Il Futuro della Tecnologia: Innovazioni Che Rivoluzioneranno il Nostro Mondo

Cosa ci aspetta nel futuro della tecnologia? Di seguito, scopriremo insieme una serie di innovazioni che potrebbero rivoluzionare la nostra vita. D'altronde, il progresso tecnologico è riuscito a trasformare il mondo in cui viviamo, a più riprese. Le innovazioni tecnologiche dei nostri tempi sono molto più rapide e si evolvono con una certa facilità.

Tale processo è abbastanza naturale, dato che ogni introduzione può essere sostituita con una certa rapidità da un'altra più intuitiva rispetto alla precedente. Le novità sono in grado di assistere la vita umana in numerosi aspetti, così come può fare anche la scienza. Tendiamo a usare tecnologie che hanno dato il via a ulteriori possibilità senza mai fermarci. Le innovazioni seguenti possono avere il potere di cambiare il mondo, rendendolo più semplice e tecnologico.

L'intelligenza artificiale

Si parla molto in questo periodo dell'intelligenza artificiale, una tecnologia molto potente che è già in uso in numerosi ambiti. Le IA stanno entusiasmando il mondo tecnologico e chiunque avverta l'esigenza imminente di migliorare la propria vita con alcuni piccoli accorgimenti.

Le intelligenze artificiali e il miglioramento nella sanità, nella diagnosi e nel trattamento, sono uno degli esempi più importanti della rivoluzione tecnologica del periodo storico nel quale stiamo vivendo. Il miglioramento delle diagnosi e dei trattamenti sanitari grazie all'utilizzo delle IA è evidente, con un notevole impatto sui tempi di diagnosi delle malattie. La tempestività nel diagnosticare una malattia è molto importante per cercare di curare quanto prima i pazienti. Le tecnologie indossabili e vari dispositivi medici tendono a diventare sempre più efficaci e precisi.

La ricerca di una città sempre più connessa, dalla mobilità sostenibile

Nel corso degli ultimi anni, vengono progettate città connesse e auto che si guideranno autonomamente. I trasporti in alcune città europee sono già in evoluzione, dato che sono stati introdotti i primi mezzi a guida autonoma. Neanche questo settore può essere escluso dalla rivoluzione tecnologica che seguirà nei prossimi anni. Persino la gestione del traffico rientrerà in un sistema tecnologico all'avanguardia, in modo da controllare al meglio le difficoltà del traffico. Le macchine elettriche potranno diventare molto più accessibili e convenienti rispetto a quelle in dotazione.

Le tecnologie e la loro eticità

È molto entusiasmante rendersi conto di un mondo più tecnologico e autonomo. Queste tecnologie pensanti come impatteranno sulla società? È essenziale fornire delle risposte adeguate. La preoccupazione maggiore riguarda il futuro del lavoro, visto che molte persone rischiano di perdere le loro mansioni. Non mancano i patemi neanche per quanto concerne la privacy e la sicurezza delle persone. Sono temi fondamentali, ai quali non si è data ancora una vera risposta.

Dovresti tenere conto dell'etica delle nuove tecnologie, sempre più in grado di agire in perfetta autonomia. In un futuro non più così remoto, le macchine saranno capaci di prendere decisioni sulla vita delle persone. Un tema del genere assume una rilevanza determinante e potrebbe

Soluzioni all'insegna della sostenibilità ambientale

Una tecnologia avanzata perde di significato se non viene accompagnata da soluzioni in grado di facilitare la sostenibilità ambientale. Grazie all'utilizzo di energie rinnovabili e di biotecnologie, la vita sulla Terra può subire numerose modifiche e ognuno di noi deve fare in modo che tutto vada per il verso giusto.

Nel caso in cui l'intelligenza artificiale o qualsiasi altra tecnologia innovativa non rispetti determinati standard, i rischi sono molto elevati. La creazione di un nuovo mondo equo e sostenibile ti permette di accedere a una società nella quale la tua vita può essere valorizzata. Ogni dettaglio può rivoluzionare la realtà nella quale stiamo vivendo e dobbiamo essere preparati a qualsiasi evenienza.

Franciacorta: caratteristiche principali e abbinamenti consigliati

Il Franciacorta è uno dei vini spumanti italiani più noti in assoluto. La denominazione di questo prodotto DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) deriva dal territorio di produzione, la Franciacorta, una delle zone spumantistiche più importanti insieme all’Oltrepò Pavese, il Trentino, l’Astigiano e la Valdobbiadene. Geograficamente è una zona collinare che si trova tra Brescia e l’estremità meridionale del Lago d’Iseo.

Per inciso, il nome della zona in questione non ha niente a che vedere con la Francia; è soltanto il risultato di variazioni linguistiche dell’espressione latina “curtes francae” ovvero corte franca, cioè libera da imposte. Nel XV sec. questo territorio, in buona parte paludoso, era infatti sotto il dominio della Repubblica Veneta che lo esentò dal pagamento delle tasse.

Oggi il disciplinare di produzione dello spumante Franciacorta comprende l’intero territorio di quattordici comuni e parte di altri sei, tutti in provincia di Brescia.

