Accordini Igino e la leggenda della nascita dell’amarone

Durante il lock-down le persone si sono trovate improvvisamente chiuse in casa e questo ha scosso non poche persone.

In particolare, sono mancate le abitudini di socialità come aperitivi, degustazione enogastronomiche provocando un po’ di stress per tutti.

Non solo le persone comuni ma anche le aziende hanno sofferto questo momento di impossibilità di portare avanti le attività lavorative ai ritmi normali.

Così nel mondo del vino si sono verificati dei cambiamenti dovuti all’economia che rallenta, i locali che non potevano più vendere il vino ai propri clienti, le disposizioni dei decreti che hanno limitato le attività produttive e quindi non hanno permesso i lavoratori di continuare a produrre presso le aziende agricole e le cantine di vino.

Esportare vino non è stato più tanto facile anche grazie alle recenti politiche protezionistiche messe in atto dal continente americano ed altri stati.

Così se prima gustarsi un bicchiere di vino Amarone in una cantina era normale e quasi banale, ad oggi è diventata un’esperienza di lusso e molto desiderata.

bottiglie-amarone

A testimonianza di ciò Guido Accordini della cantina Accordini Igino, situata in San Pietro di Carignano nel veronese, ha aperto di nuovo al pubblico per ritornare ad una normalità piena di gusto.

La cantina, come descritto nella pagina web di Accordini Igino su Trip Advisor, propone uniche esperienze di degustazioni con itinerari legati alla cultura ed i sapori veneti.

La degustazione è guidata dal team di sommelier e cuochi in un ambiente rinnovato, elegante ed accogliente visibile anche nelle immagini dell’account Pinterest Accordini Igino.

La cantina fa parte dell’azienda agricola famosa per la produzione, tra le altre cose, di Accordini Igino Amarone della Valpolicella.

Chi è alla guida di tutto questa gioia per i 5 sensi?

Guido Accordini, imprenditore agricolo ed enologo aziendale esperto di tutti i vini veneti, specialmente di Amarone della Valpolicella.

L’amarone è diventato per Guido una passione, come per il padre Igino Accordini, a testimonianza l’intervista video in occasione del festeggiamento della bottiglia Golfina (un Lugana), mentre racconta la storia affascinante della nascita dell’Amarone.

La storia del vino Amarone

L’Amarone è un vino rosso passito secco che viene prodotto solo in una particolare zona del Nord Italia: la Valpolicella, in provincia di Verona.

Il nome di questo particolare vino deriva dalla parola “amaro”, utilizzata di fatto per distinguerlo dal vino da cui ebbe origine: il dolce Recioto della Valpolicella.

Nella primavera del 1936, il capo-cantina di Villa Mosconi (sede della Cantina Sociale Valpolicella) Adelino Lucchese, assaggiando il Recioto Amaro da un fusto quasi dimenticato esclamò: “Questo non è un amaro, è un Amarone!”

La parola divenne immediatamente la denominazione ufficiale. Ma cosa era successo esattamente?

Di fatto il Recioto dolce, dimenticato in una botte isolata, aveva continuato a fermentare e gli zuccheri si erano trasformati in alcol, fino a diventare secco e perdendo la classica dolcezza.

Venne ufficialmente commercializzato nel 1953, da parte della cantina Bolla, ottenendo subito un grandissimo successo tra gli appassionati.

Come viene prodotto il vino Amarone

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L’Amarone è uno dei vini più apprezzati della Valpolicella. È perfettamente riconoscibile dal tipico colore granato intenso e da un profumo speziato di frutta sotto spirito e di liquerizia.

Le sue caratteristiche dipendono direttamente da un processo produttivo unico e particolare.

La vite viene allevata per tutto il tempo con il sistema della pergola veronese e dura cinque mesi di appassimento lento in fruttaio. Subito dopo avviene la vinificazione a caldo; un processo lungo, che può durare anche due mesi.

Il processo termina con la raffinazione in tonneau per un anno intero, al termine del quale il vino viene posto in acciaio fino all’imbottigliamento.

Una particolare postilla merita l’Amarone Riserva. Questo particolare tipo di Amarone viene prodotto solo in particolari annate e, di conseguenza, la tiratura del vino stesso è molto limitata.

Il processo di lavorazione è leggermente differente rispetto all’Amarone tradizionale. La raffinazione in tonneau, infatti, dura fino a due anni invece che solo dodici mesi.

Amarone della Valpolicella e l’arte di pazientare

La terra di Romeo e Giulietta, gli amanti più famosi di Verona, ospita anche una prestigiosa denominazione: l'Amarone della Valpolicella. Questo elegante vino rosso rappresenta l'espressione di un know-how unico che gli è valso il suo aroma inconfondibile. Voluttuoso, potente, avvolgente, quali sono i segreti di questo leggendario nettare?

