vanno per la maggiore anche vini e birre

Non solo cibo, oggi i consumatori che navigano online scelgono di acquistare sul web vini e birre. Si acquistano vini e birre pregiati e artigianali, certo, ma anche le bevande che solitamente è possibile scovare nella grande distribuzione e che sul web è possibile acquistare ad un prezzo nettamente più basso.

Non si tratta solo di risparmio, vini e birre hanno un peso importante. Quando un consumatore va a fare la spesa non è certo possibile farne una bella scorta. Difficile infatti poi portare il tutto in casa, specie per chi abita in appartamento e ha molte scale da affrontare. Con il web questi problemi vengono eliminati alla radice. Non c’è bisogno di pensare al trasporto di vini, birre e altre bevande. Inoltre nella maggior parte dei casi i corrieri portano il pacco direttamente al piano. Niente di più pratico!

LIQUORI, BEVANDE INESTIMABILI

Molto spesso vi sarà capitato di bere un liquore o un amaro a fine pasto, per usarlo come digestivo o semplicemente per il gusto di poterlo assaporare. Con questa semplice e veloce guida andremo a vedere insieme tutto quello che bisogna sapere e quali liquori avere in casa.

 

Cos’è un liquore?

Il liquore è una bevanda alcolica e dal sapore dolce, che viene ricavata dall’aromatizzazione di alcol o di diverse bevande. Questa aromatizzazione può avvenire grazie a oli essenziali, tramite macerazione (a freddo) oppure tramite infusione (a caldo).

Il liquore fa parte della famiglia delle “bevande spiritose” e devono avere una gradazione alcolica minima di 15%.

 

Quali liquori avere in casa?

Per gli amanti di questo mondo è sicuramente importante avere una scorta di bottiglie, per ogni evenienza. I più appassionati addirittura dispongono di un angolo bar a casa, ossia uno spazio da dedicare interamente agli amici e ai momenti per rilassarsi, dove poter bere un cocktail in piena tranquillità.

La scelta di bevande da conservare a casa è molto vasta ed è importante che questa soddisfi ogni palato. Sicuramente immancabili sono i prodotti della Distilleria Quaglia, un’antica azienda Piemontese che dal 1890 opera nel settore e offre continuamente prodotti di una qualità molto elevata a prezzi molto validi.

Di seguito abbiamo elencato alcuni liquori che non possono mancare a casa.

 

  • Sambuca

Liquore caratterizzato dall’inconfondibile aroma di anice, forte e piacevole. L’ingrediente principale è appunto l’anice, accompagnato da sambuco, che conferisce note delicate. Un liquore tipico da conservare a casa, da servire con ghiaccio o con il tradizionale chicco di caffè

 

  • Limoncello Biologico

Un classico della tradizione italiana, realizzato con scorze di limoni profumati. Dal colore tipicamente giallo acceso e dal gusto avvolgente e talvolta rinfrescante, questo prodotto è realizzato con limoni biologici.

Essi vengono lasciati infusi per ore in alcol di altissima qualità. Il risultato è un liquore sapido, setoso e fruttato al palato allo stesso tempo.  Va servito ghiacciato ed è perfetto come digestivo a fine pasto.
 

  • Amaretto

Il liquore all’amaretto è realizzato attenendosi alla ricetta storica della famiglia Quaglia. Il colore è tipicamente ambrato, mentre il gusto è morbido e vellutato. Si può percepire il profumo delle mandorle, con note fruttate e di vaniglia.

 

  • Liquore alla Liquirizia

Grazie alla sua proprietà rinfrescante, la liquirizia dona a questo liquore un sapore intenso e cremoso. Ha un colore scuro, e si caratterizza di fragranze legnose, ma al tempo stesso morbido al palato.

 

  • Amaro Balsamico

La distilleria presenta anche alcuni tipi di amari e questo che vi consigliamo è uno degli amari da avere in casa. Si distingue per le note balsamiche di menta iniziali che lo rendono dolce, profondo e speziato, per poi bilanciarsi con percezioni amare. Al palato si percepisce un mix di rabarbaro e cacao con sentori rinfrescanti.