Franciacorta: un vino eccelso

Una caratteristica del vino Franciacorta che ci dà l’idea del suo eccelso livello qualitativo e del suo grado di apprezzamento è che è uno dei pochi vini che, in base ai regolamenti della Comunità Europea, può indicare in etichetta soltanto il nome, ovvero Franciacorta. Non è cioè richiesta, come nel caso di altri prodotti vinicoli, l’aggiunta della dicitura DOCG. Questo privilegio è concesso soltanto ad altri due vini italiani, il Marsala e l’Asti.

Il Franciacorta si caratterizza per il fatto che la sua produzione può essere effettuata soltanto con il “Metodo Classico” che si contrappone al “Metodo Charmat” (altresì noto come “Metodo Martinotti”). Semplificando al massimo, la differenza fra questi due metodi di spumantizzazione è che nel primo la presa di spuma avviene direttamente in bottiglia, mentre nel secondo caso in autoclave.

Franciacorta: Bianco, Rosé e Satèn

Il disciplinare di produzione del Franciacorta prevede tre tipologie di spumante: Bianco, Rosé e Satèn.

Una volta pronti per l’immissione al consumo questi vini devono avere determinate caratteristiche.

Il Bianco, dal colore giallo paglierino, ha un odore molto fine, delicato, ampio e complesso. Il sapore è sapido, fresco, fine e armonico. Il Rosé, dal colore rosa, ha un odore fine, delicato, ampio e complesso, con sentori caratteristici del Pinot nero. Il sapore è sapido, fresco, fine e armonico. Il Satèn ha un colore giallo paglierino intenso, odore fine e delicato e un sapore sapido, cremoso, fine e armonico.

Per quanto concerne l’odore, tutte e tre queste tipologie hanno note proprie della rifermentazione in bottiglia. Per quanto concerne i vitigni, quelli che è possibile utilizzare per la produzione di questi vini sono lo Chardonnay, il Pinot nero, il Pinot bianco e l’Erbamat. Quest’ultimo è stato aggiunto da pochi anni al disciplinare di produzione. Si tratta di un vitigno autoctono già coltivato nel XVI sec. e in seguito abbandonato. È stato riscoperto di recente e inserito nel disciplinare in quanto potrebbe rivelarsi una buona soluzione alle problematiche indotte dai cambiamenti climatici. L’innalzamento delle temperature medie estive ha infatti gradualmente anticipato le vendemmie dei vitigni Pinot e Chardonnay, cosa che va a scapito del contenuto di acidità. Alcuni studi hanno indicato che l’Erbamat può apportare acidità e finezza, da qui la sua introduzione nel disciplinare.

Gli abbinamenti gastronomici

La temperatura di servizio di un Franciacorta va dai 6 agli 8 °C. Per quanto riguarda più specificamente gli abbinamenti, un Franciacorta Bianco è perfetto per accompagnare ricette dal sapore delicato a base di pesce, che si tratti di antipasti, primi o secondi.

Il Franciacorta Rosé, invece, può essere abbinato a ricette di pesce e verdure dal sapore più intenso. È ottimo anche per accompagnare i piatti a base di carni bianche e rosse. Va benissimo anche abbinarlo ai risotti. Il Franciacorta Satèn è la scelta ideale per i piatti a base di frutti di mare o di pesce. Ottimo l’abbinamento coi risotti delicati così come va benissimo per accompagnare la degustazione di formaggi non eccessivamente saporiti. Lo si può inoltre proporre come accompagnamento ai piatti a base di pasta al forno. 

Per quanto riguarda i dessert, la scelta più indicata fra le tre tipologie è il Rosé.

Cronache inebrianti: un viaggio attraverso i secoli nella storia dell’alcool

L’utilizzo dell’alcool risale all’antichità, quando l’uomo scoprì il potere della fermentazione e ne fece uso per scopi sociali, religiosi e medicinali. Da quel momento in poi, l’alcool ha giocato un ruolo centrale nella cultura dell’uomo evolvendo nel corso dei secoli e influenzando società, economia e tradizioni. In questo articolo, ci addentreremo in un viaggio attraverso i secoli nella storia dell’alcool, esplorando le sue origini, le antiche civiltà, il Medioevo, l’epoca delle esplorazioni, il proibizionismo e l’industria delle bevande alcoliche.

 

Origini e scoperta

Le prime tracce dell’utilizzo di bevande alcoliche risalgono agli albori della civiltà umana. I nostri antenati scoprirono accidentalmente o intenzionalmente il processo di fermentazione, quando frutta e cereali lasciati a contatto con l’ambiente iniziavano a fermentare, producendo bevande con una componente alcolica. Inizialmente, queste bevande furono utilizzate in contesti religiosi e cerimoniali, ritenute doni degli dei o strumenti per comunicare col divino. Nel corso del tempo, queste bevande trovano applicazioni anche a scopi medicinali, usate per curare malattie e alleviare il dolore.

 

Alcol nell’antichità

Nell’antichità, le bevande alcoliche divennero una parte importante della cultura di varie civiltà. Nell’antica Mesopotamia, la birra era ampiamente prodotta e consumata, e persino i testi cuneiformi riportano ricette per diverse varietà di birra. In Egitto, il vino era considerato un dono divino e aveva un ruolo significativo nelle celebrazioni e nei riti funerari. La Grecia antica celebrava il dio Dioniso attraverso feste ed enigmatici misteri, mentre a Roma il vino era centrale nei banchetti e nelle feste.