Spesso opulento, a volte austero, massiccio e sciropposo per via del suo residuo zuccherino e della sua elevata gradazione alcolica, l'Amarone della Valpolicella richiede qualche anno per affinarsi in bottiglia.

Le origini dell’Amarone da un errore fortuito

La storia della produzione dell'Amarone è relativamente recente. Il primo Amarone fu prodotto solo nel 1938 e poi commercializzato nel 1953. Si dice sia stato scoperto per caso, quando una botte destinata a diventare Recioto era fermentata, dando al vino una caratteristica più secca e carica di alcool, ma rendendolo sorprendentemente piacevole e consistente.

I vini dolci sono solitamente ottenuti attraverso una fermentazione alcolica interrotta prima che i lieviti abbiano consumato tutti gli zuccheri contenuti nell'uva. Questa tecnica consente di mantenere un elevato livello residuo di zucchero ma un grado alcolico sufficiente. All'epoca, controllare la fermentazione alcolica non era così facile: poteva quindi capitare che il processo di fermentazione continuasse, permettendo ai lieviti di consumare tutti gli zuccheri e trasformarli in alcool. Alla fine, invece di un nettare dolce e zuccherino, il vino diventava secco e leggermente amaro.

L’Amarone e la pazienza

Sin dalla sua creazione, questo tipo di vino viene prodotto con la tecnica dell'appassimento; essa consiste nell'essiccazione delle uve raccolte per diverse settimane, ciò avviene prima della vinificazione in hangar specifici in modo da concentrare i loro zuccheri, ciò porta ad ottenere un vino di grande successo.

Raccolti a mano dopo la vendemmia tardiva, i grappoli sani e maturi vengono messi ad asciugare su graticci per un periodo compreso tra 100 e 120 giorni. Sui grappoli viene eseguito un controllo manuale allo scopo di evitare muffe dannose. Concluso il periodo di maturazione, i grappoli avranno perso dal 30 al 40% del loro peso, offrendo un'eccezionale concentrazione di aromi e zuccheri.

Una volta terminato l'appassimento, le bacche vengono pressate delicatamente per ottenere il succo di spremitura e per iniziare la fermentazione alcolica che si svolge tra gennaio e febbraio. Questo periodo di fermentazione lenta trasforma gli zuccheri in alcool.

La fase di maturazione del vino può iniziare con un invecchiamento minimo di 24 mesi, parzialmente eseguito in botti di rovere e poi sarà ancora necessario attendere 6 mesi, periodo di riposo in bottiglia, prima di poterlo commercializzare.

Un colore e un aroma inconfondibili

L'Amarone della Valpolicella è un vino prodotto principalmente dai vitigni Corvina (con tannini sottili e alta acidità), Rondinella (corposo e leggermente tannico, con una bella rotondità) e Molinara (tannini fini e sapori complessi), anche se alle volte i viticoltori aggiungono anche altri vitigni italiani. Questi tre vitigni si combinano per creare un vino molto pigmentato senza essere opaco. Nel tempo, l'Amarone si trasformerà gradualmente in un colore più chiaro, color mattone, sviluppando aromi di prugne in umido, ciliegia al maraschino e cuoio. Non è raro infatti, apprezzare appieno gli Amaroni quando hanno 20 o 30 anni, o anche di più.

Possiamo affermare quindi che gli Amaroni della Valpolicella non sono certo vini da aperitivo. Si tratta di vini massicci, con un contenuto zuccherino residuo di circa 11 grammi per litro, come si può leggere in alcune etichette di Amaroni su www.viniamo.it. I migliori sono quelli che raggiungono un equilibrio tra una buona acidità nonostante il livello alcolico spesso elevato (dal 15% al ​​16%). Un vino che con il suo gusto deciso, la sua eleganza al palato è riuscito a conquistare diverse parti del mondo, ma più di tutti, la sua terra d’origine.

Come esportare vino in USA

Se sei un produttore di vini, dovresti prendere in considerazione l’idea di esportare i tuoi prodotti negli Stati Uniti d’America. Questo perché gli americani hanno dimostrato di avere una vera e propria passione per i prodotti enogastronomici italiani nel corso degli ultimi anni, tanto da pagarli anche a caro prezzo pur di poterli degustare; vendere prodotti alimentari negli Stati Uniti non è però così semplice come potrebbe sembrare a prima vista. Ecco una guida quindi alle tre soluzioni tra cui puoi scegliere che speriamo possa esserti utile. 

