Il vino italiano affascina la Cina

Il consumo di vino cresce nei Paesi emergenti, dove non è mai stato parte della cultura.

L’Europa produce il 59% del vino mondiale, mentre nel nuovo Mondo ci sono due nuovi protagonisti produttivi: l’Argentina e la Cina.

L’Argentina è il quinto produttore mondiale di vino dopo la Francia, Italia, Spagna e Usa. La Cina in termini produttivi è a ridosso dell’Argentina.

In Asia, a portar avanti le importazioni è il Giappone, seguito dalla Cina, Hong Kong e Singapore .

La Cina è diventato ormai un mercato che attrae tutti i paesi esportatori per il numero di potenziali nuovi consumatori, sta investendo molto nella produzione del vino e in un futuro potrebbe diventare anche esportatore.

L’Italia vanta una tradizione vinicola piu’ antica, una varietà di prodotti che nessun altro paese al mondo può vantare. Secondo un rapporto dell’istituto IWRS : Istituto Britannico international Wine and Spirit Research, nel 2016 la Cina consumerà 3 miliardi di bottiglie di vino annue, diventando così il primo mercato globale nel giro di 20 anni. Per questo, il vino italiano in Cina ha enormi potenzialità di crescita.

Come hanno fatto questi paesi a competere con l’Italia o la Francia? I paesi del nuovo mondo hanno saputo creare le condizioni per un vantaggio competitivo. Indipendentemente dalle risorse iniziali, un paese può costruire le pre-condizioni per il successo delle proprie aziende.

Il vantaggio competitivo di una nazione non si fonda solo sulla qualità di risorse naturali di un paese, ma anche sugli strumenti messi in campo per creare un vantaggio competitivo.

I governi possono migliorare l’istruzione creare nuove infrastrutture, promuovere la formazione di capitali o attrarre capitali dall’estero.

Una azienda italiana,che ha esportato vino in Cina, tramite la parole del suo amministratore delegato, ritiene che i cinesi si stanno avvicinando al vino e anche il governo si è attivato affinchè venga apprezzato il prodotto. Lo stesso presidente cinese, si è fatto fotografare col bicchiere di vino in mano con lo scopo di incentivare il consumo di una bevanda più salutare rispetto ai tradizionali liquori . Noi italiani siamo arrivati in Cina relativamente da poco, però le nostre potenzialità di crescita sono enormi, ma non si può entrare nel mercato improvvisandosi, bisogna essere organizzati strutturati e avere le idee chiare su come muoversi. E’ importante avere un Local Manager preparato sul posto che sappia gestire in maniera ottimale l’attività sul territorio.

Questa figura , deve fare da tramite con l’azienda italiana deve quindi conoscere la lingua cinese e la cultura. I cinesi non conoscono ancora bene il vino bisogna insegnar lorole basi: partire dal come versarlo per arrivare a come abbinarlo, ma senza dubbio questo sarà un mercato che darà buoni frutti.

Vino e innovazione

Il confezionamento e la riconoscibilità delle bottiglie cono tra le maggiori innovazioni del prodotto.

Sempre più numerose sono le etichette intelligenti in grado di certificare l’autenticità del prodotto per mezzo di un Qrcode stampato con dei segni identificativi unici e non riproducbili oppure dotate di chip Nfc per fornire informazioni sul prodotto e sul produttore. Se il chip Nfc viene inserito nel tappo è possibile capire se la bottiglia sia stata aperta precedentemente o rabboccata, e le condizioni di trasporto e conservazione.

In un’azienda agricola californiana esiste una produzione molto tecnologica: il vino fermenta dentro una cava, all’interno di cisterne che vengono controllate in tempo reale da un sistema di densitometria austica. Le informazioni che vengono raccolte danno origine ad un enorme flusso di dati che viene visualizzato in una sala paragonabile a quella de una base astronautica, questo permette di capire ogni minima variazione di temperatura interna al mosto e correggerla dove può essere necessario.