 

Alcol nel Medioevo

Durante il periodo medievale, i monasteri divennero importanti centri di produzione di bevande alcoliche, specialmente birra e vino. I monaci raffinarono le tecniche di fermentazione e migliorarono la qualità delle bevande, trasformandole in prodotti ricercati. Tuttavia, con l’aumentare del consumo di alcol nelle società, sorse la preoccupazione riguardo all’abuso e alla condotta immorale. Questo portò alla promulgazione di leggi locali che regolavano la vendita e il consumo di alcolici in alcune regioni.

 

Esplorazione e commercio

L’era delle esplorazioni nel Nuovo Mondo portò alla scoperta di nuove bevande alcoliche. Il rum, prodotto dalle Americhe, divenne una parte essenziale del commercio transatlantico. Nel frattempo, l’Irlanda e la Scozia diedero i natali a uno degli alcolici più iconici: il whisky. Queste nuove bevande alcoliche influenzarono le tradizioni di consumo in tutto il mondo, creando nuove opportunità di scambio e interazione culturale.

 

Proibizionismo e riforma

Nel XIX e XX secolo, emerse il movimento proibizionista, con l’obiettivo di vietare il consumo e la produzione di alcolici per ragioni sociali e morali. Gli Stati Uniti furono uno dei paesi che sperimentarono il proibizionismo, ma questo portò a problemi di contrabbando e alla crescita della criminalità organizzata. In seguito, ci fu una transizione verso leggi più moderate e regolamentazioni, focalizzandosi sulla riforma dell’industria delle bevande alcoliche e sulla promozione di un consumo più responsabile.

 

L’industria delle bevande alcoliche

L’alcool ha avuto un impatto significativo sulla cultura e sulla società in tutto il mondo. Le bevande alcoliche sono spesso associate a momenti di festa, celebrazione e condivisione tra amici e familiari. Inoltre, col passare del tempo, l’industria delle bevande è cresciuta esponenzialmente, passando da produzioni locali a grandi aziende multinazionali. Il settore è diventato un mercato globale, con una vasta gamma di bevande alcoliche disponibili per i consumatori. Questo ha comportato benefici economici ma anche sfide, come la concorrenza e la necessità di promuovere il consumo responsabile.

 

Tendenze contemporanee: nuovi giri di bicchiere

Nel panorama delle bevande alcoliche moderne, le tendenze stanno cambiando. Sempre più persone sono alla ricerca di esperienze uniche, bevande artigianali e mixology creativa. In questo contesto, potresti trovare ispirazione con l’arte della mixology, una vera e propria magia di sapori in ogni bicchiere. 

 

La storia dell’alcool: un affascinante intreccio di scoperte

La storia dell’alcool è un affascinante intreccio di scoperte, tradizioni culturali, sfide sociali ed evoluzione industriale. Dalle sue umili origini nella fermentazione casuale, questa bevanda è diventata un elemento centrale nelle vite delle persone. Tuttavia, la sua storia è anche segnata da momenti di conflitto e riforma, mentre la società cerca di bilanciare i benefici delle bevande alcoliche con i rischi associati al loro abuso. Nell’attuale panorama, con nuove tendenze e preoccupazioni sulla salute, fare un viaggio attraverso i secoli nella storia dell’alcool ci insegna a godere dei suoi doni senza mai trascurare il senso di responsabilità.

Esplorando l’ampia gamma di portabottiglie di Showine: Un connubio di stile e materiali di alta qualità

Showine, l’affermato e-commerce specializzato nel settore, ha trasformato l’arte di conservare e presentare le bottiglie di vino in un’esperienza affascinante grazie alla sua ampia gamma di portabottiglie. L’azienda pone una particolare attenzione alla qualità dei materiali e al design, offrendo una vasta selezione di portabottiglie realizzati in legno, metallo, pietra e plexiglass.

Portabottiglie di Showine: materiali e qualità

I portabottiglie offerti da Showine non solo garantiscono una conservazione adeguata, ma aggiungono anche un tocco di eleganza e stile all’ambiente circostante. Ogni portabottiglie è progettato con cura per esaltare la bellezza delle bottiglie di vino e creare un punto focale visivamente affascinante. Sia che tu desideri esporre la tua migliore selezione di vini in cantina o creare un’elegante vetrina nel tuo salotto, Showine ha la soluzione perfetta per te.

I materiali di alta qualità utilizzati nella produzione dei portabottiglie assicurano una durata nel tempo e una protezione adeguata per le tue bottiglie. Ogni dettaglio, dall’ergonomia alla stabilità, viene curato con attenzione per garantire una presentazione impeccabile. Inoltre, la varietà di materiali disponibili consente di scegliere un portabottiglie che si adatti al tuo stile e all’atmosfera che desideri creare.

Le tipologie

Con Showine, puoi trasformare la conservazione e la presentazione delle tue bottiglie di vino in un’esperienza esteticamente piacevole. I portabottiglie offerti dall’azienda sono un connubio di funzionalità e design, consentendoti di esporre e conservare le tue bottiglie con orgoglio. Che tu sia un appassionato collezionista o desideri semplicemente valorizzare il tuo amore per il vino, Showine ti offre la soluzione ideale per soddisfare le tue esigenze estetiche ed espositive.