Vendere il tuo vino a un importatore americano 

Vogliamo far partire questa nostra breve guida da quello che è senza dubbio il modo più semplice e veloce per esportare il tuo vino negli Stati Uniti d’America, andare cioè alla ricerca di un importatore su suolo americano. L’importatore che lavora già in America ha tutte le autorizzazioni necessarie per commercializzare il vino. Dato che la tua azienda vende il suo vino in modo diretto all’importatore, tu non hai la necessità di chiedere quindi alcun tipo di autorizzazione. Non dovrai inoltre farti carico di andare alla ricerca di distributori per il tuo vino. L’importatore ha già infatti la sua cerchia di distributori a cui affidare il prodotto. Ecco spiegato il motivo per cui venderne tramite un importatore americano è il modo più semplice e veloce per far arrivare il tuo vino negli Stati Uniti d’America. Questo però non significa che sia anche la soluzione migliore. Si tratta infatti anche del modo più costoso in assoluto per importare. 

Dato che l'importatore lavora come intermediario tra il produttore e il rivenditore, è ovvio che non può permettersi di acquistare il tuo vino ad un prezzo particolarmente alto. Il rischio infatti altrimenti è che il prezzo al dettaglio, al consumatore, sia davvero esagerato. È vero che gli americani sono disposti a pagare molti soldi per una buona bottiglia di vino, ma senza eccessi. Proprio per questo motivo ti troverai costretto ad abbassare notevolmente il prezzo delle tue bottiglie, e questo potrebbe voler dire non riuscire ad incassare quanto vorresti. 

Non solo, dato che si tratta di un intermediario, tu non hai più il controllo sulla distribuzione del tuo vino. Da un lato è comodo non avere il controllo sulla distribuzione. Dall’altro lato però questo significa non avere la possibilità di rimediare ad alcun tipo di problema. Se i distributori dovessero decidere di punto in bianco di non acquistare più il tuo vino? Pensaci, tu non avresti voce in capitolo e l’importatore potrebbe decidere senza alcun tipo di preavviso di smettere di acquistare vino da te. Meglio evitare una situazione di stallo di questa tipologia. 

Ti consigliamo quindi di scegliere quest'opzione solo ed esclusivamente se abbassare il prezzo del tuo prodotto non ti sembra un problema, se conosci molto bene l'importatore, se sai quale sia il suo giro di affari, se conosci i suoi distributori e hai fiducia in loro, oltre che nel tuo vino. 

Importare vino in modo diretto

La seconda soluzione da prendere in considerazione è l'importazione diretta dei tuoi prodotti. Per rendere possibile l'importazione diretta, puoi registrare la tua azienda come una società straniera autorizzata a fare affari con gli Stati Uniti d’America oppure puoi scegliere di creare una società americana, separata rispetto alla tua attuale azienda. Creare una società nuova e separata sembra essere la soluzione più indicata, perché in questo modo la tua azienda non risentirà di eventuali debiti che potresti contrarre e perché renderai più semplici i controlli delle autorità fiscali statunitensi, eliminando ogni possibile rischio come ad esempio il rischio di essere sottoposto ad una doppia tassazione. 

È importante ricordare che per ottenere la licenza federale di cui hai bisogno per portare avanti il tuo business in America, è necessario avere una sede permanente con almeno un dipendente, che resti aperta dalle ore 09.00 alle 17.00 ogni giorno. Inoltre dovrai sottoporti ad un colloquio, a cui dovrai portare tutti i documenti aziendali.

Diventando un importatore diretto puoi godere di numerosi vantaggi. Hai infatti in questo modo il controllo totale sul tuo vino, dal momento della sua produzione sino al rivenditore americano. Dato che non ci sono intermediari di alcun tipo inoltre, hai la possibilità di ridurre notevolmente i costi. 

Scegliere un importatore alternativo

Vuoi esportare il tuo vino negli Stati Uniti d’America, ma, almeno per il momento, l’idea di costruire una società su suolo americano ti sembra un passo un po’ troppo lungo e complesso da compiere. Allo stesso tempo però credi che vi siano troppi svantaggi nel non avere pieno controllo sulla distribuzione del tuo vino, come accade facendo affidamento su un importatore su suolo americano di stampo classico. Sei insomma alla ricerca di una sorta di via di mezzo tra le due soluzioni che ti abbiamo sopra descritto, una sorta di compromesso. Esiste? Certo che sì. Devi andare alla ricerca di un importatore alternativo. 

Con questo termine intendiamo gli importatori che consentono alla tua azienda di avere un contatto diretto con i distributori. In questo caso l’importatore in pratica ha la funzione di mero deposito o magazzino, ovviamente in possesso di tutte le adeguate autorizzazioni del caso. Tu devi assumere degli agenti di vendita che vadano per te alla ricerca di distributori per il tuo vino, anche di commercianti al dettaglio ovviamente. Gli agenti di vendita lavorano per te, anche se puoi chiedere che il loro pagamento venga effettuato direttamente dall’intermediario, in modo da poter mantenere su di loro il massimo controllo. Dato che controlli gli agenti di vendita, controlli in modo diretto anche i distributori. 