L’innovazione tecnologica parte già fin dalla radice della vite: ci sono nuovi corroboranti di origine naturale, che migliorano la resistenza della pianta e le sue capacità di nutrirsi.

Dei sensori posti lungo il vigneto possono aiutare a tenere sotto controllo i parametri ambientali e la presenza di insetti.

Ottimo è l’utilizzo degli scarti: dalla fermentazione di una tonnellata di vinacce l’Universita’ di Adelaide è riuscita a ottenere fino a 400 litri di bioetanolo per utilizzare come combustibile, e altri resti possono essere utilizzati come fertilizzanti o cibo per animali. Utilizzo ottimale visto che ogni anno si producono 13,4 milioni di tonnellate di vinacce e che gran parte vengono di questi vengono distrutti.

Frivolo è l’innovazione in tavola del vino . Sono cambiati gli schemi di apparecchiatura della tavola: i ristoranti hanno sostituito la loro cristalleria adattandola alle esigenze dei consumatori che sono sempre più esigenti e desiderano bere il vino in calici adatti, trasparenti con coppe allungate e meno ampie.

Il bicchiere dell’acqua è diminuito d’altezza fino a diventare una coppa distinguendosi dai calici del vino.

Per accentuare la diversità dai cristalli destinati ai diversi vini e champagne, il contenitore per l’acqua è colorato in abbinamento con la tovaglia o con i fiori del centrotavola.

Può essere anche troppo pignolo seguire queste indicazioni, ma anche il bon ton deve seguire l’innovazione dei tempi e sarebbe opportuno che i libri di testo utilizzati dagli studenti delle scuole alberghiere siano modernizzati in modo che gli studenti non si trovino a dover fare in modo completamente diverso quando potranno entrare nel mondo del lavoro.

Il consumo italiano di birra e vino

In Italia, dove il trono è occupato dal vino, la birra sta conquistando i favori dei consumatori.

I produttori di birra stanno facendo un buon lavoro di promozione e di rivalutazione del loro prodotto.

Nei ristoranti, luogo dove il vino è compagno del cibo, insieme alla carta dei vini, comincia ad essere frequente anche la presenza della carta delle birre, non solo servite alla spina, ma anche in bottiglia.

Compagna della pizza, oggi sta diventando anche adatta al cibo.

Il vino continua reggere il confronto, ma è pur vero che ultimamente la distanza tra le due bevande si è ridotta.

Sarà che forse i consumatori stanno cercando altro, e la birra può essere una alternativa.

La birra è certamente meno formale del vino anche se vanta una storia ancor più lunga di quella del vino. I consumatori non vedono nella birra la formalità e la cerimonialità che accompagna il vino. Per esempio se si fa una rapida visita a un qualsiasi supermercato dove c’erano ampi spazi dedicati al vino, oggi si notano zone dedicate alla birra,con un’ampia scelta di tipi, produttori, dalle lattine alle bottiglie per ogni esigenza.

Di certo queste considerazioni non sono frutto della paura di veder tramontare il vino, cosa francamente , piuttosto improbabile, ma la birra è una bevanda nobile e antica, ricca di cultura e che merita attenzione.

Il consumo di birra in Italia sta crescendo: il 64% degli italiani oltre i 15 anni beve birra è comunque un consumo inferiore a quello di Paesi europei come Spagna e Grecia per non parlare della patria dei consumi di questa bevanda, la Germania, dove se ne bevono circa 130 litri a testa.

In Italia sta aumentando la varietà delle birre di fascia alta a testimonianza di un interese diffuso verso un consumo di qualità.

E’ meglio dal punto di vista della salute un bicchiere di vino o di birra?

L’alcol in sé non è da eliminare, dei livelli controllati di alcol aiutano a ridurre i coaguli di sangue che causano l’ictus o gli attacchi cardiaci. Però sempre con moderazione sia che si tratti di vino o di birra.