 

  • Liquore alla Genziana

Per concludere, vogliamo consigliarvi un classico della liquoristica alpina, tipica dell’azienda Quaglia. La genziana viene prodotta con l’omonima pianta, che dona un forte aroma alla bevanda, terminando con una coinvolgente nota alla mandorla.

Spumanti Valdobbiadene: qualità italiana patrimonio dell’Unesco

Una tradizione vitivinicola che dura da secoli. Un territorio che riempie gli occhi e il cuore. Gli spumanti Valdobbiadene sono un’eccellenza tutta italiana riconosciuta in tutto il mondo. Dalla vendemmia eroica alla sperimentazione tecnologica, il sapore e il gusto della terra sono il filo conduttore che lega ogni bottiglia di spumante Valdobbiadene.

Dal 2019 patrimonio dell’Unesco, il territorio e le colline del Valdobbiadene non sono solo la patria natale del Prosecco. La tradizione spumantistica è altrettanto importante, tanto da ospitare da quarant’anni il Forum Spumanti d’Italia. Non a caso il comune trevigiano è inserito nel Circuito del Vino, che attraversa la nostra penisola, alla scoperta delle migliori etichette da gustare. Qui è nata la prima Scuola Enologica d’Italia, fondata nel 1876 e ancora attiva.

 

Spumanti Valdobbiadene: eccellenza e gusto autentico

Il Valdobbiadene è un territorio che attraversa tutti i sensi. Le uve originarie non riempiono solo il per il loro sapore caratteristico, ma conquistano per la loro autentica aroma e contraddistinguono il paesaggio. Le tinte che scandiscono lo scorrere del tempo, dalla stagione della maturazione al foliage che disegna un paesaggio da cartolina dove lo sguardo si perde nel confine fra cielo e terra. Il prodotto principale di questa terra, di questi colori, è l’uva.

Le colline di Valdobbiadene sono dominate dai caratteristici ciglioni, terrapieni su cui si snodano i filari delle viti. Qui è possibile ammirare il sistema di coltivazione Bellussera, che contrassegna in maniera unica l’estetica di questa straordinaria zona. Una disposizione a raggi che ha sostituito la classica composizione a scacchi, conservando ancora oggi la memoria della vendemmia eroica, che salvaguarda gusto e qualità. Le bottiglie di spumante Valdobbiadene sono il punto di incontro tra passato, presente e futuro. Un gusto che attraversa ogni epoca, con la garanzia di qualità data

dall’abbraccio materno delle colline.

 

Spumanti Foss Marai: sapore ed estetica

In questo contesto di eccellenza e di bellezza si inserisce Foss Marai. Dal 1986 il legame con il territorio e l’amore per i suoi prodotti guidano l’azienda alla ricerca della perfezione. Impegno, esperienza, ricerca hanno permesso di recuperare e riscoprire le storiche viti, dal gusto unico e inconfondibile. Una valorizzazione dell’uva in ogni fase della coltura.

Una cultura del vino che dà vita a una nuova tradizione spumantistica. Una storia che ha le sue radici ben salde lungo i terrazzamenti delle colline del Valdobbiadene.

Nascono così gli spumanti Foss Marai. La famiglia Biasiotto custodisce i valori, la ricetta e i segreti della terra, tramandate di vendemmia in vendemmia, nel corso degli anni tra generazioni. Un assortimento di spumanti italiani pregiati e di qualità, legati dall’appartenenza alle stesse colline Valdobbiadene. Uve differenti, trattate con maestria e sapienza, con amore e impegno. Dal Moscato allo Chardonnay, dal Bombino Bianco alle uve Glera, fino alle viti che vivono esclusivamente in questa zona: ogni bollicina racconta una storia, ogni bottiglia è una poesia. È l’uva che fa l’etichetta, è l’amore per la terra che crea lo spumante. Foss Marai esporta

l’eccellenza dei vigneti valdobbiadenesi senza mai tradire la tradizione, custode del sapere e dell’amore

Come pulire i coltelli da cucina

Guida su come pulire perfettamente i coltelli da cucina per non danneggiarli e farli durare più a lungo.

