Vino e turismo in Italia

L’Italia è il primo paese produttore al mondo e il secondo per esportazione di vini cresce il fatturato dei vini italiani toccando la punta record: nel 2015, 10 miliardi.

Cresce anche il numero degli addetti e occupati in questo settore.

In questo momento cosi difficile il settore del vino fornisce opportunita’ di lavoro nella ristorazione agricoltura, turismo e altri settori inerenti.

L’Italia è il paese al mondo con la più antica tradizione legata al vino. Uno dei nomi attribuiti dai Greci alla nostra Penisola è stato : Enotria tellus, cioè terra del vino.

Ogni italiano nel momento in cui nasce diventa cittadino di ENOTRIA ed è naturale amico del vino.

La storia della viticoltura italiana risale agli anni intorno al 1000 a.c. quando i Greci conquistarono il bacino del Mediterraneo: durante le loro campagne di colonizzazione introdussero la coltivazione della vite nel nostro Paese, prima in Sicilia e Calabria per diffonderli verso il nord.

Il turismo del vino significa degustazione e acquisti fatti direttamente “in fattoria”.

Una tradizione, quella legata al vino nelle nostre campagne, che è l’ingrediente più stimolante dell’agriturismo: luoghi dove si può degustare e acquistare direttamente presso il produttore.

Sul turismo del vino sono stati condotti degli studi che hanno portato alla conclusione che il turismo del vino si integra con il turismo gastronomico creando un connubio molto importante.

Il turismo enogastronomico è legato alla buona cucina, all’acquisto di prodotti tipici, all’educazione alimentare.

La maggior parte degli agriturismi sono produttori di vino e protagonisti del turismo dello stesso.

Molti turisti stranieri vengono in Italia per le vacanze, per il buon vino e buon cibo.

E’ in crescita il numero delle cantine che investono a favore dell’accoglienza rendendo la loro cantina in un luogo aperto per incontri, eventi culturali, manifestazioni.

Dietro ogni sorso di vino c’è una storia e andare per cantina è il modo migliore per conoscerla.

Siamo il paese con il più alto numero di vitigni utilizzati (200) seguiti dalla Francia ( 87), siamo i maggiori produttori di vino (44,4 milioni di ettolitri nel 2014). Una dote così importante dovrebbe costituire un punto di forza per la nostra terra.

L’Italia dovrebbe essere al primo posto nel mondo enoturistico però ci sono altri paesi che ci stanno sorpassando (USA, Australia, Cile, Argentina) che hanno adottato un modello diverso con imprese giovani e di grandi dimensioni forte approccio al business e al marketing.

Gli organi di governo istituzionale territoriale e imprenditoriale devono cercare di promuovere strategie che facciano emergere il potenziale ancora non espresso dei nostri territori vitinicoli.

Un esempio di buon lavoro è dato dai Comuni del Chianti (San Casciano in val di Pesa, Tavernelle val di Pesa, Poggibonsi) grazie ad investimenti e politiche mirate ad accrescere la conoscenza dei territori, si sono valorizzate anche le bellezze artistiche di città come Firenze, Siena e la natura magnifica della Toscana.

Un bicchiere al giorno toglie il medico di torno: quando il vino è salutare

Oramai si sa, la verità sta sempre nel mezzo, e la salute si raggiunge sempre, o quasi, con la moderazione. Questo vale in particolar modo per una bevanda alcolica come il vino che, se assunta con dosaggi eccessivi, può portare a conseguenze anche estremamente gravi. D’altro canto il detto che un bicchiere di vino al giorno fa bene al cuore deve aver pure un fondo di verità, no?

 

In effetti il vino presenta una sorprendente gamma di effetti benefici. Questi coinvolgono l’apparato circolatorio, oltre a notevoli effetti positivi anche per le articolazioni.

I polifenoli come tannini e flavonoidi contenuti nella bevanda, in quantità particolarmente consistente nel vino rosso, sono infatti ricchi di antiossidanti e hanno proprietà anticancerogene.

I tannini inoltre sono anche attivi nello stimolo dello scioglimento dei grassi; favorisce inoltre un’azione protettrice della mucosa gastrica e sono importanti alleati nella lotta contro l’artrosi, l’arteriosclerosi e l’infarto.

 

E le calorie? È vero che passare in enoteca con eccessiva frequenza non farà sicuramente bene ai chili di troppo ma, altra faccia della medaglia, l’assunzione di piccoli quantitativi di vino può addirittura favorire il metabolismo. Questo perchè il vino aiuta a scindere gli alimenti introdotti nel corpo in sostanze semplici, in modo tale da facilitarne l’assorbimento cellulare. L’alcool permette infatti una maggiore secrezione salivare, contenente ptialina, un enzima che concorre nel processo di scissione primario. Il tutto permettendo anche un aumento del traffico intestinale. Inoltre l’alcool in dosi non eccessive da un senso di sazietà che, ovviamente abbinato a una dieta sana ed equilibrata, può essere un valido alleato per perdere peso.

 

Per gli astemi, esiste un metodo tutto esterno per poter godere degli effetti salutari provenienti dai vigneti senza iniziare a sentirsi da subito girare la testa. Alcuni centri benessere e istituti specializzati hanno infatti introdotto alcuni trattamenti proprio a base di vino: questi comprendo scrub, massaggi e impacchi. La “Wine beauty” insomma è una mania che recentemente ha preso piede nel mondo e che ha portato anche alla produzione di creme e lozioni ad hoc per diverse esigenze. Ad esempio possiamo trovare molti

Queste innovazioni nell’utilizzo del vino e delle proprietà dell’uva a livello estetico hanno in pratica dato vita a una nuova professione, quella dell’agriestetista, che promette di avere interessanti sviluppi per il futuro. Insomma, non tutte le cose buone fanno male alla salute, anche nel più impensabile dei casi.

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