Uno studio danese ha rilevato che “chi consuma vino regolarmente ha una mortalità più bassa connessa a malattie coronariche” il consumatore di vino preferisce cibi sani come frutta, ortaggi,alimenti con bassi contenuti di grasso , rispetto agli acquirenti di birra che preferiscono accompagnare la bevande con salumi, patatine.

Il vino è però più costoso della birra, quindi la gente tende soprattutto di questi tempi, a privilegiare prodotti purtroppo, economicamente più accessibili .

Vino e turismo in Italia

L’Italia è il primo paese produttore al mondo e il secondo per esportazione di vini cresce il fatturato dei vini italiani toccando la punta record: nel 2015, 10 miliardi.

Cresce anche il numero degli addetti e occupati in questo settore.

In questo momento cosi difficile il settore del vino fornisce opportunita’ di lavoro nella ristorazione agricoltura, turismo e altri settori inerenti.

L’Italia è il paese al mondo con la più antica tradizione legata al vino. Uno dei nomi attribuiti dai Greci alla nostra Penisola è stato : Enotria tellus, cioè terra del vino.

Ogni italiano nel momento in cui nasce diventa cittadino di ENOTRIA ed è naturale amico del vino.

La storia della viticoltura italiana risale agli anni intorno al 1000 a.c. quando i Greci conquistarono il bacino del Mediterraneo: durante le loro campagne di colonizzazione introdussero la coltivazione della vite nel nostro Paese, prima in Sicilia e Calabria per diffonderli verso il nord.

Il turismo del vino significa degustazione e acquisti fatti direttamente “in fattoria”.

Una tradizione, quella legata al vino nelle nostre campagne, che è l’ingrediente più stimolante dell’agriturismo: luoghi dove si può degustare e acquistare direttamente presso il produttore.

Sul turismo del vino sono stati condotti degli studi che hanno portato alla conclusione che il turismo del vino si integra con il turismo gastronomico creando un connubio molto importante.

Il turismo enogastronomico è legato alla buona cucina, all’acquisto di prodotti tipici, all’educazione alimentare.

La maggior parte degli agriturismi sono produttori di vino e protagonisti del turismo dello stesso.

Molti turisti stranieri vengono in Italia per le vacanze, per il buon vino e buon cibo.

E’ in crescita il numero delle cantine che investono a favore dell’accoglienza rendendo la loro cantina in un luogo aperto per incontri, eventi culturali, manifestazioni.

Dietro ogni sorso di vino c’è una storia e andare per cantina è il modo migliore per conoscerla.

Siamo il paese con il più alto numero di vitigni utilizzati (200) seguiti dalla Francia ( 87), siamo i maggiori produttori di vino (44,4 milioni di ettolitri nel 2014). Una dote così importante dovrebbe costituire un punto di forza per la nostra terra.

L’Italia dovrebbe essere al primo posto nel mondo enoturistico però ci sono altri paesi che ci stanno sorpassando (USA, Australia, Cile, Argentina) che hanno adottato un modello diverso con imprese giovani e di grandi dimensioni forte approccio al business e al marketing.

Gli organi di governo istituzionale territoriale e imprenditoriale devono cercare di promuovere strategie che facciano emergere il potenziale ancora non espresso dei nostri territori vitinicoli.

Un esempio di buon lavoro è dato dai Comuni del Chianti (San Casciano in val di Pesa, Tavernelle val di Pesa, Poggibonsi) grazie ad investimenti e politiche mirate ad accrescere la conoscenza dei territori, si sono valorizzate anche le bellezze artistiche di città come Firenze, Siena e la natura magnifica della Toscana.

Un bicchiere al giorno toglie il medico di torno: quando il vino è salutare

Oramai si sa, la verità sta sempre nel mezzo, e la salute si raggiunge sempre, o quasi, con la moderazione. Questo vale in particolar modo per una bevanda alcolica come il vino che, se assunta con dosaggi eccessivi, può portare a conseguenze anche estremamente gravi. D’altro canto il detto che un bicchiere di vino al giorno fa bene al cuore deve aver pure un fondo di verità, no?