Quando scegliamo di dotarci di un set di coltelli da cucina facciamo un investimento, di fatti questi prodotti possono arrivare a costare anche più di qualche centinaio di euro. Dipende tutto ovviamente dal tipo di prodotto che acquistiamo, dalla sua qualità e dal numero di pezzi. Davanti però ad una spesa minima o grande che sia l’intento dell’acquisto dei coltelli da cucina rimane quello di dotarsi di strumentazione professionale in grado di farci cucinare nel tempo in modo perfetto. Un buon coltello può veramente fare la differenza mentre cuciniamo quindi è importante prendersene cura. Per iniziare a prendersene cura non è sufficiente eseguire l’affilatura di tanto in tanto ma dobbiamo necessariamente imparare anche come si esegue una pulizia perfetta. In questo articolo andremo a parlare proprio di questo, ricorda più ti prenderai cura dei tuoi coltelli più dureranno nel tempo e più soddisfazione avrai.

Come pulire i coltelli da cucina

La pulizia classica dei coltelli non richiede particolari attenzione anche se non possiamo tralasciare alcuni dettagli. Per pulire un coltello professionale basta un po' di acqua, un detergente ed una pezza per piatti liscia. Il lavaggio dei coltelli va eseguito sempre a mano e mai in lavastoviglie, in questo modo la sua qualità sarà migliore e la pulizia più accurata. Una volta lavato il coltello e risciacquato va subito asciugato, ti consigliamo l’utilizzo di un canavaccio di cotone. Dovrai poi riporlo nella sua custodia o in un apposito cassetto se lo hai predisposto.

Quando sono incrostati

Se invece il coltello presenta incrostazioni da cibo è bene immergerlo per uno o due minuti in acqua calda, in questo modo l’incrostazione si ammorbidirà e potremo rimuoverla. Anche in questo caso utilizziamo sempre una pezza liscia e dopo il lavaggio eseguiamo subito l’asciugato per evitare la formazione di ruggine.

Perché non usare una retina o la parte ruvida per lavare i coltelli?

Utilizzando la parte ruvida o una retina rischieremmo di rovinare la lama con graffi che poi ne comprometterebbero le funzionalità. È bene utilizzare invece una pezza liscia per accompagnare e rimuovere lo sporco, tanto le lame dei coltelli professionali non incanalature quindi non vi è il rischio che il cibo si incastri in una di esse. Ora che sai come pulire i tuoi coltelli mi raccomando prenditene cura e vedrai che ti accompagneranno per molto tempo.

Come evitare di compiere errori quando si deve scegliere il vino

Quando si deve scegliere il vino occorre sempre prestare la massima attenzione a una serie di caratteristiche che fanno in modo che la propria decisione finale possa essere definita come ottimale e in grado di offrire quel tipo di soluzione perfetta.

Ecco quali sono le diverse tipologie di criteri che occorre necessariamente valutare in maniera tale da evitare di compiere una serie di errori che potrebbero avere delle cattive ripercussioni e rendere la decisione finale molto meno piacevole del previsto.

La scelta iniziale e le pietanze che si intende servire

Quando si parla di questo genere di scelta occorre, in primo luogo, valutare adeguatamente il tipo di menù che si intende servire, in maniera tale che il risultato finale della propria decisione possa essere sinonimo di massima soddisfazione e si possano evitare delle potenziali complicanze durante la decisione che si vorrebbe adottare.

Creare anticipatamente il tipo di menù che si vuole organizzare rappresenta quindi una decisione finale che non deve essere assolutamente essere messa in secondo piano ma che, al contrario, necessita della massima attenzione in fase decisionale proprio per avere la sicurezza che il prodotto che viene acquistato possa essere realmente ottimale.

Abbinamenti ma non solo

Ovviamente quando si deve scegliere il tipo di vino che si intende acquistare e servire, come uno dei prodotti presenti sul portale online di Viniamo.it, occorre anche valutare il fattore qualità relativo al prodotto, affinché si possa rimanere totalmente soddisfatti della propria decisione finale senza compiere alcun tipo di errore.

Ecco quindi che in questo frangente occorre capire quali siano gli aspetti chiave che vanno a contraddistinguere quel tipo di prodotto in maniera tale che il successo possa essere una costante sempre presente.

L'aroma, il sapore, la colorazione e ovviamente la qualità complessiva del prodotto, bottiglia inclusa, devono essere delle caratteristiche che non bisogna mai mettere in secondo piano e che permettono a tutti gli effetti di rimanere incredibilmente soddisfatti del risultato finale che viene toccato con mano.