Digital strategy per il settore wine: come ottenere risultati sui social

La continua e velocissima evoluzione del mondo digital porta con sé tutta una serie di cambiamenti importantissimi che giorno dopo giorno si ripercuotono anche (e forse soprattutto) su tutti coloro che sfruttano il Web ed i social in particolar modo per pubblicizzare la propria azienda per ottenere maggiore engagement, più contatti da profilare ed utilizzare e, in buona sostanza, più vendite.

In un mondo reale sempre più marcatamente digitale, essere semplicemente presenti su uno o più social ovviamente non basta e non potrebbe essere altrimenti. Stando ad una recente ricerca condotta da Adobe, solo l’8% dei consumatori-utenti crede che gli annunci visti sui social siano pertinenti, diversamente da ciò che pensa la stragrande maggioranza degli inserzionisti, convinti, invece, di aver creato ads ad hoc per i loro obiettivi.

Nel tempo, complici le tantissime fake news circolate soprattutto su Facebook sul quale pende anche l’annosa questione del cambio di algoritmo, gli utenti hanno gradualmente perduto fiducia non solo nel social in sé quanto soprattutto nelle notizie (ed inserzioni) presenti al loro interno.

In questo scenario appare quindi ovvio che le aziende di qualsiasi dimensione hanno la stringente necessità di conquistare la fiducia dei loro utenti, impegnandosi ad acquisirne di nuovi in target dando loro ciò che più cercano: autenticità ed affidabilità.

Sebbene questo sia già di per sé un discorso particolarmente complesso quando parliamo di realtà consolidate e conosciute, la questione si fa ancora più complicata per alcuni settori poco avvezzi al mondo digital come ad esempio quello del vino. A parte pochissime aziende di grandi dimensioni, infatti, la stragrande maggioranza degli imprenditori del settore wine sono quasi totalmente assenti dai social o presenti in maniera fin troppo elementare e superficiale per lo scopo che ci si prefigge per implementare il proprio business sfruttando il Web ovverosia far conoscere il proprio brand e vederlo crescere acquisendo nuovi clienti.

Ma cosa fare concretamente per trasformare un utente confuso sul tema vino in un cliente che apprezzerà ed acquisterà il nostro prodotto una volta davanti allo scaffale dei vini presente nel suo negozio di fiducia? Per ottenere risultati tangibili è necessario ideare una strategia che metta nuovamente al centro dei suoi obiettivi il pubblico con tre elementi chiave imprescindibili: qualità dei contenuti, costanza e trasparenza. Solo veicolando contenuti autentici, realizzati a regola d’arte a seconda del social utilizzato e con una strategia a lungo termine che non vada scemando nel tempo è infatti possibile ottenere consensi.

E poco importa, in quest’ottica, se la propria cantina è praticamente sconosciuta ai più. Paradossalmente questo potrebbe addirittura rivelarsi un punto a favore per intraprendere proficuamente questo percorso. È importante però imparare a sfruttare al meglio gli strumenti messi a disposizione da social come Instragram, ad esempio, che attraverso le sue stories permette di entrare in contatto con gli utenti in maniera immediata, spontanea, veloce e, perché no, emozionante se il contenuto trasmette sensazioni positive associate al brand. In questo contesto è quindi importantissimo monitorare la web reputation della propria cantina per essere certi che la strategia messa in pratica stia effettivamente ottenendo l’impatto che ci si attende dal pubblico.

Creare emozioni positive, quindi, è il segreto di una digital strategy ben fatta. Emozioni che trasmettano sincerità, trasparenza, voglia di condividere, lontani dalla logica poco fortunata di mercificare ogni parola puntando in maniera troppo diretta (e spudorata) alla vendita. Il settore wine, ora più che mai, ha bisogno di questo per migliorare la sua presenza online e portare i suoi frutti in tempi rapidi.

Abilità ed esperienze per costruire un’enoteca di successo

Un’attività come l'enoteca può essere avviata sia su piccola che su grande scala. La maggior parte delle catene di negozi, operano acquistando un elevato volume di inventario che ritengono abbia un appeal di massa sul mercato. Le enoteche più piccole in genere soddisfano gli intenditori che possono essere alla ricerca di vini speciali o vigneti particolari.

Vediamo in dettaglio come poter procedere all'apertura attività e/o a conduzione familiare

Enoteca a conduzione familiare

Sfruttando il social marketing ecco che le piccole cantine e le enoteche sono di proprietà e gestione familiare. Questi piccoli negozi di vino e cantine si trovano di solito vicino ai vigneti e il vino è fatto in casa e venduto nel negozio dalla famiglia.