 

In effetti il vino presenta una sorprendente gamma di effetti benefici. Questi coinvolgono l’apparato circolatorio, oltre a notevoli effetti positivi anche per le articolazioni.

I polifenoli come tannini e flavonoidi contenuti nella bevanda, in quantità particolarmente consistente nel vino rosso, sono infatti ricchi di antiossidanti e hanno proprietà anticancerogene.

I tannini inoltre sono anche attivi nello stimolo dello scioglimento dei grassi; favorisce inoltre un’azione protettrice della mucosa gastrica e sono importanti alleati nella lotta contro l’artrosi, l’arteriosclerosi e l’infarto.

 

E le calorie? È vero che passare in enoteca con eccessiva frequenza non farà sicuramente bene ai chili di troppo ma, altra faccia della medaglia, l’assunzione di piccoli quantitativi di vino può addirittura favorire il metabolismo. Questo perchè il vino aiuta a scindere gli alimenti introdotti nel corpo in sostanze semplici, in modo tale da facilitarne l’assorbimento cellulare. L’alcool permette infatti una maggiore secrezione salivare, contenente ptialina, un enzima che concorre nel processo di scissione primario. Il tutto permettendo anche un aumento del traffico intestinale. Inoltre l’alcool in dosi non eccessive da un senso di sazietà che, ovviamente abbinato a una dieta sana ed equilibrata, può essere un valido alleato per perdere peso.

 

Per gli astemi, esiste un metodo tutto esterno per poter godere degli effetti salutari provenienti dai vigneti senza iniziare a sentirsi da subito girare la testa. Alcuni centri benessere e istituti specializzati hanno infatti introdotto alcuni trattamenti proprio a base di vino: questi comprendo scrub, massaggi e impacchi. La “Wine beauty” insomma è una mania che recentemente ha preso piede nel mondo e che ha portato anche alla produzione di creme e lozioni ad hoc per diverse esigenze. Ad esempio possiamo trovare molti

Queste innovazioni nell’utilizzo del vino e delle proprietà dell’uva a livello estetico hanno in pratica dato vita a una nuova professione, quella dell’agriestetista, che promette di avere interessanti sviluppi per il futuro. Insomma, non tutte le cose buone fanno male alla salute, anche nel più impensabile dei casi.

Vini dell’altro mondo: il boom australiano e neozelandese

Direttamente dall’emisfero australe arrivano i prodotti vinicoli della Nuova Zelanda e dell’Australia. Le terre di Kiwi e canguri, sino a pochi anni fa considerate produttori vinicoli di serie B, sono arrivate negli ultimi anni ad affermarsi tra i maggiori produttori ed esportatori vinicoli a livello mondiale, con particolare attenzione al mercato cinese, dell’asia sudorientale e al Commonwealth Britannico.

 

Dalla liberalizzazione del mercato nel 1980 ad oggi, la produzione vinicola è aumentata del 400%, registrando picchi di interesse soprattutto da parte degli importatori asiatici, che stanno raggiungendo in questo senso i livelli del mercato Statunitense. Nel 2015 infatti la Nuova Zelanda ha raggiunto il suo record storico, con un fatturato di un miliardo di dollari nel settore dell’export vinicolo. L’Australia, d’altro canto, ha registrato una crescita del 66% per quanto riguarda l’esportazione dei propri prodotti in Cina.

 

La richiesta è aumentata enormente negli ultimi anni, portando anche i prezzi ad aumentare, in controtendenza con gli standard dei produttori europei che, invece, hanno optato per ribassare i prezzi sfidando la concorrenza.

 

Tallone d’achille per il commercio internazionale relativo a questi paesi è anche l’alto costo dei trasporti: le nuove tecnologie hanno però permesso di aumentare capacità di stoccaggio e rapidità nelle spedizioni, in modo da abbattere i costi di esportazione.