Ecco quindi che grazie a tutte queste prime caratteristiche il fattore soddisfazione non viene mai messo in secondo piano e anzi, si avrà la concreta occasione di entrare in possesso di un prodotto di prima qualità che viene reputato come incredibilmente piacevole e soddisfacente, senza che nascano dubbi di ogni tipo nella propria mente, ulteriore aspetto fondamentale che occorre necessariamente prendere in considerazione.

La qualità della produzione

Ovviamente occorre prendere in considerazione anche la qualità della produzione, la quale deve essere necessariamente posta ai primi livelli in maniera tale che quella sensazione di soddisfazione possa essere sempre sentita e che, di conseguenza, non si rimanga come delusi dalla qualità dello stesso prodotto e quindi poco compiaciuti delle proprie decisioni finali.

Pertanto è molto importante svolgere questo tipo di analisi in maniera che il successo possa essere realmente toccato con mano e quindi che ogni bottiglia di vino che viene acquistata possa essere reputata come incredibilmente soddisfacente e piacevole da gustare, senza che possano esserci delle potenziali complicanze gravi che rendono la situazione molto meno piacevole da sentire in prima persona.

Grazie a queste caratteristiche, dunque, la sensazione di soddisfazione che si percepisce tende a essere assai elevata e si ha la concreta opportunità di portare sulla tavola il migliore vino possibile.
Ovviamente occorre pure precisare come sia una buona prassi svolgere un'ulteriore operazione, ovvero contattare il produttore per capire se effettivamente quel vino riesce a rispecchiare perfettamente tutte le diverse esigenze espresse oppure se sarebbe meglio far ricadere la propria decisione finale su altri articoli. Ecco dunque che grazie a questo genere di aspetti si possono evitare tante delusioni talvolta pesanti.

Dehors per ristorante e bar: caratteristiche e normativa

Fra le soluzioni di maggior successo per ampliare la capienza di un ristorante e di conseguenza aumentare gli incassi, sicuramente i dehors sono quella più diffusa e utilizzata: vengono infatti installati sempre più frequentemente all’esterno di ristoranti, bar e pub.

Dehors per ristorante e bar: caratteristiche e normativa

Queste strutture, oltre ad essere estremamente pratiche, incontrano anche il gusto dei clienti di un’attività in quanto spesso sono di design e contribuiscono ad abbellire e rendere più gradevole lo spazio a disposizione di un’attività commerciale che opera nel settore del food & beverage.

Anche se ormai i dehors per bar e ristoranti sono soluzioni “fisse” e che fanno parte della struttura e sono parte integrante di una determinata attività, la loro iniziale destinazione d’uso era legate solitamente a una stagione (quella estiva solitamente) e venivano considerate strutture precarie e che potevano essere facilmente rimovibili: dovevano quindi fondamentalmente rispondere ad un’esigenza temporanea e non diventare elementi che non sarebbero stati più rimossi.

Negli ultimi 10 anni invece c’è stata una notevole inversione di tendenza e sempre più attività che operano nel settore della ristorazione hanno mantenuto queste strutture utilizzandole in tutte le stagioni senza mai rimuoverle: se per le stagioni della primavera e dell’estate la struttura in se era già sufficiente e non c’era bisogno di integrarla, per quanto riguarda invece le stagioni dell’autunno e dell’inverno si è ricorsi a soluzioni quali funghi riscaldanti e stufe per riscaldare i dehors e utilizzarli tutto l’anno.

Questo cambiamento ha permesso così a molti operatori di ampliare notevolmente lo spazio a disposizione e di conseguenza gli introiti; chiaramente per poter installare un dehor è essenziale avere a disposizione uno spazio di adeguate dimensioni esterno all’attività che possa essere utilizzato e  sfruttato per raggiungere i propri obiettivi.

Bisogna però tenere presente che, anche se si ha lo spazio a disposizione, non è che si può installare un dehor a propria discrezione: per poterlo fare infatti bisogna avere determinati permessi e ottenere il permesso da parte del comune. Quali sono questi permessi, come si ottengono e quale è la normativa?