Di solito, un'azienda vinicola a conduzione familiare gestisce una cantina in cui si producono, si imbottigliano e si vendono il loro vino. Per gestire questo tipo di enoteca, un imprenditore dovrebbe acquistare un vigneto e imparare come curarlo.

La cantina di solito vende varietà e i loro vini miscelati a prezzi all'ingrosso speciali per gli acquisti di volume. Il rivenditore quindi segna le bottiglie e le vende al pubblico in generale.

Quali sono i costi legati all'apertura di un'enoteca?

Per avere successo nel settore del vino, un imprenditore troverà un background nella contabilità utile a favorire dei margini di entrata positivi per il settore. In molti stati, l'alcol è strettamente regolato, le licenze sono rigide e le scartoffie sono abbondanti.

Quindi, gli imprenditori che entrano in questo settore devono essere disposti a trattare costantemente con i regolatori e i burocrati. Hanno anche bisogno di buone capacità imprenditoriali e di capacità organizzative per gestire ciò che può essere, a volte, un complesso processo di ordinazione e distribuzione.

Gli Stati richiedono inoltre ai negozi di detenere una licenza per alcolici o alcolici prima di poter vendere o distribuire alcolici.

Pianificare la propria attività

Una volta che sei pronto per avviare la tua enoteca, segui un piano essenziale per il successo come imprenditore. Alcuni argomenti importanti da considerare sono:

  • Quali sono i costi iniziali?
  • Qual è il tuo mercato di riferimento?
  • Quanto tempo ci vorrà per raggiungere il pareggio?
  • Come chiamerai la tua attività?

La scelta del nome giusto è molto importante. Ti consigliamo di verificare se il nome dell'attività che hai scelto è disponibile come dominio web e assicurarlo in anticipo in modo che nessun altro possa prenderlo. Dopodiché utilizza un social media manager e sponsorizzati.

Il gusto viene dalla conoscenza

Il vino costituisce da sempre una delle prelibatezze maggiormente apprezzate al mondo, ma nonostante siano in molti coloro che dichiarano di dedicarsi almeno ad un bicchiere giornaliero di questo gustoso nettare d’uva, in realtà a ben vedere sono davvero pochi quelli che ne conoscono la provenienza, i processi impiegati per ottenerlo e gli abbinamenti che gli consentono di sprigionare tutto il suo gusto.

Conoscere il vino non è infatti una cosa semplice, non solo perché ne esistono tantissime varietà che, per conoscere adeguatamente, sarebbero necessari anni e anni di studio; ma soprattutto in quanto ogni uva presenta delle peculiarità infinitesimali, ma che a loro volta danno il particolare gusto ad ogni bottiglia. Rosso, bianco, rosato, liscio, frizzante, corposo, leggero, ogni calice di vino rappresenta l’apice di un processo che nasce dall’intima interazione tra esseri umani, natura, tecnica e tecnologia.

Ogni vitigno una storia a se stante

Conoscere l’annata di una bottiglia o sapere a quale temperatura questa vada servita, sono soltanto alcune nozioni basilari che, se da un lato consentono comunque di degustare buona parte del sapore contenuto nel succo d’uva, d’altro canto però non esauriscono tutti i dettagli che è necessario conoscere se davvero si ha intenzione di lasciarsi deliziare da un simile nettare.

È infatti anzitutto la tipologia di vitigno impiegata per la produzione del particolare vino, a determinarne gran parte della sua essenza; Aglianico, Barbera, Gaglioppo, Malvasia, Nero d’Avola, Nebbiolo, Primitivo, ogni vitigno racchiude in se processi biologici dai quali dipende tutto il gusto delle bottiglie, così come la possibilità di ottenere diverse tipologie di vino le cui peculiarità vengono in gran parte determinate anche dal clima che caratterizza la particolare zona presa in considerazione; per chi fosse interessato a vivere eventi enogastronomici originali, ogni anno in Italia vengono organizzate degustazioni e sagre di vini locali, grazie alle quali poter conoscere i vitigni del luogo, visitare antiche cantine che ancora oggi funzionano a pieno regime, nonché ovviamente degustare alcuni dei più squisiti calici di vino.

Cosa cambia con la tecnologia

Una delle prospettive più interessanti sia per chi produce vino, che per coloro che si dedicano soltanto alla sua degustazione, è la possibilità di utilizzare la tecnologia di nuova generazione a supporto del settore del vino – vedi ad esempio Trentiner. Grazie infatti a strumenti innovativi come ad esempio i dispositivi che appartengono all’internet delle cose e che, come tali, sono sempre interconnessi alla rete, è possibile poter selezionare terreni che presentino caratteristiche ottimali in relazione a specifici vitigni e particolari stagioni, predisporre sensori in grado di proteggere l’uva da agenti nocivi e insetti, utilizzare accessori che consentono di monitorare temperatura e acqua a disposizione della piantagione, nonché tantissime altre soluzioni che ovviamente dipendono dalle necessità che si desidera supportare.