 

Ma quali sono i cavalli di battaglia della produzione vinicola di questi paesi? La Nuova Zelanda è celebre per il suo Sauvigon Blanc, molto diverso da quello francese, che presenta un sapore particolarmente aromatico e ricco. Altro vino rinomato è lo Chardonnay locale, coltivato nell’estremo sud: il tipo di terreno permette infatti di coltivare migliori tipi vigneti a bacca bianca. Inoltre negli ultimi anni è stata notevolmente implementata la produzione del Gewuztraminer. Per quanto riguarda i rossi, a dominare il panorama neozelandese è il Pinot nero.

 

In Australia invece troviamo un’importante produzione di Shiraz (denominazione locale del Syrah): la regione orientali del New South Wales e del Queensland sono le più rinomate per i loro vitigni e importanti per il loro volume di esportazione nelle altre regioni e al di fuori del paese, a cui si aggiunge il Victoria, dove vengono prodotti vini di particolare pregio. La regione dell’Australia Meridionale, al contrario, è quasi priva di vitigni: le condizioni climatiche non hanno permesso uno sviluppo florido del settore come nelle altre regioni.

 

Sebbene questa fetta di mercato proveniente dall’Oceania non abbia ancora raggiunto livelli di notorietà di quelli tradizionali Europei, la sua crescita rapida e le nuove innovazioni nel campo della coltivazione vinicola promettono uno sviluppo interessante, che potrebbe nel futuro alterare notevolmente le presenze di vini importati sugli scaffali europei.

Zucchine in cucina per tutti i gusti

Con l’arrivo della bella stagione le zucchine diventano protagoniste della tavola: grazie al loro sapore delicato e alla consistenza, risultano essere molto versatili, prestandosi alle più svariate ricette.

Antipasti, contorni, primi piatti e secondi piatti: per chi ama questo ingrediente è possibile gustarlo con gli abbinamenti più vari.

Come contorno o antipasto le zucchine possono essere utilizzate in purezza e senza altri accostamenti: possono essere fritte, in pastella o semplicemente con un velo di farina, oppure grigliate e magari condite con un filo di aceto balsamico o con della glassa. Con l'arrivo della bella stagione poi in questo modo sono l'ideale per accompagnare grigliate in campagna, feste in bus Roma o eventi che prevedono un buffet freddo, oppure i classici pranzi in spiaggia.

Si possono poi creare, utilizzando le fette di zucchine grigliate lasciate raffreddare, anche delle roselline: basta spalmare del formaggio fresco, arrotolare le fette su loro stesse e chiuderle con un filo di erba cipollina.

Per i primi piatti si possono preparare dei gustosi sughi attraverso la combinazione con dei pomodorini pachino oppure, per chi preferisce la pasta in bianco, con dei dadini di speck. Immancabile il classico risotto zucchine e gamberetti o, utilizzando lo stesso abbinamento, spiedini fritti di gamberetti e zucchine (è sufficiente avvolgere attorno al gamberetto una fetta sottile lunga di zucchina e passare tutto in pastella).

Come secondo piatto possono proporsi varie idee. SI va dalla semplice ma gustosa frittata con zucchine e parmigiano che, per i più golosi, può essere arricchita con della ricotta fresca, fino alle torte salate, in cui possiamo inventare davvero ogni accostamento possibile.

La quiche può essere preparata semplicemente utilizzando zucchine, precedentemente saltate in padella, e uova oppure accostando il nostro ingrediente a dei funghi, dei pomodorini e del formaggio (scamorza, mozzarella) o ancora accostando le zucchine ad un affettato o ad altre verdure, come gli asparagi, ad esempio.

 

Inoltre possiamo preparare delle zucchine ripiene da cuocere al forno, in questo caso si può optare per diversi tipi di farcitura: ricotta, parmigiano e pepe; carne macinata a scelta; tonno e tuorlo d’uovo. Nel caso delle zucchine ripiene si può optare per la qualità tonda, che grazie alla sua forma si presta bene a tale tipo di ricetta.

Le zucchine, tagliate a rondelle sottili sono un ottimo condimento per la pizza bianca o per la schiacciata, in cui diventano protagoniste. Questa seconda ricetta è molto semplice: si crea una pastella di farina, acqua e olio a cui si aggiungono le zucchine a rondelle, poi si stende tutto in una teglia da forno, si spolvera con abbondante parmigiano e si cuoce fino a doratura.