Prima di tutto il proprietario o il gestore dell’attività deve richiedere il permesso al comune per poter occupare lo spazio in oggetto (si tratta di una richiesta di occupazione del suolo pubblico qualora si tratti di un dehor stagionale, concessioni di suolo pubblico qualora invece la struttura sia permanente) e deve quindi ricevere il nulla osta da parte del comune; chiaramente il dehor deve essere installato in vicinanza della struttura principale (quella dove si trova il bar o il ristorante).

Bisogna prestare anche molta attenzione al fatto che il dehor non venga installato in zone dove possa essere in contrasto con il codice della strada così come deve permette il transito dei pedoni e non risultare di impedimento per essi.

Molto importante sarà anche la valutazione fatta dal comune per quanto riguarda l’impatto a livello funzionale e estetico della struttura: i tecnici del comune, infatti, dovranno effettuare delle valutazioni, in base a diversi parametri, per quanto riguarda l’impatto della struttura nell’ambiente in cui verrà inserita.

Come scritto in precedenza, qualora si tratti di una struttura fissa e non temporanea, oltre al permesso di concessione del suolo pubblico bisognerà anche richiedere un permesso per costruire in quanto verrà considerata, essendo una struttura che non verrà rimossa dopo un determinato periodo, come una vera e propria nuova costruzione.

Arrosticini abruzzesi: un viaggio tra tradizione e gusto

Nell’immaginario collettivo, complici anche le temperature alte e le giornate lunghe e soleggiate, la voglia di mare e di vacanze diventa sempre più frequente ed insistente. L’Italia è ricca di paesaggi naturalistici, acque cristalline, spiagge e scogliere che accolgono numerosi turisti e visitatori ogni anno, offrendo servizi e momenti indimenticabili.

Tra le mete preferite e scelte dai turisti vi è l’Abruzzo. Una regione che soddisfa le richieste e realizza i desideri di quanti vogliono trascorrere le proprie vacanze all’insegna della natura e della pace ed, al contempo, non vogliono rinunciare alla movida.

Quando si parla dell’Abruzzo, regione compresa tra l’Appennino centrale e l’Adriatico, sono due gli aggettivi che balzano immediatamente alla mente, ossia forte e gentile. Infatti, la natura quasi ruvida e selvaggia si incontra con una storia lunga secoli testimoniata dalla presenza di palazzi, chiese e monumenti.

 

Gli arrosticini abruzzesi sono un’esplosione di sapori e profumi

Montesilvano, città in provincia di Pescara, è considerata essere un’eccellente meta turistica balneare per le sue acque cristalline e per la bellezza e la particolarità delle spiagge. Il turista che sceglie questa meta, però, non godrà soltanto della natura e del paesaggio, ma avrà anche la possibilità di effettuare un vero e proprio viaggio enogastronomico alla scoperta degli antichi sapori ancora oggi particolarmente apprezzati ed amati.

A tal proposito, infatti, è possibile soddisfare il palato gustando gli arrosticini abruzzesi a Montesilvano. La particolarità degli arrosticini consiste nel far parte della categoria street food. Infatti, è possibile immergersi nei gusti e nei profumi della tradizione culinaria abruzzese senza necessariamente fermarsi. Gli arrosticini take away sono serviti in un cartoccio da cui fuoriescono parte degli spiedini con i tocchetti uniformi di carne di pecora. Proprio come se fossero un bouquet di fiori, profumati e belli da guardare.

Il visitatore che sceglierà di assaggiare questo prelibato prodotto della tradizione culinaria regionale non sarà costretto ad interrompere la passeggiata tra le vie del centro cittadino. Insomma, gli arrosticini abruzzesi sono un viaggio nel viaggio alla scoperta delle origini di una terra che non smette mai di stupire, di sorprendere e di conquistare.

 

Le origini degli arrosticini abruzzesi

Gli arrosticini abruzzesi sono spiedini di carne di pecora, diffusi in tutta la regione, vero e proprio tratto distintivo della cucina locale. Volendo ricercare le origini di questo piatto ricco di sapori e di storia, è necessario affidarsi a quanto tramandato dalla leggenda. Difatti, si narra l’invenzione degli arrosticini è da attribuirsi a due pastori del Voltigno, collocando l’evento nel 1930 circa.