Coloro che amano conoscere il vino troveranno negli strumenti IoT un valido alleato, per mezzo del quale poter scoprire ogni particolarità dell’uva e come ogni passaggio che porta alla produzione della bottiglia, sia di fondamentale importanza nel determinare il gusto finale.

Trovare vini di ottima qualità anche online

Gli amanti del vino passerebbero ore ed ore in un'enoteca a farsi incantare dai sapori e dagli odori dei vini che preferiscono, ma oggi anche per coloro che non hanno molto tempo per andare in giro ci sono diverse soluzioni. Un ottimo modo per velocizzare i tempi degli acquisti e non recarsi direttamente in un'enoteca tradizionale è quello di comprare online. Ebbene il mondo dell'e-commerce non solo continua ad espandersi ma è un canale che diventa sempre più gettonato anche dai più tradizionalisti.

Numerosi sono i siti che vendono vini anche pregiati direttamente online, con possibilità di scelta fra moltissimi vitigni, consegna a domicilio e spedizioni rapide. Acquistare di vino online è un buon affare, sia per quanto riguarda la comodità di scegliere i prodotti che interessano al cliente dal divano di casa o dall'ufficio in pausa pranzo, sia perché molto spesso vi sono delle offerte convenienti. I prezzi dei vini acquistati online infatti spesso risultano molto più vantaggiosi nonostante siano esattamente gli stessi identici prodotti che si trovano in enoteca. Questo accade per promuovere il mercato digitale e coinvolgere sempre più gente all'acquisto online.

Grazie a specifiche offerte, pacchetti, promozioni e limited edition, il cliente amante del vino potrà fare una vera e propria scorta dei suoi vini preferiti, tutto ciò senza doversi recare personalmente in enoteca. Scegliere un vino nuovo e mai provato non è consigliato, infatti solitamente le proposte che vanno per la maggiore online sono proprio quelle dei vini più conosciuti o comunque già provati almeno una volta. Il mercato dei vini e delle bevande online sta acquisendo un gran numero di compratori e molti preferiscono le enoteche online a quelle tradizionali.

I vantaggi dell’acquisto online del vino

Fare shopping dallo smartphone e dal pc di casa ha dei punti vantaggiosi, come appunto un grande risparmio di tempo e zero spostamenti, con tempi ridotti di spedizioni, spesso gratuite e consegna a domicilio. Certo, andare a scegliere un vino in un'enoteca tradizionale ha sempre un certo fascino, ma oggi che il mondo corre ad una velocità sicuramente più ritmica bisogna adeguarsi. Ormai su internet si trovano i siti di quasi ogni azienda commerciale esistente, proprio perché la gente preferisce guardare online prima di acquistare, comparare i prezzi, avere il tempo di decidere con calma e soprattutto farlo nei momenti liberi della giornata. Spesso la sera tardi ci si trova a navigare e a fare shopping online, proprio perché si ha il tempo e la voglia di dedicare qualche ora agli acquisti.

La vendita di vino online è un ottimo canale per trovare vini di buona qualità, provenienti da ogni regione (spesso anche da altri paesi) ed avere l'opportunità con un click di ricevere l'ordine a casa in pochi giorni. Un'idea per scovare le migliori occasioni e i prezzi eccezionali che altrimenti non si troverebbero in enoteca, con promozioni temporali e offerte dedicate. Un sito online di vendita vino ha sempre una vasta gamma di prodotti da presentare al cliente, con selezioni in vetrina e soprattutto è aperto 24 ore su 24. Ha sicuri metodi di pagamento, pagine facilmente navigabili, confezioni regalo, velocità nella registrazione degli ordini e nelle consegne. Un passo avanti nel futuro, guardando sempre qualità e risparmio.

Come acquistare i migliori vini d’annata

Il mondo dei vini d’annata è estremamente affascinante e per sapere scegliere il migliore prodotto, evitando di essere truffati, bisogna affidarsi a esperti che sono grado di garantire il reale valore del vino che si sta acquistando, guidando chi desidera avere una bottiglia pregiata nella scelta perfetta, senza cadere in errori dovuti magari all’inesperienza.

Per comprare bottiglie d’annata di altissima qualità è fondamentale farsi guidare da chi ne conosce più di tutti, l’Enoteca Properzio è un chiaro esempio in questo senso. Creata da una famiglia di veri intenditori, offre la migliore selezione di vini d’annata, da quelli più pregiati e rarissimi, fino a qualcosa di più abbordabile ma che comunque è unico nel suo genere. Se si vuole acquistare un vino pregiato per se stessi o per regalo, si potrà scegliere tra una selezione di 11.000 bottiglie, tra cui 1000 rarissime, impossibili da trovare altrove.