ENOARTE IN CHINA

EnoArte protagonista in Cina

 

Interwine China 2016 – Dal 20 al 22 maggio 2016

China Import & Export Fair Complex Guangzhou (Cina)

Il  Paese/Continente continua a fare da volano all’economia mondiale e la classe alta/media diventa artefice di un profondo cambiamento socio-culturale. In questo contesto il Made in Italy è ricercato, oltre che copiato, è diventato uno status symbol di classe, dal fashion al food, dall’edilizia alla musica, all’arte, al vino. La Cina continua ad essere il motore del business economico e finanziario mondiale ma anche uno sconfinato serbatoio di start-up e nuove tendenze, una porta spalancata sul futuro.

Obiettivo su Interwine China edizione 2016: La Cantina toscana L’Arco vola in Cina per partecipare alla più importante Fiera di settore in programma a Guangzhou dal 20 al 22 maggio. La Fiera vedrà le cantine italiane impegnate a promuovere le loro eccellenze enoiche pronte a scommettere su uno dei bacini che in soli dieci anni ha visto un incremento del 57% dei consumi di vini fermi, passando dai dieci milioni di ettolitri del 2000 ai sedici milioni del 2013 (fonte: WineMonitor – Nomisma) rappresentando uno dei Paesi target fondamentali per l'export italiano.

La Cinacome afferma Lorenzo Mitola AD della Cantina Toscana L’Arco – e Canton ed Hong Kong in particolare, negli ultimi anni si sono affermate come centri nevralgici per la penetrazione nei mercati di tutto il continente asiatico, da qui la necessità delle nostre aziende di presidiare e tenere sotto la lente d'ingrandimento un mercato in continua evoluzione e che nei prossimi anni si auspica possa essere una delle piazze mondiali più importanti per l'export dei nostri vini.

Ho voluto proporre,  per questa edizione 2016, oltre alla degustazione dei miei vini, anche l’arte attraverso l’uso di questi, infatti sarà presente nel mio stand per cinque performance live l’artista fiorentina Elisabetta Rogai, famosa a livello internazionale per dipingere con il vino, tecnica unica da lei inventata nel 2010; infatti l’artista dipinge utilizzando il vino al posto dei tradizionali colori, in un modo decisamente diverso da ogni tentativo finora provato in quanto il vino invecchia letteralmente sulla tela, parallelamente al vino.

“E’ la terza volta che vengo in Cina – parla l’artista Elisabetta Rogai – e sono sempre sorpresa e affascinata dalla vita e dall’enorme movimento di gente che si vede nelle strade e l’interesse che il popolo cinese ha nei confronti degli italiani e dei nostri prodotti, e soprattutto per  la nostra cucina e il vino e, nel mio caso, per la mia tecnica di dipingere con il vino, arte e tecnica che li fa assistere a bocca aperta mentre dipingo, e ho deciso, per questa edizione, di privilegiare  soggetti di cavalli, che mi sono rimasti nel cuore dopo aver dipinto il Drappellone del palio di Siena 2015”

Nella più dinamica città della Cina, che durante l'ultimo quinquennio si è affermata come l'hub di riferimento per la commercializzazione e la distribuzione di vino in tutta l’area Asia-Pacifico ed in Cina, l'Interwine China, nella passata edizione, ha visto la partecipazione di oltre 1.000 espositori ed è stata visitata da oltre 20mila buyer provenienti da più di 80 Paesi, confermandosi un trampolino d'eccezione per introdursi e rafforzare il proprio brand nel mercato asiatico, molto sensibile ai prodotti italiani di alta qualità.