Accadde che i due pastori, per evitare sprechi della carne, tagliarono a tocchetti di circa un centimetro ciascuno la carne, anche in prossimità delle ossa della pecora. Successivamente al taglio, i piccoli pezzettini di carne divennero spiedini, in quanto furono inseriti su bastoncini di legno per poi, in conclusione, essere cotti sulla brace. Con il passare del tempo, pur restando invariata la tecnica di produzione, è possibile gustare anche alcune varianti di questa tipicità culinaria abruzzese.

In commercio, sono disponibili anche arrosticini di fegato serviti, talvolta, con salse piccanti, con la salvia oppure insaporiti con un filo di olio di tartufo.

Berlucchi, spumante di Franciacorta.

Berlucchi è una delle grandi cantine di Franciacorta, conosciuta in tutto il mondo e rappresentativa dello spumante italiano. Berlucchi è un classico delle feste ma non solo, bevuto come aperitivo e a tutto pasto durante tutto l’anno.

Fondata nel 1955 dall’incontro di Guido Berlucchi e Franco Ziliani. L’unione perfetta, quella di un benestante uomo d’affari amante della cultura e del vino ed un giovane enologo della scuola piemontese. Essi unirono le forze per dare vita ad un progetto imprenditoriale che ancora oggi traina il settore della spumantistica italiana. La cantina di Franciacorta Guido Berlucchi è sinonimo di bollicine e produce alcuni dei Franciacorta più buoni di sempre, parola di appassionato. Guido Berlucchi, nella sua prestigiosa tenuta di Palazzo Lana mise a disposizione di Franco, diplomato nella scuola enologica di Alba, la sia storica cantina.
Franco diede vita, nel 1961 al primo spumante metodo classico della Franciacorta e gli fu dato il nome di Pinot Spumante Franciacorta. Franco Ziliani, enologo molto talentuoso, negli anni seguenti affinò le tecniche con risultati eccelsi che valorizzarono tutto il territorio di Franciacorta. Alla cantina Guido Berlucchi va dato il merito di aver dato un impulso fondamentale allo sviluppo del metodo classico in Franciacorta e il successivo affermarsi della denominazione Franciacorta DOCG e del relativo consorzio di tutela.

 

Qual è il Franciacorta Berlucchi più venduto?

Il Franciacorta più venduto tra le enoteche italiane è il Franciacorta Berlucchi ’61, uno spumante di recente produzione che vuole celebrare l’anno del primo spumante della cantina: il 1961. Berlucchi ’61 è assemblato con Chardonnay al 90% ed un 10% di Pinot Nero ed è perfetto per l’aperitivo ma si può tranquillamente bere durante un pasto, in particolare con pietanze non troppo intense e strutturate. Il prezzo di Berlucchi è sempre stato un punto forte della cantina, grazie alla tecnologia in cantina e la grande estensione dei vigneti, Berlucchi riesce a contenere i costi senza rinunciare alla qualità del prodotto. Il Franciacorta Berlucchi ’61 ha un costo medio di 18 €. Del Franciacorta Berlucchi ’61 esiste anche una versione rosata, detta anche rosé. In questa la percentuale di Pinot Nero sale al 40%.

 

Franciacorta, significato e caratteristiche.

Il nome Franciacorta deriva dal latino “curtes francae”, una zona priva di dazi durante il medioevo. La zona della Franciacorta si estende dal Lago d’Iseo a nord scendendo a sud fino a Brescia. In questa zona, formata durante il ritirarsi dei ghiacciai, il terreno è particolarmente vocato per via della composizione geologica del terreno. Le colline attorno all’area creano una fitta trama tra le brezze del lago e il calore dell’estate che portano le uve coltivate a maturare in modo ottimale. La denominazione Franciacorta DOCG vede 19 comuni al suo interno estesi per oltre venti chilometri di area. I vitigni coltivati principalmente in questa zona sono Erbamat (in parte minore), Chardonnay (maggiore) e Pinot Nero.
Berlucchi è uno dei fondatori del Consorzio di Tutela della denominazione Franciacorta DOCG nel 1990.