Con Enoteca Properzio sarà possibile conoscere un mondo, quello del vino, talmente vasto che lascerà a bocca aperta. Si potrà scegliere la bottiglia più adatta a seconda dei propri gusti e desideri, in base al tipo di alimento a cui vuole essere abbinato e ad altre variabili che solo i veri esperti conoscono. Le migliori etichette sono suddivise per territori, fasce di prezzo e tipologia di vino, così da avere una visione chiara del panorama in cui ci si sta addentrando.

I vini pregiati a portata di click

A disposizione tutte le migliori annate come Meroi, Villa Bucci, Allegrini, Paolo Bea, Velenosi Vini e tante altre. L’Enoteca della famiglia Angelini offre anche la possibilità di essere seguiti da un sommelier virtuale, che ascoltando le richieste dei clienti, aiuterà nella scelta della bottiglia più indicata, suggerendo anche le pietanze adeguate al tipo di vino scelto, così da poter godere di tutta l’essenza della bevanda. Se si desidera percorrere le vie dei migliori vini, basterà rivolgersi ad Enoteca Properzio e lasciarsi orientare tra strade e stradine di questo mondo.

Un vino pregiato non ha solo un alto valore economico, ma anche sensoriale, gustarlo risveglierà tutti e cinque i sensi, dalla vista all’olfatto, ognuno sarà coinvolto sorso dopo sorso. E proprio perché si tratta di una cosa tanto importante, non va acquistata in modo superficiale o con poca cura, rivolgendosi a chiunque. La prima scelta, in un acquisto del genere, infatti, è da chi comprare per essere certi di non sbagliare e per avere tutte le garanzie necessarie sui prodotti che si andranno a scegliere. Le bottiglie di vini pregiati sono gioie uniche, esclusive, regali che non tutti possono permettersi, proprio per questo devono saper essere scelte.

Dopo aver trovato la bottiglia perfetta, quella che soddisfa il desiderio che ha spinto all’acquisto, non resterà che assaporarla, degustarla, ma soprattutto viverla. Perché il vino è una magia che inebria i sensi, che una volta vissuta non vorrà più essere lasciata e dimenticata, ma ricordata per sempre o perlomeno fino al prossimo sorso.

La storia delle Cantine San Marzano

Il Negroamaro e il Primitivo sono i vini più importanti delle Cantine San Marzano, marchio che ha visto la luce all’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso grazie all’associazione di una ventina di vignaioli. Con il trascorrere degli anni, la cooperativa è cresciuta in modo sempre più consistente, al punto che attualmente può vantare circa 1.200 viticoltori associati. Parlare di vino pugliese, oggi, vuol dire fare riferimento a San Marzano: i numeri parlano di una produzione di 3 milioni di bottiglie all’anno, per un totale di 600 ettari vitati. I due vitigni rossi regionali più conosciuti in tutta Italia rappresentano l’eccellenza di questa realtà vinicola, ma meritano di non essere sottovalutati i vini bianchi di spessore, i rosati e i passiti, con la variante eccellente del Primitivo Passito.

La politica produttiva finalizzata al conseguimento dei più elevati standard di qualità si coniuga con l’essenza della Puglia più profonda: quella di San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto. Il territorio è quello del Salento: non la costa meridionale, ovviamente, ma la parte settentrionale, dove il clima è ideale per la viticoltura. Le vecchie vigne ad alberello da sempre sono uno dei simboli di San Marzano, e oggi gli appassionati hanno a disposizione una grande varietà di opzioni tra cui scegliere, con uve autoctone che vengono rivisitate in virtù di un approccio moderno. Ecco, allora, Collezione Cinquanta Vino Rosso d’Italia e Sessantanni Primitivo di Manduria DOP, ma anche Tramari Rosé di Primitivo Salento IGP, Edda Bianco Salento IGP e F Negroamaro Salento IGP.

Sono tutte invitanti e preziose testimonianze di una eccezionale versatilità enologica, ma anche la dimostrazione del valore e del potenziale delle uve che vengono coltivate in questo lembo di terra compreso tra il Mar Adriatico e il Mar Ionio. La barricaia si caratterizza per 3.000 barriques di rovere caucasico, americano e francese; insieme con la linea di imbottigliamento moderna e con l’interrato riservato allo stoccaggio dei vini è uno dei segreti di un’azienda che esporta i propri vini in più di 70 Paesi in tutto il mondo. Non solo mercati comuni come la Svizzera e il Regno Unito, ma anche poco prevedibili, come il Giappone o il Vietnam. I vini San Marzano arrivano anche negli Stati Uniti.