Portabottiglie in legno

Un’elegante fusione di tradizione e calore naturale Showine propone una collezione di portabottiglie in legno che incanta gli amanti dello stile classico e rustico. Realizzati con legni pregiati, come quercia o mogano, questi portabottiglie esprimono un senso di calore e tradizione. La varietà di forme e dimensioni consente di adattarsi a diversi spazi, dal soggiorno all’enoteca personale.

Portabottiglie in metallo

Un’armonia tra robustezza e modernità Per gli amanti del design moderno e minimalista, Showine propone portabottiglie in metallo che incarnano una sensazione di robustezza ed eleganza contemporanea. Realizzati in acciaio inossidabile lucidato o con finiture speciali, questi portabottiglie offrono una soluzione elegante e duratura per conservare e mettere in mostra le bottiglie di vino.

Portabottiglie in pietra

Showine si distingue anche per la sua collezione di portabottiglie in pietra, che aggiungono un tocco di raffinatezza e originalità all’ambiente. Realizzati con pietre naturali, come il marmo o il granito, questi portabottiglie uniscono l’estetica elegante alla resistenza duratura. Ogni portabottiglie in pietra è un’opera d’arte unica, poiché i dettagli naturali delle pietre conferiscono un carattere distintivo a ciascun pezzo.

Portabottiglie in plexiglass

Trasparenza moderna e versatilità Per un’estetica moderna e minimalista, Showine offre una selezione di portabottiglie in plexiglass. Questi portabottiglie si distinguono per la loro trasparenza cristallina, che mette in risalto le bottiglie di vino come vere opere d’arte. La versatilità del plexiglass permette di creare forme e design unici, trasformando la presentazione delle bottiglie in un’esperienza visivamente affascinante.

 

Perché scegliere Showine

Showine, attraverso il suo e-commerce specializzato, offre un’ampia gamma di portabottiglie in diversi materiali come legno, metallo, pietra e plexiglass. Ogni materiale offre un’esperienza di conservazione unica, combinando stile, eleganza e funzionalità. Sia che tu preferisca l’atmosfera calda del legno, l’armonia moderna del metallo, l’incanto naturale della pietra o la trasparenza versatile del plexiglass, Showine ha il portabottiglie perfetto per soddisfare i tuoi gusti e le tue esigenze. Esplora la loro collezione e trasforma la tua esperienza di conservazione del vino in un’opera d’arte.

Vino e calorie: quello che dovresti sapere

Quando si tratta di vino e calorie, è importante considerare che la maggior parte dei vini contiene un certo numero di calorie a causa del suo contenuto alcolico. Tuttavia, alcuni vini tendono ad avere un contenuto calorico leggermente inferiore rispetto ad altri. Se stai cercando di ridurre l'apporto calorico durante la tua dieta, potresti voler optare per alcune opzioni di vino più leggere. Tuttavia, ricorda che la moderazione è fondamentale, poiché l'eccessivo consumo di alcol può influire negativamente sulla salute.

Insieme al dietologo di Udine Dott. Mauro Meloni cercheremo di capire come andare ad inserire il vino in modo salutare nella dieta, senza andare ad impattare troppo sul bilancio giornaliero delle calorie.

H2 – Quali sono i vini con meno calorie? Mentre le calorie possono variare leggermente a seconda del produttore e delle caratteristiche specifiche del vino, di seguito sono elencati alcuni dei vini generalmente considerati con meno calorie per calice (in genere 150 ml):

  1. Vino bianco secco: il vino bianco secco, come il Pinot Grigio o il Sauvignon Blanc, solitamente contiene circa 120-140 calorie per calice.
  2. Vino rosato secco: il vino rosato secco ha un contenuto calorico simile al vino bianco secco, con una media di circa 120-140 calorie per calice.
  3. Champagne: lo champagne o lo spumante secco sono spesso scelte popolari per festeggiamenti e brindisi, e contengono solitamente circa 90-100 calorie per calice.
  4. Vino rosso leggero: alcuni vini rossi più leggeri, come il Pinot Noir o il Chianti, hanno un contenuto calorico medio di circa 135-165 calorie per calice.
  5. Vino frizzante: i vini frizzanti, come il Prosecco o lo Champagne demi-sec, hanno una quantità di calorie simile allo champagne, con una media di circa 90-100 calorie per calice.

Ricorda che questi valori possono variare in base al produttore e alle specifiche del vino. È sempre consigliabile leggere le informazioni nutrizionali specifiche sulle etichette dei vini per avere una valutazione accurata delle calorie.

Vino e dieta possono convivere?

Il vino può essere parte di una dieta equilibrata e salutare se consumato con moderazione. Anche se contiene calorie, bere vino con moderazione può far parte di uno stile di vita sano. Tuttavia, è importante tenere conto dell'apporto calorico complessivo e delle proprie esigenze caloriche giornaliere. È fondamentale mantenere una moderazione nell'assunzione di alcol e bilanciare l'apporto calorico complessivo con una dieta equilibrata e uno stile di vita attivo.