Vini italiani in purezza: i 5 più amati e apprezzati in tutto il mondo

Sono decisi, fieri e qualche volta austeri: i vini in purezza non cedono a nessun compromesso. Dedicati ai palati dei veri intenditori, negli ultimi decenni hanno cercato la strada per stupire anche i neofiti e coloro che amano percorrere sentieri meno impervi. Il risultato? Un vero successo, come testimoniano questi 5 vini italiani che rappresentano un vero e proprio vanto nazionale.

 

Il segreto dei monovitigni

Ma cosa significa vinificare in purezza? La risposta non è semplice. Da un punto di vista strettamente tecnico, vuol dire che per produrre quel determinato vino è stato utilizzato un solo tipo di uva ma in realtà, questo termine, cela un mondo diverso, inaspettato. Il monovitigno amplifica al massimo i caratteri varietali dell’uva protagonista, li esalta senza nasconderli. È la traduzione in termini sensoriali delle caratteristiche di un determinato terroir e della mano sapiente dei viticoltori. Pensiamo, ad esempio, alla Ribolla Gialla, un vino che da solo ha il potere di comunicare al mondo l’essenza del Friuli. Il suo sorso narra del terreno nel quale cresce la vite, la ponca friulana, del clima del Collio, terroir d’elezione, ma anche dell’impegno di winemaker che hanno accettato la sfida di produrre vini in purezza.

Elegante, piacevolmente acida, dotata di quella scorrevolezza che seduce il palato: la Ribolla Gialla è un bianco di carattere e capace di mutare colore in base al tipo di vinificazione. La scuola di Oslavia ci ha insegnato che la macerazione sulle bucce e il riposo in botte regala a questa uva una piacevole colorazione che vira verso l'arancione, creando così la base per eccellenti orange wines. Senza questo passaggio invece offre una veste snella ed elegante e un colore delicato, di un bel giallo paglierino.

Tra i vari produttori in loco un posto d’onore è occupato dall'eccellente interpretazione della Ribolla in purezza che ci ha regalato Villa Vitas, una cantina storica del borgo di Strassoldo, in Friuli. Dominata dalla splendida villa settecentesca che è possibile affittare per soggiorni ed eventi, l’azienda offre un’etichetta che ci ha stupito nella degustazione per la sua veste fresca e immediata dominata dai tipici caratteri varietali che conducono il gioco senza mai prevaricare la piacevolezza della beva.

 

Il Merlot

Basta dire Merlot per evocare la malizia di un giardino fruttato, di un raggio di sole che scalda le mani e di un rosso che domina la scena con il suo profumo inconfondibile. Merito della vinificazione in purezza che gli ha permesso finalmente di esprimere la sua naturale identità. Questo vino spesso è viene utilizzato in blend con altre varietà, come nel caso del taglio bordolese. Un assemblaggio che regala senza dubbio prodotti eccellenti, come il passionale e aristocratico Bordeaux, ma è da solo che il Merlot svela tutto il suo potenziale. Un profumo fruttato di eccezionale intensità che lentamente evolve verso un tipico sentore di sottobosco e di cuoio, di tabacco e di fine cioccolato.

 

Il Sangiovese, un Supertuscan prezioso

È il vitigno più coltivato in Italia ma anche l’uva che regala vini che tutto il mondo ci invidia. Ne citiamo uno su tutti, il più blasonato ma anche il più adatto a testimoniare l’importanza della vinificazione in purezza: il Brunello di Montalcino. Il Sangiovese non fa sconti, la sua vinificazione è definita pericolosa nei documenti storici perché basta un niente, una virgola di troppo, a renderlo aceto. Va trattato con i guanti? Si, anche se forse sarebbe meglio affermare che è un rosso che deve essere lasciato da solo a guidare le danze. E non sbaglia un passo. Il risultato è un naso che diventa ostaggio di un bouquet succoso di frutti neri che evolvono rapidamente in un terreno fatto di terra, humus e funghi. Al palato l’acidità si lega con un tannino vellutato e paziente; è il re dei vini, da riporre con cura in cantina.