www.villalarco.it

www.elisabettarogai.it

Come preparare la bistecca alla fiorentina

La bistecca alla fiorentina, conosciuta anche semplicemente come “fiorentina”, rappresenta sicuramente uno dei piatti più rinomati della cucina toscana, che ormai si trova facilmente anche in tanti ristoranti, al di fuori dell’ambito toscano.
Se ami la carne avrai già avuto occasione di gustare questo secondo piatto tenero e gustoso, ma se la tua intenzione è di prepararlo in casa, qualche consiglio su come cucinare la bistecca alla fiorentina ti permetterà di ottenere risultati eccellenti.Un aspetto che riveste la massima importanza è quello relativo alla qualità della carne. Innanzitutto, la razza del vitellone di riferimento per la fiorentina è la chianina o la chianina maremmana. Il taglio deve provenire dalla lombata, ossia la parte situata tra spalla e coscia dell’animale.
A poter essere definita come “vera” fiorentina è la bistecca che presenta nel mezzo l’osso dalla classica forma a T.

 

Come cucinare la bistecca alla fiorentina

La cottura ideale per la fiorentina è quella alla brace; per quest’ultima, se possibile, utilizza legna di quercia, castagno o faggio. La brace dovrà essere preparata in anticipo, in quanto andrà utilizzata solamente una volta che le fiamme saranno spente; ricordati, comunque, che la brace dovrà risultare ancora viva. Dopo esserti munito di una griglia adagia la carne e poni la griglia stessa a poca distanza dalle braci. Se non disponi di un barbecue potrai utilizzare, come alternativa, una bistecchiera realizzata in ghisa pesante, cuocendo la bistecca sul fornello.
Tira fuori la carne dal frigorifero almeno 2 ore prima di cuocerla. I tempi di cottura alla carne sono indicativi, e cambiano in base al peso della bistecca; 6 o 7 minuti per parte sono sufficienti per una bistecca dal peso di 1 kg. Cuoci prima un lato, quindi utilizza una pinza per girare la carne, operazione da effettuare quando la carne si staccherà da sola dalla griglia (è un indice del fatto che il lato è cotto). Sulla superficie rimarranno impressi i segni della griglia. A quel punto, sempre aiutandoti con la pinza, posiziona la bistecca sull’osso, dove dovrà cuocere per altri 4 o 5 minuti; questo permetterà di cuocere la parte interna lasciandola comunque al sangue. Insaporiscila con del sale grosso solo una volta che si sarà formata una crosticina. Terminata la cottura trasferisci la bistecca alla fiorentina su un tagliere in legno e lasciala riposare per pochi minuti favorendo, in questo modo, la ridistribuzione dei succhi interni, quindi tagliala a tocchi grossi. Se lo desideri potrai aggiungere del pepe nero e un filo d’olio prima di servirla.

Vinitaly 2016

 

vinitaly

Come ogni anno dal 1967, tra pochi giorni comincerà a Verona Vinitaly, il più famoso e conosciuto salone dei vini e dei distillati internazionali: quest’anno ricorre la cinquantesima edizione, si terrà dal 10 al 13 aprile 2016, vedrà la partecipazione di oltre quattromila espositori e sarà ricca di novità ed appuntamenti. Vinitaly 2016 dedicherà inoltre una degustazione storica dei suoi vini a Giacomo Tachis, l’enologo italiano conosciuto come il padre dei vini Super Tuscan, deceduto il 6 febbraio scorso. A differenza delle passate edizioni, l’ingresso a Vinitaly 2016 sarà riservato esclusivamente agli operatori del settore, ma gli amanti del vino non devono preoccuparsi, perchè numerosi saranno gli appuntamenti e le degustazioni che si terranno in uno spazio a loro dedicato fuori del salone. L’evento dedicato agli appassionati si chiamerà “Vinitaly and the City” e si terrà dall’8 all’11 aprile nei luoghi più suggestivi della città di Verona, come Piazza dei Signori, Cortile del Mercato Vecchio, Torre dei Lamberti, Arsenale di Verona e Piazza Bra: si terranno degustazioni di vini, concerti, visite guidate ed altri appuntamenti che consentiranno di scoprire o riscoprire la città di Verona e soprattutto il suo centro storico. All’interno di Vinitaly 2016 si svolgeranno la rassegna “Enolitech”, dedicata alle tecnologie più innovative applicate alla filiera del vino e “Sol&Agrifood”, la prestigiosa vetrina dedicata ai prodotti agro-alimentari, nata per promuovere l’eccellenza dell’olio italiano.