Come scegliere un vino con meno calorie per la tua dieta

Se desideri scegliere un vino con meno calorie per la tua dieta, puoi prendere in considerazione i seguenti suggerimenti:

  1. Opta per vini bianchi secchi o rosati secchi anziché vini dolci o liquorosi, che tendono ad avere un contenuto calorico più elevato.
  2. Cerca vini con un contenuto alcolico più basso, poiché l'alcol contribuisce alle calorie totali del vino.
  3. Leggi le informazioni nutrizionali sull'etichetta del vino, quando disponibili, per avere una stima delle calorie.
  4. Limita le porzioni e bevi con moderazione. Un calice standard di vino è solitamente considerato di 150 ml.

Ricorda che la scelta di un vino con meno calorie non dovrebbe sostituire una dieta equilibrata e uno stile di vita sano.

Scatole per alimenti personalizzate con logo: come progettarle

Ti è mai capitato di ordinare del cibo a domicilio e di ritrovare casa circondata da scatole che fino a qualche minuto fa contenevano cibo?

Queste "scatole" che contenevano un'italianissima pizza, un’orientale pokè o il classico hamburger da fast-food, si saranno sicuramente accumulate mentre tu eri con la pancia piena e il packaging contornava prelibatezze. Questi ultimi, non sono altro che scatole per alimenti, una soluzione per conservare il cibo in modo impeccabile ma non solo!

Come tutte le scatole per alimenti che si rispettino, possono (e devono!) essere un biglietto da visita perfetto! Come? In questo articolo lo scoprirai.

SCATOLE PER ALIMENTI: COSA SONO

Partiamo dalle basi. Le scatole per alimenti sono contenitori utilizzati per confezionare, proteggere e trasportare cibo e bevande. Attualmente, ci sono molti contenitori disponibili, innovativi o classici, in diverse forme, dimensioni e materiali, a seconda delle esigenze dell'azienda alimentare e delle preferenze del consumatore.

Quasi ogni giorno facciamo esperienza di packaging legati al cibo. Le scatole per alimenti, lo suggerisce il nome stesso, sono molto utilizzate nel settore della ristorazione e della gastronomia, sia per il take away che per il delivery – come abbiamo preso in esempio a inizio articolo. Grazie alle scatole per alimenti, è possibile conservare e trasportare in sicurezza cibi e bevande senza sprecare tempo e risorse.

Le scatole per alimenti possono essere realizzate in vari materiali; ad esempio, le scatole in cartone sono leggere, economiche e personalizzabili, ma non sono adatte a contenere cibi umidi o grassi.

Ma a proposito di personalizzazione…

Le scatole per alimenti possono quindi essere personalizzate con il logo? Certo, ovvio che si! Questo è un modo efficace per promuovere la marca e migliorare la visibilità del prodotto!

SCATOLE PER ALIMENTI PERSONALIZZATE

Le scatole per alimenti personalizzate hanno tutti quegli elementi essenziali per farsi riconoscere nell’immediato.

“I’m Loving It!” se la stai leggendo canticchiando, allora il logo sulla confezione lo hai ben presente nella tua mente.

Questi dettagli apparentemente solo grafici sono, per le aziende che operano nel settore alimentare e della ristorazione, elementi indispensabili. Il branding, infatti, è un fattore chiave per il successo dell'azienda, e le scatole per alimenti personalizzate rappresentano una grande opportunità per promuovere il marchio in modo efficace ed economico. Avere un logo, poi, (e quindi avere la possibilità di avere scatole per alimenti personalizzate) fa sì che l'azienda possa comunicare la propria identità visiva e i valori del marchio in modo immediato e diretto. Il design delle scatole per alimenti può essere personalizzato in base alle esigenze dell'azienda e alle preferenze del consumatore, creando un'esperienza di acquisto completa e soddisfacente.

COS’E’ UN LOGO

“Un logo è un simbolo, un'immagine o un marchio grafico che rappresenta un'azienda, un'organizzazione o un prodotto.”

Il logo, dunque, è un elemento che aiuta a farti fare scacco matto nel marketing, ma saperne creare uno ad hoc per le scatole per alimenti personalizzate è importante; il design deve essere accattivante, e deve preferibilmente riflettere come uno specchio quale è l'immagine che il brand vuole comunicare. Ecco perché di seguito troverai alcuni consigli per aiutarti a progettare le tue scatole personalizzate con logo.

  • Come elemento di design, la creazione di un logo è un processo creativo che richiede una pianificazione e una progettazione attenta. Si parte con il brainstorming di idee, bozze che da idee diventano disegni, ricerche e analisi e si inizia a far luce su quel simbolo che si avvicina di più a quello che le parole non possono dire.
  • Il colore: perché se il colore è emozione è anche un elemento cruciale nel packaging;  vedere una palette comporta un forte impatto sulla nostra esperienza visiva de questo può influenzare la mia decisione d’acquisto.
  • Il font, che ha alla base il medesimo principio del colore: emozione e attenzione. La scelta del font giusto può influenzare ciò che vediamo in un packaging e la percezione del prodotto; è importante scegliere un font che sia facilmente leggibile.
  • Raffinare e testare il logo, che è una fase di prototipazione durante la quale il logo viene mostrato a persone che non sono coinvolte per ottenere feedback.