 

Barbera

La vinificazione in purezza ha regalato alla Barbera il posto che gli spettava di diritto nell'enologia piemontese. Oscurata dal Barolo, vino passito simbolo di festa e di aristocrazia, la barbera è il rosso che si distingue per i tratti austeri ma anche per la produzione sovrabbondante. Un tempo era considerato un vino da pasto, oggi invece, l’interpretazione da solista regala ottime etichette, veri e propri palcoscenici in cui la tenacia muscolare del sorso, ricco e nervoso, fa da contraltare a un profumo tipicamente fruttato.

 

Negroamaro

Il Negroamaro è la storia dell’identità di un terroir, di un rosso che ha percorso la strada del successo, partendo da semplice uva da taglio per i vini settentrionali e diventando nel tempo il simbolo del Salento stesso. È puro oro nero, che arde come la terra che lo nutre e come il sole che scalda i grappoli. La vinificazione in purezza accentua la veste speziata, il sottofondo dominato dalle erbe aromatiche, dal tabacco e da piacevoli sfumature di macchia mediterranea. Numerose le variazioni sul tema e anche qualche assemblaggio ben riuscito. Ma per assaporare il cuore della terra, del sole e del vento, il consiglio è soltanto uno: un calice di Negroamaro da bere vista mare!

In conclusione, la vinificazione in purezza non è soltanto una tecnica, ma un vero e proprio omaggio ad alcuni vitigni fieri, indomiti, in una parola semplicemente italiani.

Etichette per birra artigianale: creatività e lavorazioni esclusive

Le etichette sono il principale veicolo per trasmettere tutte le informazioni del prodotto sui vengono apposte. In linea generale, l’etichettatura per le bottiglie di birra prevede l’inserimento di informazioni quali:

  • il nome del prodotto
  • quantità totale di alcool presente (TAVE) obbligatorio solo per contenuto di alcool superiore a 1,2% in volume
  • lotto di produzione
  • data di conservazione
  • riferimenti dell’azienda produttrice e sede dello stabilimento
  • gli ingredienti
  • la presenza di solfiti

Tuttavia l’etichetta per birra ha anche lo scopo di far conoscere il tuo prodotto e la tua azienda. Si tratta dunque di un vero e proprio biglietto da visita per raggiungere e attrarre nuovi clienti, in grado di rendere esclusiva ed inconfondibile la bottiglia e il tuo prodotto. Per raggiungere un preciso obiettivo di comunicazione è necessario studiare e progettare ogni singolo dettaglio che andrà a comporre le tue etichette per birra artigianale. 

Etichette per birra artigianale: raccontano la storia del prodotto

ILMA Etichette è l’etichettificio italiano, con sede a Grugliasco in provincia di Torino, che realizza etichette per birra artigianale in collaborazione con le migliori agenzie grafiche e di comunicazione specializzate nel packaging di prodotti beverage. ILMA trasforma il tuo concept creativo in etichette speciali, che raccontano la storia del prodotto e dell'azienda che lo produce. Un valore aggiunto per una birra artigianale che vuole distinguersi dalle concorrenti. Per esaltare le caratteristiche di questo prodotto artigianale,  ILMA mette a disposizione le sue competenze professionali frutto di passione e di anni di esperienza nell’ambito del beverage.

Etichette per birra artigianale: i dettagli che fanno la differenza

Per etichette per birra creative ed originali ILMA sviluppa il progetto grafico partendo dall'idea dell'azienda committente, proponendo soluzioni studiate in funzione dei principi di neuromarketing che analizzano la psicologia di acquisto del target a cui si rivolgono.
Il target, infatti, è l’elemento che condiziona maggiormente i colori e le grafiche delle etichette per birra artigianale che devono raccontare il prodotto in modo differente, a seconda del pubblico a cui sono destinate. Poi, a seconda della tipologia di birra, del colore della bottiglia, della collocazione delle etichette sulla bottiglia (collo della bottiglia o del corpo) si definisce l’intera struttura delle etichette, scegliendo la carta migliore e la tecnica di stampa più idonea al concetto di comunicazione.

Per etichette adesive della migliore qualità vengono proposte carte speciali che tengono in considerazione le condizioni climatiche di conservazione della birra artigianale. In questo modo vengono garantite tutte le caratteristiche grafiche dell’etichetta, resistenti e durevoli nel tempo. Scopri alcuni dei lavori realizzati da ILMA Etichette visitando il suo Porfolio.

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