Vinitaly 2016: giorni d’apertura, orari e costi

 

Come già detto nel paragrafo precedente, l’ingresso a Vinitaly 2016 è riservato solo agli operatori del settore ed inoltre a quelli maggiori di 18 anni: i minori non possono entrare nemmeno se accompagnati. La prestigiosa kermesse si svolgerà dal 10 al 13 aprile a Veronafiere, il polo espositivo che si trova a Verona, in Viale del Lavoro n. 8. Orario continuato dalle 9,30 alle 18,00: da domenica a martedì l’ingresso potrà avvenire fino alle 17,00, mentre nella giornata di mercoledì solo fino alle ore 16,00. Il prezzo del biglietto d’ingresso giornaliero è di 80 euro, ma se si effettua l’abbonamento per quattro giorni si risparmia notevolmente, visto che il prezzo ammonta a 120 euro: se si acquista online si può usufruire di un ulteriore sconto del 5%.

Come arrivare a Vinitaly 2016

 

La famosa kermesse è facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo. In aereo con arrivo all’aeroporto Catullo, dove con un comodo bagaglio a mano è possibile in pochi minuti essere pronti a raggiungere il padiglione fieristico con le navette gratuite oppure noleggiando un auto. Chi predilige l’auto può arrivare comodamente o tramite l’autostrada A4 Milano-Venezia ed in questo caso dovrà prendere l’uscita Verona Sud, oppure tramite l’autostrada A23 Brennero-Modena ed in questo caso dovrà prendere l’uscita Verona Nord. Parcheggi nella città di Verona ce ne sono tantissimi e quasi tutti sono collegati al padiglione fieristico grazie delle navette gratuite. Anche chi arriva in treno alla stazione di Verona Porta Nuova potrà usufruire del servizio di navette gratuite. Per quanto riguarda la stazione ferroviaria, la linea di navette gratuite è quella caratterizzata dalla “B”, che effettua corse dalle ore 8,30 alle ore 20,00 ogni quindici minuti, mentre per quanto riguarda l’aeroporto Catullo si tratta di un bus che effettua corse solo fino alle 18,30, ogni ora. Nei giorni di apertura di Vinitaly 2016, Trenitalia ha deciso di offrire notevoli sconti a chi deciderà di viaggiare sui treni “Frecciarossa”, “Frecciargento” e “Frecciabianca”: tutti i soci “CartaFreccia” inoltre, potranno usufruire di uno sconto anche sul biglietto d’ingresso acquistando online, sul sito ufficiale della manifestazione.

Vinitaly 2016: app dedicata

 

Vinitaly ha sviluppato un’app dedicata per facilitarne la visita, disponibile sia per smartphone Android che Iphone, su Google Play ed Apple Store. L’app Vinitaly è dotata di un’interfaccia intuitiva e semplice da utilizzare e consente numerose funzionalità:

. cercare gli stand in base alla nazione, alla regione o al padiglione;
– contattare i vari espositori per essere informati e soprattutto aggiornati su tutti i loro prodotti;
– cercare ed analizzare i vari eventi, degustazioni ed incontri, filtrando in base ai giorni ed agli orari;
– prendere appunti, scattare fotografie e salvare nei preferiti sia espositori che eventi;
– accedere alla sezione “My area” per consultare e salvare tutti gli eventi;
– scegliere il parcheggio più vicino all’area in cui ci si trova, grazie all’indicazione delle principali zone di sosta disponibili;
– informarsi sulla planimetria della kermesse e sui servizi disponibili nel padiglione fieristico;
– ideare il proprio biglietto da visita personale, chiamato “bCard” e scambiarlo con altri visitatori ed espositori.

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