PACKLY: IL PARTNER PER CREARE SCATOLE PER ALIMENTI PERSONALIZZATE

Se vai sul sito Pack.ly troverai il partner ideale per la progettazione e la produzione di scatole per alimenti personalizzate con logo. Packly, infatti, offre un'ampia gamma di soluzioni di packaging per il settore alimentare, con la massima qualità e personalizzazione a prezzi competitivi. Con Packly puoi creare scatole personalizzate in modo rapido e semplice utilizzando il software di progettazione; basta scegliere il modello, inserire le dimensioni di cui hai bisogno e caricare grafica e logo. Il gioco è fatto! Ecco pronto il tuo packaging alimentare personalizzato in pochi, semplici e veloci passi.

A che temperatura va conservato e servito il vino?

La qualità e le caratteristiche organolettiche di un vino dipendono da diversi fattori, quali la qualità delle uve, le tecniche di vinificazione, i materiali utilizzati, ma anche dalla temperatura. Infatti, sia la temperatura di conservazione che quelle alle quali il vino viene servito, influenzano in modo evidente le caratteristiche organolettiche del vino.

Ad ogni vino quindi corrisponde la sua temperatura ideale di conservazione e di servizio, che non deve essere quindi né troppo bassa né troppo alta.

Sicuramente un vino bianco avrà bisogno di una temperatura più fredda rispetto ad un vino rosso invecchiato che ama la temperatura ambiente. Per questo motivo, non è corretto conservare il vino al frigorifero, che lavora solitamente ad una temperatura troppo bassa, ma se non si ha a disposizione una cantina, sarebbe meglio procurarsi una cantinetta vino, dove è possibile regolare la temperatura così da ricreare l’ambiente ideale per tutte le tipologie di vino.

A quale temperatura conservare e servire il vino?

Uno dei fattori chiave che permette la corretta maturazione di un vino, è la temperatura di conservazione. Infatti, i vini non vanno conservati tutti alla stessa temperatura. Oltre alla scontata differenza tra vini rossi, vini bianchi, rosé e frizzanti, nelle stesse macro-categorie le temperature differiscono a seconda che si tratti di un vino invecchiato oppure un vino più giovane.

Ma precisamente, a quali temperatura vanno conservati i vini?

I vini rossi non amano particolarmente il freddo e prediligono temperatura più alte, le quali oscillano dai 12 ai 18 gradi. Qualcuno di questi vini richiede temperature un po più basse, tra i 10 ed i 12 gradi, ma generalmente la temperatura di conservazione non deve essere mai più bassa di 11° e più alta di 18° o al massimo 20°C. Precisamente, possiamo dividere i vini rossi in due categorie:

  • I vini rossi giovani: i quali contengono meno tannini, vanno serviti a temperature più basse, comprese tra i 14 ed i 16 gradi, così da esaltare le caratteristiche più fruttate e di freschezza floreale;
  • I vini rossi invecchiati: quest’ultimi contengono più tannini, e per sprigionare la loro complessità organolettica, necessitano di temperature più alte, comprese tra i 16 ed i 18 gradi.

Anche i vini novelli, essendo poveri di tannini, possono essere tenuti a temperature più fresche senza perdere le loro qualità, anche se è consigliato non scendere sotto i 12° C e non andare oltre i 14° C.

Il vino bianco invece, si conserva molto bene ad una temperatura inferiore, ma comunque più alta rispetto ai 6°-7°, ovvero la normale temperatura di un frigorifero.

Quindi a meno che non si disponga di una cantinetta frigo, in grado di mantenere i vini alla temperatura ideale, è meglio tirar fuori le tue bottiglie dal frigo ed aspettare qualche minuto, prima di servire il tuo vino bianco ad una temperatura compresa tra gli 8 ed i 12 gradi. Anche in questo caso, esistono due categorie di vini bianchi:

  • I vini bianchi giovani e freschi, i quali vanno bevuti entro pochi mesi dall’imbottigliamento, e vanno serviti entro un range di temperatura compreso tra gli 8 ed i 10 gradi.
  • I vini bianchi più strutturati che, essendo più maturi, necessitano di una temperatura un pochino più alta e compresa tra i 10 ed i 12 gradi.

I vini rosé hanno un po’ le caratteristiche dei bianchi ed un po’ quelle dei rossi e per questa ragione vanno serviti ad una temperatura compresa tra i 12 ed i 14 gradi, ovvero intermedia tra la temperatura di servizio dei bianchi e quella dei rossi.

Infine, i vini frizzanti sono quelli che per esprimersi al meglio hanno bisogno delle temperature più basse. Anche in questo caso possiamo dividere i vini con le bollicine in due categorie, quelli più giovani che necessitano di una temperatura più bassa, e compresa tra i 4 ed i 6° C, mentre prosecco, spumanti e champagne che essendo più maturi vanno tenuti in un range di temperatura compreso tra i 6 e gli 8 gradi.

Quindi conservare il vino al frigo, non è mai una buona idea. Ogni vino necessita di una determinata temperatura per sprigionare tutte le proprie caratteristiche organolettiche e rendere piacevoli le tue degustazioni.