Per chi, invece, preferisce acquistare vino comodamente da casa, può trovare le Cantine San Marzano su Bibentes.com: è sufficiente connettersi a Internet e iniziare ad esplorare il catalogo dell’enoteca online per iniziare un viaggio tra le bottiglie più seducenti della Puglia.

 

Masciarelli e la valorizzazione dei vini abruzzesi

Quando si tratta di vini abruzzesi, forse i più esperti vi indicheranno sempre quelli prodotti dai vini abruzzesi di Masciarelli, da molto tempo ormai sinonimo di qualità e bontà perché si sente la passione e l’impegno che tale azienda mette nella produzione di queste bevande. Sapori intensi e colori vivaci, che se avete il piacere di assaporare potete comodamente acquistare su www.tannico.it.

I monti e il mare

L’Abruzzo è una regione molto particolare: il suo entroterra è molto montuoso, fatto praticamente solo di montagne anche piuttosto alte e colline, ma al contempo affaccia sull’Adriatico, presentando un lungo e frastagliato litorale. Questa regione, posizionata geograficamente al Centro dell’Italia ma legata storicamente e culturalmente al Sud, è quindi molto interessante e tutte queste variazioni di paesaggio fanno sì che ci siano variazioni anche dal punto di vista enologico.

Differenze date da variazioni climatiche. Sulla costa abbiamo i tipici climi costieri mediterranei, che rimangono miti e ventilati anche in inverno. Ma basta percorrere pochi chilometri e giungere nell’entroterra per avere temperature freddissime in inverno, i climi tipici dell’appennino. Ma la cosa davvero straordinaria è che, nonostante questi climi, la maggior parte della produzione dei vini abruzzesi avviene sui colli dell’appennino, quelli che precedono le montagne (si parla del 90%) e il resto viene fatto direttamente sugli appennini.

L’Abruzzo è quindi costernato di vitigni autoctoni, per cui tra i vini bianchi i più coltivati sono il Trebbiano d’Abruzzo, il Pecorino, la Passerina, il Montonico. Tra i rossi abbiamo invece il Sangiovese e il Montepulciano, che in questa regione esprimono tutto il loro potenziale. Tutto questo, però, va assaggiato e bevuto con la certezza della qualità assoluta e nella regione abruzzese se si cerca qualità, l’azienda cui rivolgersi è la Masciarelli.

Masciarelli Tenute Agricole

La Masciarelli Tenute Agricole venne fondata nel 1981 a San Martino sulla Marruccina (Chieti), in luoghi ricchi di cultura e storia. L’attuale capo, ancora parte della famiglia Masciarelli, è Giuseppe che dimostra ancora quella passione e quell’impegno tipici dei suoi predecessori, rimanendo legato al vino e alla sua amata terra abruzzese. Giuseppe porta avanti la ditta cercando innovazione tecnologica nella produzione, ma questo per lui non significa per forza rinunciare alla tadizione e, soprattutto, non significa andare contro l’ambiente. Linea di punta odierna è la Marina Cvetic che è frutto di una collaborazione tra il Masciarelli e sua moglie che, appunto, si chiama Marina.

Tutto però nasce a Gianni Masciarelli, fondatore dell’azienda, che dal suo nonno da parte di madre Umberto eredita l’amore per le vigne e per il vino, e fin da un’età molto giovane inizia progetti ed esperimenti con l’uva, avendo come scopo la valorizzazione dell’Abruzzo e dei suoi vini, portandoli però allo stesso tempo al di fuori dei confini italiani.

Portare a termine questo scopo per Gianni significava solo una cosa:
innovare continuamente. E non a caso fu proprio la ditta Masciarelli Tenute Agricole a portare per la prima volta in Abruzzo il sistema Guyot per l’allevamento e anche l’utilizzo delle botti di rovere francese per rendere più fini e pregiati il Montepulciano e il Trebbiano.

Gianni Masciarelli aveva solamente vent’anni quando operò la sua prima vendemmia estiva di Champagne, che segnerà definitivamente la sua strada e lo porterà, nell’Ottantuno, a fondare la ditta omonima che inizia la sua vita producendo proprio Trebbiano e Montepulciano. Il successo fu praticamente immediato, al punto che già due anni topo – nel 1983 – si producono oltre 9000 bottiglie, un traguardo davvero impressionante.

È del 1984, poi, il Villa Gemma Rosso: si tratta di un particolare Montepulciano che Gianni ottiene con l’uva San Martino e capisce che quello è il nuovo modo di fare vino e che, è il suo stile, il suo marchio di fabbrica. Inoltre, sempre al fine di valorizzare l’Abruzzo, sceglie i vigneti più vecchi e meno produttivi per rilanciarli, definendo quindi le sue due cantine: quella di cemento (la fabbrica) e quella del cielo, la vigna.

 

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