Le ricette e i cocktail con Gin Mare

Gin Mare è il primo gin mediterraneo che rappresenta una vera delizia per gli appassionati del genere. Uno dei cocktail più buoni che si possano preparare con questo gin è il Med in the City, che aggiunge un finale croccante a meravigliose note agrumate. Per prepararlo servono 50 ml di Gin Mare, 15 ml di succo di limone, 15 ml di gum syrup, 10 ml di Tio Pepe Sherry, 3 foglie di basilico fresco e 2 dash di Bitter all’arancia. Per chi, invece, ama i sapori floreali e dolci, il cocktail da realizzare con Gin Mare è Aviation Gin & Tonic: in questo caso servono 50 ml di Gin Mare, 5 ml di succo di limone, 15 ml di liquore alla violetta, 200 ml di acqua tonica e 5 ml di liquore al maraschino.

Che cos’è il Gin Mare

Il Gin Mare è originario della Spagna, e più precisamente di Vilanova I La Geltru, una piccola località situata a pochi passi da Barcellona, affacciata sulle acque del mar Mediterraneo. La distilleria iberica realizzò il suo primo gin agli inizi degli anni ’40 del secolo scorso. A più di 80 anni di distanza, il Gin Mare continua a essere uno dei gin più venduti in Spagna. Frutto di continue ricerche e sperimentazioni, il Gin Mare contiene varie erbe botaniche ed è stato sviluppato con la collaborazione della Global Premium Brands.

Come viene realizzato questo gin

A Vilanova I La Geltru il famoso Gin Mare viene prodotto con un alambicco fiorentino da 25 litri. È di non meno di 4 ore la durata del processo di distillazione, che è preceduto da quasi un anno di maturazione degli agrumi, mentre le erbe botaniche vengono lasciate in infusione per 36 ore. La distillazione viene effettuata 200 litri alla volta, mentre gli scarti toccano i 100 litri. Il passaggio conclusivo consiste nell’aggiunta di spiriti neutri e acqua nel corso delle distillazioni, che in tutto sono sei.

Perché Gin Mare è un gin mediterraneo

L’attributo di mediterraneo per il Gin Mare è stato assegnato a ragion veduta. Infatti, risaltano al naso i diversi odori caratteristici della zona, con una varietà davvero ampia di erbe botaniche che oscillano tra le foglie di oliva e il rosmarino, passando per il timo e il ginepro. Quello che si sperimenta è un tocco al palato davvero originale e speciale, con la brezza marina fresca che viene rievocata in maniera istantanea dall’accento saporito e aromatico. Il consiglio è di gustare il Gin Mare con i cocktail migliori a base di gin, come per esempio il London Mule e il Gin Mare Tonic.

Dove si compra

Per comprare online il Gin Mare si può fare riferimento al sito web dei Fratelli Mazza, marchio noto in tutta la Sicilia per la sua lunga esperienza maturata nel settore dei vini e dei distillati. Una caratteristica peculiare di questa azienda è la ricerca di produzioni poco note, ma di valore assoluto, secondo l’idea di voler scoprire le eccellenze siciliane, italiane e internazionali per diffonderle e farle conoscere. Fratelli Mazza attualmente si rivolge sia al mercato italiano che a quello internazionale; il suo staff nutre una profonda passione nei confronti del vino e di tutte le novità del settore, con la consapevolezza che l’universo del bere richiede un impegno costante e competenze specialistiche.

La fermentazione e l’affinamento

Gin Mare, che è disponibile nel formato da 70 cl e ha una gradazione del 43%, viene realizzato con spezie che arrivano dalla Turchia, dalla Grecia, dall’Italia e dalla Spagna. La sua fama deriva, tra l’altro, dalla sua personalità mediterranea e al tempo stesso speziata, che richiama i profumi costieri dei pini marittimi e degli agrumi, ma anche delle piante di pomodoro, del ginepro, del basilico, delle olive e del rosmarino. Il naso è pervaso da una sensazione gradevole, con una bottiglia artigianale e pura che trasmette le sensazioni del mare.

Vino da meditazione: i calici per una migliore degustazione

Per vini da meditazione si intendono tutti quei vini strutturati per i quali non è necessario alcun abbinamento al cibo. Il vino da meditazione può, infatti, essere degustato da solo poiché racchiude delle qualità organolettiche che vengono apprezzate in un lasso di tempo più lungo rispetto alla durata di una cena. Tra i vini da meditazione ricordiamo, ad esempio, i vini più liquorosi come il Passito di Pantelleria o il Vin santo toscano. Analogamente, tra i vini rossi includiamo quelli da lungo invecchiamento, come il Barolo, l’Amarone o il Cannonau di Sardegna DOC.
Per assaporare un vino da meditazione è importante dunque prendersi il giusto tempo, per rilassarsi e comprendere il vino, nella sua complessità di sapori e sentori. Per assaporare il vino da meditazione e cogliere tutte le sue sfumature è altresì importante scegliere i giusti calici.

Vino da meditazione: i calici più indicati

La forma del bicchiere, oltre a presentare il vino da un punto di vista estetico, è importante per esaltare il colore, il profumo e le sue caratteristiche organolettiche .
Innanzitutto, il materiale più indicato per i calici per vino da meditazione è il vetro sottile o cristallo, trasparente e liscio. E’ consigliabile lavare i calici a mano, con la sola acqua calda, asciugandoli poi con un panno. Inoltre, per degustare al meglio il vino da meditazione è sufficiente riempire il calice fino ad un terzo della sua capacità, se il bicchiere è piccolo. Mentre se il calice è più grande va riempito per un quarto della sua capacità, tenendo il bicchiere dallo stelo e non dalla coppa. Per quanto riguarda i modelli di calice più indicati, citiamo:

  • il sauternes, ideale per vini da meditazione, vini dolci e muffati;
  • il grand ballon, perfetto per i vini da lungo invecchiamento e particolarmente strutturati;
  • il tulipano piccolo, indicato per i passiti e i vini dolci.

Lo stelo sottile ed allungato, dei calici per vino, oltre a conferire un effetto elegante alla presentazione del prodotto, è importante per garantire una migliore manegevolezza del bicchiere, evitando il più possibile il contatto della mano con il bevante per non compremetterne la perfetta temperatura di degustazione.

Precisiamo comunque che il vino da meditazione, seppur si presti maggiormente per una degustazione fuori pasto, può essere abbinato ad alcuni piatti dai sapori particolari , tra cui i formaggi erborinati e stagionati oppure, in riferimento ai vini da meditazione come i passiti, si abbina perfettamente i dolci a base pasta di mandorle e biscotti come i cantucci, e infine si potrà degustare accompagnato da un cioccolato particolare.

L’utilizzo dei botanicals nei drink e gli abbinamenti con il gin

Fiori, spezie, erbe, piante sono tutti elementi naturali che possiamo trovare molto spesso come ingredienti principali per la produzione di distillati e per aromatizzare o guarnire i migliori cocktail. Alcune tipologie di erbe aromatiche sono perfette per creare mix che rendono più gustosi e saporiti i nostri drink preferiti. Negli ultimi anni, i botanicals rappresentano per i barman esperti degli elementi di tendenza da saper manovrare e mixare alla perfezione.

In questo articolo vedremo nel dettaglio cosa sono i botanicals e perché sono fondamentali per la produzione del gin tonic agrumato, scopriremo poi quali sono quelli più utilizzati e come individuare i botanicals presenti in un gin, magari degustando uno dei quattro gin targati Malfy.

 

Che cosa sono e come si utilizzano i botanicals nei drink

Il termine botanicals fa riferimento a tutte quegli ingredienti naturali come erbe, fiori, radici o spezie, in grado di poter aromatizzare qualsiasi alimento o bevanda. Questi ingredienti naturali si utilizzano in tante occasioni diverse, in particolare per la macerazione dei superalcolici distillati.  Tra i distillati più conosciuti che utilizzano le erbe aromatiche durante la loro macerazione troviamo il gin, come il gustoso gin rosa. L’utilizzo dei botanicals per la macerazione dei distillati è pressoché lo stesso: generalmente, dopo il processo di distillazione della bevanda, si inseriscono questi ingredienti naturali per instaurare un processo di infusione volto ad aromatizzare il liquido. Oltre ad essere utilizzati come ingredienti per aromatizzare, i botanicals sono molto sfruttati anche come guarnizione dei cocktail, rendendoli ben visibili all’interno del bicchiere. Si tratta di un metodo utilizzato dai bartender per dare un valore aggiunto al cocktail grazie all’effetto visivo e alla profumazione dei fiori, delle radici o delle spezie.

 

Abbinamenti con gin: quali sono i botanicals più utilizzati

Il gin è un distillato secco che si ottiene grazie alla distillazione del ginepro unito all’alcol, viene spesso aromatizzato con diverse erbe aromatiche come spezie, fiori, bacche e ginepro. Le erbe aromatiche utilizzate per la produzione di gin agrumato hanno permesso nel corso degli anni di realizzare diverse tipologie di gin aromatizzati, dai più originali come il gin al pompelmo a più tradizionali come il gin rosa. Gli ingredienti naturali come le erbe aromatiche rappresentano gli elementi che permettono di identificare una tipologia di bevanda alcolica come il gin e il loro utilizzo varia principalmente in base al produttore. Tra i botanicals più popolari troviamo:

  • Ginepro;
  • Cardamomo;
  • Coriandolo;
  • Arancia;
  • Limone;
  • Pompelmo;
  • Pepe;
  • Angelica;
  • Fiori;
  • Rose;
  • Bacche selvatiche.

La scelta dei botanicals permette di diversificare il prodotto e di valorizzare la terra di origine del produttore, per questo motivo un gin è molto legato al territorio di chi lo produce. I Gin Malfy, ad esempio, sono prodotti realizzati con aromi che caratterizzano la bellissima Costiera Amalfitana.

 

Come scoprire i botanicals presenti in un gin

Il modo migliore per scoprire quali tipologie di erbe aromatiche sono state aggiunte all’interno del drink scelto per un aperitivo con gin è degustare con calma tutti gli abbinamenti di sapore che troviamo all’interno della bevanda.

La degustazione di un gin segue poche e semplici regole:

  • Pulire la bocca da altri sapori, preferibilmente con un sorso di caffè freddo;
  • Utilizzare un gin a temperatura ambiente, preferibilmente ad una temperatura che varia dai 21° ai 23°;
  • Utilizzare un bicchiere a stelo lungo per preservare gli aromi ed esaltarli, così da poter comprendere alla perfezione tutti i botanicals utilizzati per aromatizzare la bevanda.